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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15595/2024 del 15/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma delle condanne per detenzione di stupefacenti e reati connessi sostenendo: (1) la mancata riqualificazione della detenzione di marijuana nell'ipotesi di lieve entità ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 (quantità e scarso principio attivo); (2) l'errata applicazione dell'aggravante prevista dall'art. 80, comma 1, lett. d), d.P.R. n. 309/1990, per il mero ritrovamento di armi contestuale alla droga; (3) l'omessa disapplicazione della recidiva e/o motivazione insufficiente sull'aumento per recidiva; (4) l'omessa concessione delle attenuanti generiche nonostante collaborazione/amicizia processuale; (5) l'erronea conferma del sequestro/confisca di due orologi Rolex per mancanza di prova della illecita provenienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto tutti i ricorsi. Ha confermato le condanne pronunciate in appello (Dell'Annunziata: 4 anni di reclusione e 8.000 euro di multa; Rega: 3 anni e 8 mesi di reclusione e 6.000 euro di multa), ritenendo infondate le censure sulla lieve entità (valutazione unitaria di quantità, dosi ricavabili, contesto e modalità), sull'esclusione dell'aggravante per armi (ritenuta sussistente per la contestualità spaziale/temporale), sulla disapplicazione della recidiva e sul riconoscimento delle attenuanti generiche (motivi di fatto e valutazioni di merito insindacabili se motivate). Ha altresì confermato la confisca degli orologi ai sensi dell'art. 240-bis c.p. richiamato dall'art. 85-bis d.P.R. 309/1990 per l'incapacità del ricorrente di giustificarne la provenienza e il valore sproporzionato rispetto al reddito. La Corte ha motivato in continuità con la sentenza di prime cure (c.d. "doppia conforme").

Norme richiamate

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 73, commi 1 e 5

    Per escludere la rilevanza penale ai sensi del comma 5 (lieve entità) occorre valutare unitariamente quantità, qualità, numero di dosi mediamente ricavabili, modalità, mezzi e circostanze: non è decisivo il solo principio attivo e rileva il numero di dosi potenzialmente commercializzabili

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 80, comma 1, lett. d)

    L'aggravante per il fatto commesso da persona armata si realizza anche con la mera contestualità temporale o spaziale tra possesso di stupefacente e detenzione di arma; non è richiesto un concreto uso dell'arma per agevolare il reato

  • cod. pen., art. 240-bis

    La confisca può essere disposta quando il proprietario non giustifica la provenienza del bene o il valore risulta sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati, anche a seguito del richiamo operato dall'art. 85-bis d.P.R. 309/1990

  • d.P.R. n. 309/1990, art. 85-bis

    Richiama le norme penali sulla confisca applicabili ai reati in materia di stupefacenti, consentendo l'uso dell'art. 240-bis c.p. per l'ablazione dei beni

  • cod. proc. pen., art. 606, comma 1, lett. b) ed e)

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (violazione di norme sostanziali o di motivazione): la Corte valuta tali censure ma ricorda che molte questioni sollevate riguardano valutazioni di fatto insindacabili se adeguatamente motivate

  • cod. proc. pen., art. 591, comma 1, lett. c)

    Rilevanza dell'aspecificità del ricorso: l'assenza dell'indicazione della correlazione tra le ragioni del provvedimento impugnato e le ragioni del ricorso può determinare l'inammissibilità

  • cod. pen., art. 133

    Le attenuanti generiche sono valutate dal giudice di merito con un giudizio di fatto; la Cassazione sindaca la motivazione solo se contraddittoria o illogica

  • legge n. 110/1975, art. 23, comma 3

    Norma richiamata nei capi di imputazione relativi agli illeciti connessi alle armi (applicata nella ricostruzione dei fatti nei gradi inferiori)

  • legge n. 895/1967, art. 2

    Norma richiamata nei capi di imputazione (richiami normativi relativi a reati connessi alla detenzione/uso di armi o altri illeciti)

  • cod. pen., art. 697 e art. 648

    Norme del codice penale richiamate nei capi d'imputazione (reati connessi e ricettazione); citate a scopo ricostruttivo dei fatti

Massime di principio

  • Per ottenere la qualificazione di "lieve entità" ai sensi dell'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990 non basta allegare il basso principio attivo: il giudice valuta unitariamente quantità, numero di dosi ricavabili, modalità di detenzione, contesto e mezzi impiegati; il numero di dosi è indicativo della potenziale capacità di spaccio
  • L'aggravante dell'essere "persona armata" (art. 80, comma 1, lett. d)) si considera realizzata anche con la mera contestualità spaziale o temporale tra arma e stupefacente; per resistervi occorre produrre elementi probatori convincenti della mancata coincidenza strutturale delle detenzioni
  • Le decisioni di merito su attenuanti generiche, recidiva e determinazione della pena sono valutazioni di fatto: la Cassazione le sindaca solo se la motivazione è contraddittoria, illogica o inesistente; per ottenerne la disapplicazione serve una motivazione specifica e circostanziata
  • Per evitare la confisca ai sensi dell'art. 240-bis c.p. il proprietario del bene deve fornire prove concrete e coerenti sulla legittima provenienza e sulla compatibilità del valore con i redditi: mere negazioni non sono sufficienti
  • La presenza di una "doppia conforme" (motivazioni congruenti di primo e secondo grado) rende più difficile il successo del ricorso per cassazione, poiché le motivazioni si integrano e limitano il sindacato di legittimità
  • In generale, per contestare proficuamente decisioni penali consolidate, è necessario non solo sollevare censure giuridiche, ma indicare con precisione le discrepanze logiche o le violazioni normative dimostrabili nei provvedimenti impugnati

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