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Sentenza

Sentenza del 27/03/2019 n. 8545 - Corte di Cassazione

TRIBUTI LOCALI (COMUNALI, PROVINCIALI, REGIONALI) - TRIBUTI LOCALI - Imposta comunale sugli immobili (ICI) - Base imponibile - Area fabbricabile - Criterio del valore commerciale complessivo - Determinazione - Modalità.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La contribuente ha impugnato l'avviso di accertamento ICI relativo all'anno 2006, contestando: la violazione del contraddittorio per la mancata concessione di un ulteriore rinvio; la violazione del giudicato formatosi su una precedente sentenza che aveva annullato un primo avviso; e la determinazione della base imponibile mediante l'applicazione uniforme di un valore di 100 euro al metro quadrato all'intera area, senza considerare che parte dei terreni era destinata a verde pubblico, parcheggi, strade e edilizia residenziale pubblica.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto inammissibile, per difetto di interesse, la censura relativa al contraddittorio; infondata la deduzione di violazione del giudicato, poiché la precedente sentenza non aveva stabilito in modo vincolante l'estensione della superficie tassabile; e infondata anche la contestazione sul valore dell'area. La base imponibile ICI può essere determinata considerando il valore commerciale complessivo dell'area e utilizzando indici medi di edificabilità, tenendo conto del rapporto tra superfici edificabili e spazi destinati a infrastrutture e servizi. I valori comunali predeterminati costituiscono parametri per limitare l'accertamento, ma non impediscono al Comune di determinare un valore superiore in sede di rettifica, purché motivato. C.S. è stata condannata a rimborsare al Comune 1.400 euro di spese del giudizio di legittimità, oltre accessori, nonché a versare l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 5

    La base imponibile di un'area fabbricabile va individuata in relazione al suo valore commerciale complessivo.

    Il valore imponibile deve riflettere il valore venale dell'intera area, considerando i differenti livelli di edificabilità delle sue parti. È possibile utilizzare indici medi di edificabilità riferiti all'area complessiva, ponderando gli spazi destinati a costruzioni rispetto a quelli destinati a infrastrutture e servizi generali.

  • D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 59, comma 1, lett. g)

    I comuni possono determinare periodicamente e per zone omogenee i valori venali in comune commercio delle aree fabbricabili, al fine della limitazione del potere di accertamento.

    I valori deliberati dal Comune operano come soglia di riferimento per limitare l'accertamento quando il contribuente abbia dichiarato e versato l'imposta su una base almeno pari a quella predeterminata; non costituiscono però un limite massimo per il Comune, che può accertare un valore superiore se adeguatamente motivato.

  • Codice civile, art. 2909

    L'accertamento contenuto nella sentenza passata in giudicato fa stato a ogni effetto tra le parti.

    Il giudicato vincola le parti soltanto rispetto a ciò che la precedente sentenza ha effettivamente deciso nel merito. Un annullamento motivato da carenze o contraddittorietà dell'avviso non determina necessariamente la fissazione definitiva della superficie tassabile o del valore imponibile.

  • Codice di procedura civile, art. 324

    La sentenza passata in giudicato formale non è più soggetta ai mezzi ordinari di impugnazione.

    Il giudicato formale riguarda la stabilità della decisione, ma non equivale automaticamente a un giudicato sostanziale su ogni elemento della controversia: occorre verificare l'effettivo contenuto precettivo della sentenza.

  • Codice di procedura civile, art. 100

    Una censura processuale è ammissibile solo se la parte dimostra quale concreto pregiudizio abbia subito. La mera violazione astratta delle regole processuali non è sufficiente.

  • D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 2 e 19

    Le controversie sulla legittimità degli atti impositivi, compresi i profili relativi al rispetto di un precedente giudicato, rientrano nella giurisdizione del giudice tributario.

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    In caso di rigetto integrale del ricorso, il ricorrente è tenuto al pagamento dell'ulteriore contributo unificato nella stessa misura di quello dovuto per l'impugnazione.

Massime di principio

  • Per l'ICI sulle aree edificabili, la base imponibile deve essere collegata al valore commerciale complessivo dell'area e non necessariamente a una valutazione distinta di ogni singola porzione; è ammissibile l'utilizzo di indici medi di edificabilità.
  • La destinazione di alcune parti dell'area a strade, parcheggi, verde pubblico o servizi non comporta automaticamente l'esclusione totale di tali superfici dalla valutazione: tali elementi devono essere considerati nella determinazione complessiva del valore commerciale e dell'indice medio di edificabilità.
  • I valori venali stabiliti dal Comune per zone omogenee sono generalmente parametri di riferimento e soglie di non accertabilità, non necessariamente valori massimi inderogabili. Il Comune può discostarsene in aumento se fornisce una motivazione basata su dati di mercato.
  • Il giudicato derivante da una precedente sentenza tributaria vincola solo nei limiti di quanto sia stato effettivamente deciso. L'annullamento di un avviso per carenza di motivazione o contraddittorietà non impedisce di emettere un nuovo avviso correttamente motivato e fondato su una diversa o più precisa determinazione.
  • Le eccezioni processuali devono essere accompagnate dalla dimostrazione del concreto pregiudizio subito; non è sufficiente lamentare la violazione formale di un termine o la mancata concessione di un rinvio.
  • In caso di notifica dell'impugnazione non riuscita per una causa non imputabile al notificante, gli effetti della prima richiesta possono conservarsi se la procedura viene riattivata tempestivamente e senza inerzia.

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