Cassazione Civile, Ordinanza n. 31712/2022 del 27/10/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La lite nasce da un avviso di liquidazione con cui l'Ufficio, a seguito di compravendita immobiliare, ha revocato l'agevolazione "prima casa" e ha recuperato la maggiore IVA, oltre a sanzioni, ritenendo l'immobile di lusso perché la superficie utile complessiva superava il limite di 240 mq previsto dal D.M. 2 agosto 1969. La contribuente aveva ottenuto accoglimento in primo grado e conferma in appello, sulla base di una perizia che sottraeva dal calcolo anche muri perimetrali e divisori, facendo scendere la superficie sotto soglia. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione l'Agenzia ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 6 D.M. 2 agosto 1969, 14 preleggi, 10 L. 212/2000 e 2697 c.c., sostenendo che, secondo la giurisprudenza di legittimità, dal calcolo vanno esclusi solo i locali espressamente indicati dal decreto e non le murature dell'abitazione; ha inoltre contestato l'applicazione del favor rei sulle sanzioni richiesta dalla contribuente.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondato il profilo di inammissibilità sollevato dalla contribuente, ha accolto il ricorso dell'Agenzia, ha cassato la sentenza della CTR e, decidendo nel merito perché non servivano ulteriori accertamenti di fatto, ha rigettato l'originario ricorso della contribuente contro l'avviso di liquidazione e le sanzioni. Ha altresì respinto la domanda di applicazione d'ufficio del favor rei alle sanzioni, richiamando il recente orientamento delle Sezioni Unite sulla successione di norme tributarie sanzionatorie. Le spese di merito sono state compensate, mentre quelle del giudizio di legittimità sono state poste a carico della contribuente.
Norme richiamate
art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.
È stata dedotta la violazione di legge per censurare l'erronea applicazione delle norme sul calcolo della superficie utile ai fini dell'agevolazione prima casa.
art. 6 D.M. 2 agosto 1969, n. 1072
Per stabilire se l'abitazione sia di lusso va considerata la superficie utile complessiva, escludendo solo i locali espressamente indicati dal decreto e non anche muri perimetrali e divisori.
Richiamato insieme alle altre norme invocate per sostenere che l'interpretazione delle disposizioni agevolative non può ampliarne la sfera applicativa oltre il dato letterale.
art. 10 L. 27 luglio 2000, n. 212
Richiamato dalla ricorrente nel quadro delle censure di violazione di legge, senza una specifica autonoma ratio decidendi nel provvedimento.
Richiamato dalla ricorrente nel denunciare l'erronea attribuzione dell'onere probatorio e la valutazione della perizia prodotta dalla contribuente.
nota II-bis all'art. 1 della Tariffa, Parte Prima, allegata al d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131
È la disciplina agevolativa della prima casa richiamata per affermare che l'immobile di lusso ne resta escluso.
È la base procedurale della trattazione in camera di consiglio secondo la proposta del relatore.
Invocato dalla contribuente per il favor rei sulle sanzioni, ma la Corte ne ha escluso l'applicazione nel caso concreto secondo il principio affermato dalle Sezioni Unite sulla successione di norme tributarie sanzionatorie.
D.Lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 10
Richiamato dalla contribuente come normativa sopravvenuta sui criteri di individuazione delle abitazioni agevolabili, senza effetto retroattivo ai fini sanzionatori nel caso deciso.
D.L. 12 settembre 2013, n. 104, art. 26, comma 1, conv. in L. 8 novembre 2013, n. 128
Richiamato dalla contribuente quale modifica normativa sui criteri della prima casa, non estensibile al passato ai fini sanzionatori nel caso concreto.
D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347 / disciplina catastale richiamata in via indiretta
Citato solo in via di contesto nel riferimento alle imposte ipotecarie o catastali, senza autonoma statuizione decisoria.
Massime di principio
- Ai fini dell'agevolazione "prima casa", la qualifica di abitazione di lusso va verificata secondo il D.M. 2 agosto 1969, n. 1072, calcolando la superficie utile complessiva dell'immobile e sottraendo soltanto gli spazi espressamente esclusi dalla norma; non è consentito escludere anche i muri perimetrali e divisori.
- Le disposizioni agevolative fiscali sono di stretta interpretazione e non possono essere estese oltre i casi e i limiti espressamente previsti dal testo normativo.
- Quando la decisione di merito si discosti da un orientamento di legittimità consolidato sul criterio di calcolo della superficie utile, la censura di violazione di legge è ammissibile e può condurre alla cassazione della sentenza.
- In materia sanzionatoria tributaria, il sopravvenire di una disciplina più favorevole non comporta automaticamente l'applicazione retroattiva del nuovo regime ai fatti pregressi se il presupposto impositivo resta dovuto; la mera riconduzione del bene a criteri diversi non giustifica di per sé l'eliminazione della sanzione.
- Se in cassazione non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte può cassare la sentenza impugnata e decidere direttamente nel merito, rigettando o accogliendo la domanda originaria.
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