Cassazione Penale, Sentenza n. 36180/2023 del 30/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente era stata condannata per esercizio abusivo di raccolta di scommesse (art. 4, comma 1 e 4-bis, L. 13/12/1989 n. 401) come legale rappresentante della Calypso 2008 S.r.l. Nel ricorso per cassazione ha sollevato quattro motivi: 1) inutilizzabilità delle dichiarazioni del dipendente Alessandro Biccheri in quanto – secondo la difesa – avrebbe dovuto essere indagato come autore o concorrente; 2) omessa motivazione della corte territoriale sul presunto effetto depenalizzante della legge 208/2015; 3) mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (non punibilità per particolare tenuità del fatto); 4) prescrizione del reato e prevalenza della prescrizione rispetto alla non punibilità ex art. 131-bis.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittime e utilizzabili le dichiarazioni del dipendente, considerato non indagato né decisivo e privo di responsabilità gestionale; ha confermato che la prova dell'esercizio abusivo era fondata su elementi plurimi e congrui (pc e stampanti collegati a provider estero non autorizzato, marchio/bookmaker straniero, ricevute di gioco, annotazioni manoscritte, soldi in casse separate); ha escluso che il regime previsto dal comma 644 dell'art. 1 L. 23/12/2014 n. 190 produca effetti depenalizzanti (solo l'adesione al comma 643 può avere riflessi sananti); ha ritenuto infondata la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis in presenza della durata dell'attività illecita e dell'entità dei proventi; ha altresì escluso la prescrizione alla data della sentenza d'appello del 4 marzo 2022. Conseguenza: ricorso rigettato e condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Legge 13/12/1989 n. 401, art. 4, comma 1 e 4-bis
Norma incriminatrice per l'esercizio abusivo di attività di gioco e scommessa. La Corte ha confermato che la gestione di postazioni connesse a provider/bookmaker non autorizzati integra il reato.
Testo Unico delle leggi di pubblica sicurezza (TULPS), art. 88
Rinvio al regime autorizzatorio per l'esercizio delle scommesse; la mancanza di concessione/autorizzazione rileva come elemento dell'illecito penale contestato.
Legge 23/12/2014 n. 190, art. 1, commi 643 e 644
La Corte distingue gli effetti dei due commi: solo l'adesione alla procedura del comma 643 può avere effetti sananti sul reato penale di cui all'art. 4 L. 401/1989; il comma 644, invece, disciplina un diverso regime amministrativo senza escludere la responsabilità penale per chi non aderisce alla regolarizzazione prevista dal comma 643.
Legge 27/12/2015 n. 208 (richiamata in relazione a depenalizzazione)
Rilevata dalla ricorrente come possibile causa di depenalizzazione; la Corte ha ritenuto la doglianza infondata in assenza dei presupposti applicativi e alla luce della prova acquisita.
Norma sulla non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha ritenuto non applicabile l'art. 131-bis per la durata e l'entità dei profitti dell'attività illecita, motivando il diniego.
Codice di procedura penale, art. 616
Norma richiamata per l'imposizione delle spese processuali alla parte soccombente; la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese.
Massime di principio
- Le dichiarazioni di un dipendente sono utilizzabili se il dipendente non è indagato/indagabile come concorrente e se non risultano decisive in assenza di altri elementi di prova; la loro eventuale inutilizzabilità deve essere specificamente e rigorosamente dimostrata.
- Per l'esercizio abusivo di raccolta di scommesse la prova può fondarsi sulla combinazione di elementi materiali (pc, stampanti per ricevute, ricevute trovate, denaro separato, annotazioni) oltre alle dichiarazioni testimoniali; la valutazione è globale e non dipende da un singolo apporto probatorio.
- Le norme di regolarizzazione/amministrative non producono automaticamente effetti penali estintivi: solo l'adesione alla specifica procedura prevista dalla legge può avere efficacia 'sanante' rispetto al reato di esercizio abusivo, se prevista espressamente dalla norma.
- L'art. 131-bis c.p. non è applicabile se il fatto è stato svolto per un periodo significativo o ha prodotto proventi rilevanti; la rilevanza della durata e dell'entità economica può escludere la tenuità del fatto.
- La prescrizione va valutata con riferimento alle date rilevanti del procedimento e alle fattispecie: la mera allegazione della prescrizione non è sufficiente se la corte territoriale accerta che, alla data della sentenza impugnata, il reato non era estinto.
- In contestazioni relative a scommesse online è determinante accertare la presenza di provider o bookmaker non autorizzati sul territorio nazionale; l'utilizzo di provider stranieri non autorizzati costituisce elemento di illecito quando la raccolta è svolta in Italia.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 30 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 36091/2023 del 30/08/2023
- Sentenza penale · 30 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 36138/2023 del 30/08/2023
- Sentenza penale · 30 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 36155/2023 del 30/08/2023
- Sentenza penale · 30 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 36162/2023 del 30/08/2023
- Sentenza penale · 30 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 36169/2023 del 30/08/2023
- Sentenza penale · 30 ago 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 36171/2023 del 30/08/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →