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Cassazione Civile, Ordinanza n. 37066/2021 del 26/11/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia riguarda un avviso di pagamento TARI 2014 emesso dal Comune nei confronti di una società operante con bombole e serbatoi di gas. La Commissione tributaria provinciale aveva respinto il ricorso della società, ma la Commissione tributaria regionale aveva accolto l'appello della contribuente ritenendo provato, sulla base di una perizia giurata e della documentazione prodotta, che i residui gassosi e i rifiuti speciali derivanti dall'attività produttiva fossero stati smaltiti tramite impresa specializzata, con conseguente esclusione dalla tassazione di alcune superfici. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) nullità della sentenza per motivazione apparente, sostenendo che la CTR avrebbe valorizzato solo la perizia senza considerare l'accertamento ispettivo comunale e le maggiori superfici tassabili; 2) omesso esame di un fatto decisivo, perché la documentazione non proverebbe la consegna dei rifiuti speciali alle imprese specializzate, ma solo la bonifica dei serbatoi e il collaudo delle bombole; 3) violazione di norme del d.lgs. 152/2006 e degli artt. 2729 e 2697 c.c., per avere la CTR qualificato come rifiuto speciale il residuo gassoso presente nelle bombole e nei serbatoi, ritenendo sufficiente la bonifica eseguita da impresa specializzata.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto integralmente il ricorso del Comune. Ha ritenuto infondata la censura di motivazione apparente, osservando che la CTR aveva esposto una ratio decidendi chiara sulle superfici da assoggettare a TARI e sulla rilevanza della perizia prodotta dalla contribuente; ha inoltre escluso che la doglianza potesse tradursi in una rivalutazione del merito o del materiale probatorio. Ha poi affermato che il vizio dedotto come omesso esame non era configurabile, perché riguardava in realtà l'asserito errato apprezzamento di prove e non un fatto storico decisivo. Quanto al terzo motivo, la Corte ha richiamato il principio secondo cui gli effluenti gassosi non sono di regola rifiuti, salvo che siano immessi in contenitori o stoccati e smaltiti come tali; nel caso concreto, la bonifica delle bombole e dei serbatoi, con svuotamento dei residui gassosi da parte di impresa specializzata, integra attività di gestione di rifiuti ai sensi dell'art. 183, comma 1, lett. n), d.lgs. 152/2006, sicché la società aveva dato prova idonea dello smaltimento dei rifiuti speciali. Il Comune è stato condannato alle spese ed è stato dato atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 5, c.p.c.

    Il vizio è limitato all'omesso esame di un fatto storico decisivo discusso tra le parti e non consente una revisione del giudizio di merito sugli elementi probatori.

  • art. 36 d.lgs. 546/1992

    La motivazione è sufficiente se consente di individuare la ratio decidendi; non occorre che dia conto di ogni singolo elemento istruttorio.

  • art. 183, comma 1, lett. n), d.lgs. 152/2006

    La bonifica e lo svuotamento di bombole e serbatoi dai residui gassosi da parte di impresa specializzata costituiscono attività di gestione di rifiuti.

  • artt. 188, 188-bis e 190 d.lgs. 152/2006

    Richiamati dal ricorrente per sostenere la disciplina della gestione dei rifiuti, ma la Corte ha ritenuto corretta la qualificazione operata dal giudice di merito.

  • art. 2729 c.c.

    Invocato dal ricorrente sul piano delle presunzioni; la Corte ha escluso che vi fosse un errore di diritto nella valutazione probatoria.

  • art. 2697 c.c.

    Invocato dal ricorrente sul riparto dell'onere della prova; la Corte ha ritenuto che la contribuente avesse fornito prova idonea dello smaltimento.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Il vizio di motivazione apparente ricorre solo quando la sentenza sia priva di una reale ratio decidendi o renda impossibile comprendere il percorso logico seguito dal giudice; non basta che la parte ritenga non condivisa la valutazione delle prove.
  • Il motivo ex art. 360, n. 5, c.p.c. non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio: è denunciabile solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo, non l'omissione o l'erronea lettura di singoli elementi di prova.
  • Nell'ambito della gestione dei rifiuti, gli effluenti gassosi non sono normalmente qualificabili come rifiuti; tuttavia assumono tale natura quando siano contenuti, stoccati o smaltiti tramite contenitori o impianti dedicati, con conseguente applicazione della disciplina sui rifiuti.
  • La bonifica di bombole o serbatoi eseguita da impresa specializzata, con svuotamento dei residui ancora presenti, può integrare attività di gestione di rifiuti e costituire prova idonea dello smaltimento dei rifiuti speciali prodotti dall'attività.
  • Quando il giudice di merito indica chiaramente la fonte probatoria ritenuta decisiva e la collega al risultato decisorio, la censura che mira solo a contrapporre una diversa lettura delle prove è inammissibile in cassazione.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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