Cassazione Civile, Ordinanza n. 21022/2024 del 26/07/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente (consumatore)
La controversia
Alcuni contraenti avevano stipulato con la società convenuta, tra il 2006 e il 2007, contratti denominati Farad Personal Portfolio, formalmente presentati come assicurazioni sulla vita di tipo unit-linked. I premi unici versati venivano investiti in quote di un fondo interno gestito con ampia discrezionalità da un asset manager nominato dalla società; il rendimento degli investimenti incideva sulla prestazione finale. Alla scadenza, gli assicurati ricevevano importi molto inferiori al capitale investito. In primo grado le domande di nullità furono respinte, ma in appello la Corte territoriale qualificò i rapporti come contratti finanziari/investimento e dichiarò i contratti nulli per violazione della disciplina TUF e regolamentare, condannando la società a restituire la differenza tra premi versati e capitale restituito. In Cassazione la società deduceva: 1) nullità della sentenza per motivazione irragionevole e, nel merito, errata qualificazione del contratto come strumento finanziario anziché assicurazione sulla vita; 2) violazione del diritto eurounitario e del principio di primato, sostenendo che la giurisprudenza CGUE imporrebbe di considerare assicurative le polizze linked; 3) violazione dell’art. 23 TUF, sostenendo che la nullità per mancato contratto-quadro e per carenze informative/regolamentari fosse illegittima e che l’art. 37 reg. Consob fosse incompatibile con la struttura della polizza; 4) censure analoghe sulla qualificazione come gestione di portafoglio e sulla conseguente nullità; 5) violazione dell’art. 2 cod. ass. e omesso esame di fatto decisivo con riguardo alla posizione di una contraente incapace assistita da amministratore di sostegno. La Corte di cassazione ha ritenuto che la doglianza investisse correttamente una questione di qualificazione giuridica, non di interpretazione del contratto, e ha confermato che non ogni polizza unit-linked è assicurazione: occorre una reale assunzione di rischio demografico e una prestazione dell’assicuratore non irrisoria; se il capitale può essere interamente perduto e l’indennizzo per morte è trascurabile, il contratto non è un’assicurazione sulla vita ma un contratto di investimento soggetto alla disciplina finanziaria. Ha inoltre escluso che la giurisprudenza eurounitaria imponesse una diversa qualificazione, osservando che il diritto UE non armonizza le regole nazionali di qualificazione dei contratti e che le pronunce CGUE richiamate operano in ambiti e per finalità specifiche. Ha infine giudicato inammissibili o infondate le ulteriori censure perché non colpivano tutte le rationes decidendi della sentenza impugnata e perché la Corte d’appello aveva motivato in modo coerente sulla nullità per violazione della disciplina TUF e regolamentare. Il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso della società, confermando la sentenza d’appello che aveva dichiarato nulli i contratti e aveva condannato la società alla restituzione della differenza tra i premi versati e le somme già restituite agli assicurati. La Corte ha ritenuto corretta la qualificazione dei rapporti come contratti di investimento e non come assicurazioni sulla vita, valorizzando l’assenza di una reale assunzione di rischio demografico e la previsione di un indennizzo finale trascurabile. Ha inoltre escluso la violazione del diritto eurounitario e ha dichiarato inammissibili o infondate le censure relative alla disciplina TUF e regolamentare. Le spese del giudizio di legittimità sono state poste a carico della ricorrente, con ulteriore contributo unificato ove dovuto.
Norme richiamate
Richiamato come parametro invocato dalle parti per sostenere la nullità per immeritevolezza, ma la Corte non accoglie tale impostazione e si concentra sulla corretta qualificazione del contratto.
Usato come norma di riferimento per escludere che il contratto in esame rientri nello schema dell’assicurazione sulla vita quando il rischio demografico sia neutralizzato dal trasferimento del rischio finanziario sull’assicurato.
La Corte conferma che, una volta qualificato il rapporto come contratto di investimento, esso resta soggetto alla disciplina TUF; le censure della ricorrente non scalfiscono la ratio della nullità dichiarata in appello.
Richiamato dalla sentenza impugnata e dal ricorso in relazione ai requisiti della gestione di portafoglio; le doglianze sono ritenute inammissibili perché non colpiscono tutte le ragioni poste a base della decisione.
art. 37 reg. Consob 11522/98
La Corte considera infondata/inammissibile la censura che nega la compatibilità di tale disciplina con il contratto, osservando che i patti contrari devono adeguarsi alle norme di settore.
La censura relativa a questa norma è dichiarata inammissibile per travisamento della motivazione della sentenza d’appello.
Richiamato per l’onere di trascrivere o riassumere le clausole contrattuali rilevanti; il motivo è inammissibile perché tale onere non è stato assolto.
È la norma processuale in base alla quale il Collegio ha disposto il deposito della motivazione nel termine previsto.
Richiamato per la regolazione delle spese secondo soccombenza.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002
Applicato per dare atto dei presupposti del raddoppio del contributo unificato a carico della ricorrente.
L. 55/2014
Richiamato ai fini della liquidazione del compenso con l’aumento previsto per il gruppo di controricorrenti.
Richiamato per la liquidazione delle spese di lite.
Massime di principio
- La qualificazione del contratto è questione di diritto censurabile in cassazione quando il ricorso investe la sussunzione del negozio nella corretta disciplina legale, non la mera interpretazione delle clausole.
- Una polizza formalmente denominata unit-linked non è automaticamente un contratto di assicurazione sulla vita: occorre verificare se l’assicuratore assuma un reale rischio demografico e se la prestazione per il caso morte abbia utilità apprezzabile, non meramente simbolica o trascurabile.
- Se il premio versato è integralmente esposto al rischio finanziario e l’indennizzo per il decesso è solo irrisorio o collegato al mero valore residuo degli investimenti, il contratto può essere qualificato come contratto di investimento e non come assicurazione.
- Le pronunce della Corte di giustizia in materia di polizze linked non impongono una qualificazione uniforme in senso assicurativo ai fini del diritto interno, quando il punto controverso è la qualificazione civilistica del negozio e non l’applicazione di specifiche direttive settoriali.
- Quando la sentenza impugnata si fonda su più rationes decidendi autonome, il ricorso per cassazione è inammissibile se non aggredisce tutte le rationes idonee a sorreggere la decisione.
- Chi deduce la nullità o l’incompatibilità di un contratto rispetto a norme di settore deve trascrivere o almeno riassumere in modo adeguato le clausole contrattuali rilevanti, pena l’inammissibilità del motivo per difetto di specificità.
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