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Cassazione Civile, Ordinanza n. 05166/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo di ricorso, ha dichiarato assorbiti gli altri e ha cassato la sentenza impugnata dichiarando la giurisdizione del giudice amministrativo. Ha quindi rimesso le parti dinanzi al giudice amministrativo. Le spese sono state compensate per l'alterno esito dei gradi di merito.

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

Una candidata idonea in una graduatoria concorsuale per dirigente amministrativo del Comune di Roma agiva per ottenere l'accertamento del diritto all'assunzione per scorrimento della graduatoria e il risarcimento del danno, sostenendo che l'amministrazione avesse illegittimamente bandito una nuova procedura concorsuale invece di utilizzare la graduatoria ancora efficace. Il Tribunale aveva rigettato la domanda, mentre la Corte d'appello aveva ritenuto che il diritto all'assunzione fosse sorto in conseguenza di una delibera di Giunta che approvava il piano assunzioni 2011-2013 e che il successivo bando, poi annullato dal giudice amministrativo per difetto di motivazione sulla scelta del nuovo concorso, avesse leso tale diritto, riconoscendo anche il danno da mancata assunzione. Roma Capitale ha proposto ricorso per cassazione con quattro motivi: 1) difetto di giurisdizione del giudice ordinario e violazione dell'art. 63 d.lgs. 165/2001, perché il diritto all'assunzione per scorrimento non si era mai perfezionato prima e la controversia atteneva all'esercizio discrezionale del potere amministrativo; 2) violazione delle norme sulla proroga delle graduatorie, sostenendo che esse riguardavano solo i concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato e non procedure interne o riservate; 3) violazione dell'art. 107 d.lgs. 267/2000, perché la delibera di Giunta era solo atto di indirizzo privo di rilevanza esterna e non idoneo a far sorgere un diritto all'assunzione; 4) violazione degli artt. 1321 e 1326 c.c. e dell'art. 63, comma 2, d.lgs. 165/2001, perché l'annullamento del nuovo bando non comportava automaticamente l'obbligo di assumere gli idonei, occorrendo un apposito provvedimento di scorrimento, qui mancante.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Il diritto all'assunzione per scorrimento di una graduatoria concorsuale sorge solo quando alla perdurante efficacia della graduatoria si accompagna una concreta determinazione dell'amministrazione di avvalersene per coprire i posti vacanti; in difetto di tale scelta, non vi è un diritto soggettivo all'assunzione.
  • La scelta della pubblica amministrazione tra nuova procedura concorsuale e scorrimento della graduatoria attiene all'esercizio di potere discrezionale e, fino a quando non si sia tradotta in una decisione di scorrimento, la posizione del candidato idoneo resta di interesse legittimo, tutelabile davanti al giudice amministrativo.
  • L'annullamento del bando di un nuovo concorso per difetto di motivazione sulla mancata opzione per lo scorrimento non produce automaticamente un obbligo di assunzione degli idonei; l'effetto è quello di rimettere l'amministrazione nella possibilità di riesercitare il potere con una motivazione adeguata.
  • Nel processo sul pubblico impiego privatizzato, la giurisdizione ordinaria conosce delle controversie solo quando si controverta dell'individuazione, tra gli idonei, di chi abbia titolo all'assunzione per effetto di una già avvenuta decisione di scorrimento, mentre appartiene al giudice amministrativo la contestazione della scelta stessa della modalità di copertura dei posti.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneDirigenti
RamiProcesso civileLavoro
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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