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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13492/2026 del 09/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La lite nasce da un rapporto concessorio per la distribuzione del gas, stipulato originariamente tra un comune e la società concessionaria del servizio, poi trasferita a Italgas Reti s.p.a. Il contratto prevedeva, al termine della concessione, la devoluzione gratuita al concedente dei beni del cd. Blocco A, costituiti dai cespiti realizzati nel primo trentennio, mentre per altri cespiti erano previsti diversi meccanismi di rimborso. Dopo la riforma del settore e la successione del nuovo comune nel rapporto giuridico, l’ente ha sostenuto che i beni del Blocco A fossero già divenuti di sua proprietà dal 1/06/2010 e che, in quanto proprietario, avesse diritto a percepire dalla società un corrispettivo/canone per l’utilizzo degli impianti fino al 31/12/2018, quantificato secondo parametri tariffari ARERA. La società ha contestato la pretesa e, in via riconvenzionale, ha chiesto la restituzione di somme versate a titolo di COSAP per l’occupazione di aree e spazi pubblici relativi agli stessi cespiti, assumendo che il canone non fosse dovuto. In primo grado il tribunale ha riconosciuto la proprietà comunale dei beni dal 1/01/2013 e ha accolto la riconvenzionale della società; in appello il comune ha dedotto, tra l’altro, il giudicato amministrativo, la giurisdizione del giudice ordinario e la spettanza del canone, mentre la società ha proposto ricorso incidentale sulle statuizioni relative al COSAP.

La decisione

La Cassazione ha accolto il primo, il secondo e il terzo motivo del ricorso principale del comune, ritenendo che sulle domande formulate dall’ente si fosse formato un giudicato esterno che attribuiva la giurisdizione al giudice amministrativo. Di conseguenza ha dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice ordinario e la giurisdizione del giudice amministrativo su tutte le domande del comune, cassando senza rinvio la sentenza impugnata per la parte relativa a tali statuizioni e assegnando i termini per la riassunzione davanti al giudice amministrativo. I motivi residui del ricorso principale sono stati assorbiti. Il ricorso incidentale della società è stato rigettato. Le spese dell’intero procedimento sono state compensate integralmente.

Norme richiamate

  • art. 2909 c.c.

    Il giudicato esterno vincola anche sul presupposto della giurisdizione del giudice che ha deciso la precedente controversia tra le stesse parti sul medesimo rapporto.

  • art. 37 c.p.c.

    La giurisdizione deve essere rilevata in base alla reale consistenza della posizione dedotta e nel rispetto del giudicato esterno formatosi sul punto.

  • art. 133 d.lgs. n. 104 del 2010

    Nelle concessioni di pubblici servizi la giurisdizione esclusiva amministrativa si estende alle controversie che coinvolgono l'esercizio di poteri autoritativi o la verifica della devoluzione del bene e del relativo canone, non potendosi scindere an e quantum quando il diritto al corrispettivo dipenda dal medesimo assetto concessorio.

  • art. 8 d.lgs. n. 104 del 2010

    Le questioni pregiudiziali e incidentali sui diritti non hanno efficacia di giudicato fuori dalla giurisdizione esclusiva; qui, però, la questione era stata decisa in un ambito di giurisdizione esclusiva, con conseguente efficacia vincolante.

  • art. 91 c.p.c.

    La statuizione sulle spese del giudizio resta assorbita dall'esito complessivo della controversia e dalla compensazione finale disposta in cassazione.

  • art. 112 c.p.c.

    Il motivo incidentale è stato respinto perché la Corte ha ritenuto che le eccezioni della società fossero state comunque esaminate o che, comunque, non vi fosse il vizio denunciato.

  • art. 346 c.p.c.

    La mera riproposizione delle eccezioni è sufficiente solo per i capi non esaminati; se il capo è stato rigettato, occorre appello incidentale per evitarne il passaggio in giudicato.

  • art. 63 d.lgs. n. 446 del 1997

    Il COSAP è un canone corrispettivo dell'occupazione del suolo pubblico; l'ente locale può prevederne riduzioni o esenzioni per occupazioni di particolare interesse pubblico, ma in difetto il canone resta dovuto.

  • art. 38 d.lgs. n. 507 del 1993

    Le occupazioni di aree pubbliche, anche di fatto o senza titolo, sono il presupposto della pretesa patrimoniale collegata all'uso speciale del bene.

  • art. 39 d.lgs. n. 507 del 1993

    Il soggetto obbligato è chi effettua l'occupazione; la titolarità formale dell'area o la presenza di opere appartenenti a un ente pubblico non escludono automaticamente la debenza del canone.

  • art. 49 d.lgs. n. 507 del 1993

    L'esenzione richiede che l'occupazione sia ascrivibile al soggetto esente; non opera automaticamente quando l'occupazione è effettuata da un concessionario che trae un'utilità economica dall'area.

  • art. 1284 c.c.

    Richiamato dalla domanda del comune per la decorrenza degli interessi sul credito preteso.

  • art. 1283 c.c.

    Richiamato dalla domanda del comune per la richiesta di interessi sugli interessi.

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    Citato nel contesto del tentativo di revocazione della sentenza amministrativa, respinto perché il dedotto errore riguardava un punto controverso e non un errore revocatorio di fatto.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È stato posto a carico della ricorrente incidentale l'ulteriore contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Il giudicato esterno si estende anche alla questione della giurisdizione del giudice che ha deciso la controversia, quando la precedente decisione definitiva tra le stesse parti ha necessariamente presupposto tale giurisdizione.
  • Quando una controversia rientra in una materia di giurisdizione esclusiva, anche le questioni pregiudiziali o incidentali decise dal giudice amministrativo possono acquistare efficacia vincolante se costituiscono presupposto logico-giuridico indispensabile del decisum.
  • In tema di concessioni di pubblici servizi, non è sempre possibile scindere la domanda sull'an del diritto a un canone da quella sul quantum, se entrambe dipendono dal medesimo assetto concessorio e dalla verifica dei presupposti della devoluzione o dell'acquisto del bene.
  • Il COSAP ha natura di corrispettivo per l'occupazione speciale del suolo pubblico e il soggetto passivo è chi effettivamente occupa il bene traendone un'utilità particolare, anche se l'occupazione è realizzata in forza di rapporti complessi o in assenza di formale concessione.
  • Le esenzioni dal canone per occupazioni di particolare interesse pubblico non operano automaticamente in favore del proprietario pubblico del bene, ma richiedono che l'occupazione sia direttamente ascrivibile al soggetto esente e non al concessionario che gestisce economicamente l'infrastruttura.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneImpugnazioni
RamiProcesso civileInternazionale privatoEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

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