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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06887/2023 del 08/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (società di leasing)

La controversia

La controversia nasce da due avvisi di accertamento IMU emessi per gli anni 2012 e 2013 su cinque immobili concessi in locazione finanziaria. Il contratto di leasing era stato risolto per inadempimento dell’utilizzatrice, ma gli immobili non erano stati restituiti immediatamente. In primo grado la società contribuente aveva ottenuto l’annullamento degli avvisi; in appello il Comune aveva invece ottenuto riforma della decisione, con affermazione della soggettività passiva IMU in capo alla società proprietaria/locatrice. La società ricorrente ha proposto quattro motivi: (1) violazione degli artt. 8 e 9 d.lgs. 23/2011 e dell’art. 1, comma 672, l. 147/2013, sostenendo che il soggetto passivo IMU dovesse essere chi materialmente dispone del bene e che la disciplina TASI fosse estensibile all’IMU; (2) violazione dell’art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulla domanda subordinata di disapplicazione di sanzioni e interessi; (3) violazione degli artt. 36 d.lgs. 546/1992 e 132 c.p.c. per difetto di motivazione sul punto sanzioni/interessi; (4) violazione degli artt. 10 l. 212/2000, 6 d.lgs. 472/1997 e 8 d.lgs. 546/1992, per non avere considerato l’obiettiva incertezza normativa.

La decisione

La Corte ha rigettato il primo motivo, aderendo all’orientamento secondo cui, in caso di leasing risolto per inadempimento, il locatario cessa di essere soggetto passivo IMU e l’obbligazione tributaria si trasferisce alla società concedente/proprietaria anche se non abbia ancora riacquistato la disponibilità materiale dell’immobile. Ha invece accolto il secondo motivo, rilevando l’omessa pronuncia della CTR sulla domanda subordinata di disapplicazione di sanzioni e interessi, domanda che risultava riproposta in appello e non esaminata neppure implicitamente. Il terzo e il quarto motivo sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza impugnata è stata quindi cassata limitatamente al profilo accolto e la causa rinviata alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Piemonte, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. 23/2011

    Richiamato dalla ricorrente per sostenere che il soggetto passivo IMU debba essere individuato in base al rapporto di godimento del bene; la Corte non accoglie questa lettura.

  • art. 9 d.lgs. 23/2011

    Per l’IMU, nel caso di immobili concessi in leasing, il soggetto passivo è il locatario per tutta la durata del contratto; se il contratto è risolto, la soggettività passiva torna al locatore/proprietario anche senza restituzione materiale del bene.

  • art. 1, comma 672, L. 147/2013

    Norma riferita alla TASI, non estensibile in via analogica all’IMU per la diversità del tributo e per la salva disciplina dell’IMU prevista dalla legge.

  • art. 112 c.p.c.

    Il giudice deve pronunciarsi su tutte le domande ritualmente devolute; è stata ravvisata omissione di pronuncia sulla domanda subordinata di non debenza di sanzioni e interessi.

  • art. 36, comma 2, n. 4, d.lgs. 546/1992

    La sentenza tributaria deve contenere una motivazione idonea; nel caso concreto è stato dedotto e in parte accolto il vizio per omessa trattazione del capo su sanzioni e interessi.

  • art. 132, comma 2, n. 2, c.p.c.

    Richiamato come parametro del requisito motivazionale della sentenza; la Corte ha rilevato che la CTR non si era pronunciata sul capo relativo a sanzioni e interessi.

  • art. 10, commi 2 e 3, L. 212/2000

    Invocato per l’obiettiva incertezza normativa e la tutela dell’affidamento del contribuente rispetto a sanzioni e interessi.

  • art. 6, comma 2, d.lgs. 472/1997

    Richiamato dalla ricorrente a fondamento della non punibilità in caso di obiettiva incertezza della normativa tributaria.

  • art. 8 d.lgs. 546/1992

    Richiamato per la disapplicazione delle sanzioni quando vi sia obiettiva incertezza delle disposizioni tributarie.

Massime di principio

  • Nel leasing immobiliare, ai fini IMU, la soggettività passiva è collegata al vincolo contrattuale che legittima la detenzione qualificata dell’utilizzatore; cessato il contratto per risoluzione, il locatore/proprietario torna soggetto passivo anche se il bene non sia ancora materialmente restituito.
  • La disciplina speciale TASI sulla durata del leasing non è automaticamente estensibile all’IMU, poiché i due tributi hanno presupposti e finalità differenti e la disciplina IMU resta espressamente salva.
  • In presenza di una domanda subordinata ritualmente proposta e riproposta in appello, il giudice di merito deve esaminarla espressamente o almeno implicitamente; la sua totale omissione integra vizio di omessa pronuncia.
  • La motivazione della sentenza è carente quando non consente di comprendere la sorte di un capo autonomo della domanda o dell’impugnazione, specie su sanzioni e interessi tributari.
  • L’obiettiva incertezza normativa può incidere sulla debenza di sanzioni e interessi, ma la questione deve essere effettivamente decisa dal giudice di merito e non può ritenersi assorbita senza una statuizione almeno implicita.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaNullità

Testo integrale

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