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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25981/2025 del 23/09/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (parte privata)

La controversia

La controversia nasce dall'opposizione al decreto di liquidazione dell'onorario spettante a un consulente tecnico d'ufficio per l'attività svolta in un precedente giudizio civile. La parte opponente aveva chiesto la riduzione dei compensi liquidati, la riduzione di alcune spese esenti e la condanna di più soggetti al pagamento in solido. La Corte d'appello aveva dichiarato l'opposizione inammissibile per tardività, ritenendo che il ricorso fosse stato depositato oltre il termine di trenta giorni dalla comunicazione del decreto. In cassazione la ricorrente ha dedotto, con il primo motivo, violazione di legge e vizi processuali sostenendo che dalle attestazioni di cancelleria risultava invece il deposito telematico del ricorso in data 27 aprile 2022, quindi tempestivo entro il termine; con il secondo motivo ha contestato nel merito la liquidazione, assumendo che non fosse stata applicata la decurtazione prevista dall'art. 52 del d.P.R. n. 115 del 2002 e che le proroghe concesse al consulente non fossero giustificate. La Corte ha ritenuto fondato il primo motivo, accertando che il deposito telematico era avvenuto tempestivamente alle ore 22.10 del 27 aprile 2022; ha quindi cassato il decreto impugnato e rinviato alla Corte d'appello in diversa composizione per l'esame nel merito dell'opposizione. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo errata la declaratoria di inammissibilità per tardività perché il deposito telematico era stato effettuato entro il termine di legge. Di conseguenza ha cassato il decreto della Corte d'appello e ha rinviato alla medesima Corte, in diversa composizione, affinché decida nel merito dell'opposizione alla liquidazione del compenso del CTU e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità. Il secondo motivo, relativo alla quantificazione del compenso e alla decurtazione ex art. 52 d.P.R. n. 115 del 2002, è rimasto assorbito.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nell'opposizione al decreto di liquidazione del compenso del consulente tecnico d'ufficio, il rispetto del termine di trenta giorni va verificato sulla base della data effettiva di deposito del ricorso, ivi compreso il deposito telematico risultante dalle attestazioni di cancelleria.
  • Se la documentazione di cancelleria attesta che il deposito telematico è avvenuto entro il termine di legge, la declaratoria di inammissibilità per tardività è erronea e il provvedimento deve essere cassato con rinvio al giudice di merito.
  • Quando la decisione di legittimità accoglie un motivo processuale che travolge la declaratoria di inammissibilità, i motivi attinenti al merito della liquidazione restano assorbiti e non vengono esaminati.
  • Nel giudizio di cassazione, la contestazione della tempestività dell'opposizione e quella della corretta quantificazione del compenso del CTU sono questioni distinte: la prima attiene all'ammissibilità dell'impugnazione, la seconda al merito della liquidazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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