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Sentenza

Sentenza n. 6210/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sezione quarta, -OMISSIS- resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202409063

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio che aveva respinto il ricorso contro il diniego di monetizzazione della licenza ordinaria non fruita negli anni 2019, 2020 e 2021

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il militare, collocato in quiescenza per raggiunti limiti di età il 17 maggio 2021 dopo un periodo di assenza per motivi di salute, aveva chiesto la monetizzazione di 80 giorni di licenza ordinaria non fruita. L'Amministrazione aveva respinto la domanda limitatamente ai giorni maturati prima del collocamento in aspettativa per infermità, ritenendo che il militare avesse liberamente scelto di non fruire della licenza, avendo escluso la conversione della licenza ordinaria in licenza straordinaria di convalescenza. Il TAR aveva respinto il ricorso. In appello, l'interessato ha dedotto, tra l'altro, omessa pronuncia, travisamento dei fatti e della prova, violazione degli artt. 1, 2, 3, 73 e 88 c.p.a., erronea interpretazione dell'art. 905 del codice dell'ordinamento militare, eccesso di potere per illogicità, irragionevolezza, difetto di motivazione e istruttoria, disparità di trattamento, violazione dei principi di buona fede e giustizia sostanziale, nonché violazione dei principi costituzionali ed eurounitari in materia di ferie. Ha inoltre contestato l'omessa indicazione del responsabile del procedimento e la mancata considerazione delle osservazioni presentate dopo il preavviso di rigetto.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l'appello e confermato la decisione di primo grado. Ha escluso l'omessa pronuncia, rilevando che il TAR aveva deciso sulle domande e motivato, anche implicitamente, sulle censure, sicché non era necessario esaminare nuovamente tutti gli argomenti riproposti. Nel merito, ha affermato che il diritto all'indennità sostitutiva delle ferie non godute sussiste quando la mancata fruizione non sia imputabile al lavoratore, mentre può essere escluso quando il lavoratore abbia deliberatamente e consapevolmente rinunciato a fruire delle ferie pur essendone posto in condizione. L'art. 905, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, secondo la disciplina attuativa della circolare della Guardia di finanza n. 25800 del 23 giugno 2014, consente al militare di scegliere tra la conversione dei giorni di licenza ordinaria in licenza straordinaria di convalescenza e la mancata conversione, con conservazione della possibilità di fruire delle ferie al termine della malattia. Poiché l'appellante aveva espressamente escluso la conversione, il mancato godimento è stato ritenuto riconducibile a una scelta libera e consapevole e non a causa di salute o ad altra causa non imputabile. È stata quindi ritenuta legittima, anzi doverosa, la reiezione della domanda di monetizzazione. La censura di disparità di trattamento è stata respinta perché un provvedimento favorevole eventualmente adottato in casi analoghi non può fungere da parametro per ottenere l'estensione di un trattamento illegittimo, tanto più in presenza di attività vincolata. Le censure procedimentali sono state ritenute recessive rispetto all'accertamento sostanziale del diritto, trattandosi di atti paritetici relativi a un diritto soggettivo devoluto alla giurisdizione esclusiva amministrativa. In ogni caso, l'omessa indicazione del responsabile del procedimento costituisce mera irregolarità e l'Amministrazione non è tenuta a confutare analiticamente ogni osservazione del privato, essendo sufficiente una motivazione complessivamente idonea. L'appellante è stato condannato alle spese del grado, liquidate in euro 3.000, oltre oneri e accessori se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 36, comma 3, Cost.

    il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retributive, e non può rinunziarvi

    Il diritto alle ferie è costituzionalmente garantito e si applica anche al personale militare, ma la sua tutela non comporta il riconoscimento dell'indennità sostitutiva quando il mancato godimento sia imputabile a una scelta libera e consapevole del lavoratore.

  • artt. 1, 2, 3, 4, 32 e 35 Cost.

    Sono richiamati quali fondamenti costituzionali della tutela del lavoro, della persona e della salute, a sostegno dell'applicabilità del diritto alle ferie anche ai militari.

  • art. 1465 d.lgs. 66/2010

    ai militari spettano i diritti che la Costituzione della Repubblica riconosce ai cittadini

    Conferma l'estensione ai militari dei diritti costituzionali, incluso il diritto alle ferie annuali retribuite.

