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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1309/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame di L'Aquila del 21/07/2022 che aveva accolto l'appello del Pubblico Ministero sostituendo la misura degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere. Il ricorrente deduceva: (i) inammissibilità dell'appello del P.M. per violazione degli artt. 581 e 591 c.p.p.; (ii) mancata o contraddittoria motivazione del riesame in relazione all'attualità delle esigenze cautelari (art. 274 lett. c) c.p.p.), tenuto conto di sopravvenienze e del tempo trascorso; (iii) illegittimo affidarsi alla gravità del titolo di reato per giustificare la misura (art. 275, comma 3-bis c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il motivo sull'ammissibilità dell'appello del P.M. (gli artt. 581 e 591 c.p.p. sono stati rispettati e l'atto conteneva specificità), manifestamente infondati i rilievi relativi all'attualità delle esigenze cautelari e alla presunta motivazione insufficiente del Tribunale del riesame. La Corte ha condiviso la valutazione che il ruolo apicale del ricorrente, il ritrovamento di 900 grammi di cocaina e di un'arma con matricola abrasa nell'immobile a lui ricollegabile, nonché altri elementi indiziari, giustificassero la custodia cautelare in carcere. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e a versare in favore della Cassa delle ammende la somma equitativamente determinata di euro 3.000,00.

Norme richiamate

  • d.P.R. 309/1990 art. 74

    Raggruppamento associativo finalizzato al traffico di stupefacenti; utilizzato per qualificare la gravità dell'imputazione e giustificare la presunzione di persistenza delle esigenze cautelari

  • d.P.R. 309/1990 art. 73

    art. 73, comma 1, d.P.R. 309/1990

    Il reato di detenzione e cessione di stupefacenti come fattore concreto che alimenta la prognosi negativa sulla pericolosità e giustifica misure cautelari severe

  • codice penale art. 629

    Estorsione: indicata tra le imputazioni rilevanti per la valutazione della gravità del quadro indiziario

  • codice penale artt. 582, 585, riferito all'art. 576 n.1

    artt. 582, 585 in relazione all'art. 576 n. 1 cod. pen.

    Lesioni aggravate: contributo alla valutazione complessiva della pericolosità dell'indagato

  • codice penale art. 544-bis e art. 336

    artt. 544-bis e 336 cod. pen.

    Uccisione di animali e resistenza a pubblico ufficiale, parte del quadro contestuale posto a fondamento della gravità

  • legge 895/1967 artt. 4 e 7

    Norme sul porto di fucile in luogo pubblico; citate tra i reati accertati a supporto della pericolosità

  • legge 110/1975 art. 23

    Porto di arma clandestina: elemento materiale che ha avuto rilievo nel confermare la persistenza del rischio

  • codice penale art. 703

    Spari su pubblica via: fatto contestato e considerato nella valutazione complessiva

  • codice di procedura penale art. 309

    Disciplina del riesame delle misure cautelari: norma procedurale che regola il controllo in sede di riesame cui si riferisce l'ordinanza impugnata

  • codice di procedura penale artt. 581 e 591

    Regole formali sull'atto di appello: l'atto deve indicare capi, punti della decisione e motivi con specificazione delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto; la Corte ha ritenuto rispettata tale esigenza nell'appello del P.M.

  • codice di procedura penale art. 274, lett. c)

    art. 274, lett. c) c.p.p.

    Motivi che legittimano la custodia cautelare (pericolo di recidiva o di commissione di ulteriori reati): la Corte ha valutato che sussistessero elementi concreti che giustificavano la prognosi negativa

  • codice di procedura penale art. 275, comma 3-bis

    art. 275, comma 3-bis c.p.p.

    Prescrizione che la gravità del titolo di reato non possa da sola giustificare la misura; la Corte ha però ritenuto che, nel caso concreto, vi fossero ulteriori elementi concreti (ruolo apicale, ritrovamenti di droga e arma) a sostegno della misura

  • codice di procedura penale art. 415-bis

    Avviso di conclusione indagini: menzionato come fatto processuale ed elemento considerato nella valutazione delle "sopravvenienze" e del quadro indiziario

  • codice di procedura penale art. 292, comma 1, lett. c) e art. 299

    art. 292, comma 1, lett. c) e art. 299 c.p.p.

    Indicazioni su come il decorso del tempo incide sulla valutazione delle esigenze cautelari e sul diverso grado di scrutinio richiesto per l'adozione originaria della misura rispetto alla revoca/sostituzione

  • decreto-legge 137/2020 art. 23 commi 8 e 9

    art. 23, commi 8 e 9, d.l. n. 137/2020

    Regola la trattazione del ricorso senza l'intervento delle parti in materia di misure cautelari; applicata nella presente procedura

Massime di principio

  • L'appello cautelare del P.M. deve comunque rispettare i requisiti di specificità previsti dagli artt. 581 e 591 c.p.p.; una censura circostanziata sulla scelta della misura e sui presupposti motivazionali è sufficiente ad evitare l'inammissibilità formale
  • Il solo decorso del tempo o la mera osservanza di prescrizioni non basta a escludere la persistenza delle esigenze cautelari; per ottenere la revoca o attenuazione della misura è necessario allegare sopravvenienze concrete e positive che dimostrino un effettivo allontanamento dal contesto criminoso
  • La gravità del titolo di reato da sola non è sufficiente a giustificare la custodia cautelare, ma può concorrere con elementi fattuali concreti (es. ritrovamento di ingenti quantitativi di droga, armi, ruolo apicale nell'organizzazione) a fondare la prognosi negativa e l'idoneità della misura
  • Le sopravvenienze debbono essere nuove e non già valutate nei procedimenti di riesame precedenti; decisioni o sentenze relative a terzi non sono automaticamente idonee a mutare il quadro indiziario dell'indagato a meno che non contengano elementi direttamente rilevanti per la sua posizione
  • Nel valutare l'adeguatezza di misure meno afflittive (arresti domiciliari), il giudice tiene conto dell'effettiva possibilità di controllo e del ruolo organizzativo dell'indagato: il domicilio in altra regione o il braccialetto elettronico non eliminano automaticamente il rischio di persistenza dell'attività delittuosa se sussistono concreti canali di contatto e prova di precedenti gestioni a distanza dell'attività illecita

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