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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36155/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso in Cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Catania che aveva confermato la condanna di Federico Morabito per il delitto di furto aggravato, contestato agli artt. 625, primo comma, n. 2 e n. 7. Nel corso del giudizio di legittimità il querelante Roberto Sperancleo ha rimesso la querela (30/01/2023), remissione ritualmente accettata, in un contesto in cui la procedibilità del reato era regolata dalla modifica all'art. 624, comma 3, c.p. (d.lgs. n.150/2022) che ha reso il reato procedibile a querela.

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso e validamente accettata. La Corte ha rilevato che l'estinzione del reato per remissione di querela prevale su eventuali altri motivi di inammissibilità e deve essere dichiarata dal giudice di legittimità se il ricorso è tempestivo. Le spese processuali sono state poste a carico del querelato Morabito Federico.

Norme richiamate

  • art. 625 c.p., primo comma, n. 2 e n. 7

    Individuazione dell'illecito contestato: furto aggravato nelle fattispecie richiamate dal Tribunale; la norma è stata richiamata per definire la fattispecie di reato oggetto del processo

  • art. 624 c.p., comma 3; d.lgs. n.150 del 2022

    La modifica legislativa ha reso la procedibilità del reato (furto, nelle specifiche condizioni) subordinata alla querela della persona offesa, incidendo sulla possibilità di prosecuzione d'ufficio e sul valore della remissione di querela

  • Giurisprudenza Sez. U (Sez. U, n. 24246 del 25/2/2004; Sez. U, n. 40150 del 21/6/2018)

    Principio consolidato secondo cui la remissione di querela intervenuta in pendenza del ricorso per cassazione e validamente accettata estingue il reato e deve essere rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità, purché il ricorso sia tempestivo

Massime di principio

  • Se la querela viene ritualmente rimessa e la remissione è accettata, il reato estinguersi anche in pendenza del ricorso per cassazione e la Corte deve dichiararne l'estinzione; ciò comporta l'annullamento della sentenza senza rinvio.
  • La remissione di querela prevale su eventuali questioni di inammissibilità: una volta estinto il reato per remissione, il procedimento penale si chiude indipendentemente da altre eccezioni procedurali.
  • Quando la legge rende la procedibilità dipendente dalla querela (procedibilità a querela), la gestione della querela da parte della parte offesa diventa decisiva per la prosecuzione del processo; la rimozione o il ritiro della querela estingue il reato.
  • Perché la Corte di legittimità dichiari l'estinzione va verificata la tempestività del ricorso: se il ricorso è tempestivamente proposto, la remissione intervenuta in pendenza del ricorso deve essere rilevata d'ufficio.
  • Le spese processuali possono essere poste a carico del querelato anche in caso di estinzione per remissione di querela, secondo la decisione della Corte.

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