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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07814/2025 del 24/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (creditore)

La controversia

La controversia nasce da due domande di ammissione al passivo fallimentare, proposte da un soggetto della riscossione per crediti tributari e accessori dovuti da contribuenti assistiti da garanzia fideiussoria prestata dalla società poi fallita. Il giudice delegato aveva respinto le domande ritenendo nulle le fideiussioni perché rilasciate da un "confidi minore" al di fuori dell'attività consentita. Il tribunale, in sede di opposizione allo stato passivo, ha invece accolto l'opposizione, ritenendo che le garanzie fossero espressamente previste da norme tributarie e quindi valide. Il fallimento della garante ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, denunciando violazione e falsa applicazione degli artt. 106, 107 e 155 T.U.B. e sostenendo che, secondo la disciplina bancaria e finanziaria, i confidi minori non potevano rilasciare fideiussioni in favore dell'erario per crediti fiscali; ne deriverebbe la nullità virtuale delle fideiussioni e, quindi, l'inesistenza del credito ammesso al passivo.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondata la censura perché la decisione impugnata, pur con una motivazione diversa, era conforme al diritto: all'epoca delle fideiussioni la società era iscritta come confidi minore nell'elenco ex art. 106 T.U.B. e le garanzie erano state prestate nell'interesse di imprese socie. Richiamando il principio affermato dalle Sezioni Unite n. 8472/2022, la Corte ha precisato che la fideiussione rilasciata da un confidi minore non è nulla per violazione di norma imperativa, poiché non esiste un divieto testuale o implicito di rilasciare garanzie non dirette a favorire il finanziamento bancario; il rilascio di fideiussioni non è attività riservata ai soggetti autorizzati dal T.U.B. Ne consegue la validità delle garanzie e la fondatezza dell'ammissione del credito al passivo del fallimento della garante. Non sono state liquidate spese, perché le intimate non hanno svolto difese. È stato inoltre dato atto del raddoppio del contributo unificato.

Norme richiamate

Massime di principio

  • La fideiussione rilasciata da un confidi minore non è nulla per violazione di norme imperative solo perché l'ente è soggetto a un regime di attività esclusiva: occorre un divieto testuale o comunque un'inequivoca previsione di nullità, che nel caso non sussiste.
  • Le limitazioni funzionali previste per i confidi minori nel T.U.B. non eliminano la capacità giuridica dell'ente di prestare garanzie a favore dei propri associati, quando la garanzia non sia riservata a soggetti autorizzati e non ricada in un'area di attività vietata.
  • Quando norme speciali di settore prevedono espressamente la possibilità di prestare garanzie, la validità del contratto va verificata alla luce del sistema complessivo e non può essere affermata una nullità virtuale in assenza di una chiara incompatibilità normativa.
  • Se la garanzia è valida, il creditore garantito conserva il diritto all'ammissione al passivo nei confronti del fideiussore fallito, poiché viene meno il presupposto della nullità del titolo dedotto dal curatore.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento del passivoFideiussioneContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiFallimentare / Crisi d'impresaBancario e finanziarioTributiProcesso civile
IstitutiNullitàOnere della prova

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