  • art. 5, comma 8, d.l. 95/2012, convertito dalla l. 135/2012

    le ferie, i riposi ed i permessi ... sono obbligatoriamente fruiti ... e non danno luogo in nessun caso alla corresponsione di trattamenti economici sostitutivi

    Il divieto generale di monetizzazione deve essere interpretato in modo compatibile con la tutela del lavoratore che non abbia potuto fruire delle ferie per causa non imputabile.

  • art. 905, comma 2, d.lgs. 66/2010

    prima del collocamento in aspettativa per infermità ai militari sono concessi i periodi di licenza non ancora fruiti

    La disposizione, come attuata dalla disciplina interna della Guardia di finanza, consente al militare di scegliere se convertire la licenza ordinaria in licenza straordinaria di convalescenza oppure non procedere alla conversione, conservando la possibilità di fruire delle ferie dopo la malattia.

  • art. 133, comma 1, lett. i), c.p.a.

    Attribuisce alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo la controversia relativa ai rapporti concernenti il personale militare; nel caso concreto la controversia riguarda un diritto soggettivo e atti paritetici.

  • art. 112 c.p.c.

    L'omessa pronuncia sussiste solo quando il giudice non si pronunci affatto su una domanda, eccezione o motivo; non ricorre quando la decisione sia incompatibile con l'accoglimento della censura o comporti il rigetto implicito dell'argomento.

  • art. 3, comma 2, c.p.a.

    Consente una motivazione sintetica, purché idonea a dare conto delle ragioni della decisione e dell'esame delle censure rilevanti.

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Le relative garanzie procedimentali non sono applicabili agli atti paritetici di diniego della monetizzazione delle ferie; comunque, l'Amministrazione deve considerare le osservazioni in modo complessivo, senza obbligo di confutazione analitica.

  • art. 26, comma 1, c.p.a.

    Costituisce il riferimento per la condanna alle spese del giudizio secondo la regola della soccombenza.

  • art. 31, paragrafo 2, Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea

    Garantisce il diritto alle ferie annuali retribuite; il diritto all'indennità sostitutiva alla cessazione del rapporto permane quando il lavoratore non abbia potuto fruire delle ferie per causa non imputabile.

  • art. 7 direttiva 2003/88/CE

    Osta alla perdita del diritto alle ferie quando il lavoratore non sia stato posto effettivamente in condizione di esercitarlo, ma non impedisce la perdita del diritto quando il lavoratore, consapevolmente e volontariamente, abbia scelto di non fruirne.

Massime di principio

  • Il diritto all'indennità sostitutiva delle ferie non godute alla cessazione del rapporto di lavoro sussiste quando sia certo che la mancata fruizione non sia stata determinata dalla volontà del lavoratore né sia comunque a lui imputabile; non sussiste quando il lavoratore, posto effettivamente in condizione di fruire delle ferie, abbia deliberatamente e consapevolmente scelto di non farlo.
  • In caso di malattia del militare, l'art. 905, comma 2, del codice dell'ordinamento militare, secondo la disciplina attuativa applicabile alla Guardia di finanza, consente al militare di scegliere tra la conversione dei giorni di licenza ordinaria non fruiti in licenza straordinaria di convalescenza e la mancata conversione, con conservazione della possibilità di fruire della licenza ordinaria dopo la malattia; l'esercizio consapevole della seconda opzione esclude, in caso di successiva cessazione del rapporto, il diritto alla monetizzazione se il mancato godimento è così imputabile al militare.
  • L'onere di dimostrare che il lavoratore sia stato effettivamente posto in condizione di fruire delle ferie grava sul datore di lavoro; una volta accertata tale possibilità e la scelta consapevole del lavoratore di non fruirne, il diritto alle ferie e alla correlata indennità sostitutiva può essere negato.
  • Il destinatario di un provvedimento sfavorevole legittimo non può invocare, quale disparità di trattamento o sintomo di eccesso di potere, l'eventuale adozione di un provvedimento più favorevole in favore di altro soggetto, che potrebbe essere stato illegittimo; ciò vale a maggior ragione quando l'attività amministrativa sia vincolata.
  • L'omessa indicazione del responsabile del procedimento costituisce, di regola, una mera irregolarità e non determina l'illegittimità del provvedimento finale, poiché il ruolo può essere imputato al dirigente dell'unità organizzativa competente secondo il criterio legale.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeGiurisdizione e ripartoMotivazione del provvedimentoResponsabile del procedimento e competenza
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiRiparto di giurisdizioneLegittimo affidamentoBuona fede e correttezza della PADifetto di motivazione

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