Cassazione Civile, Sentenza n. 37607/2022 del 22/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Agenzia impugnava la sentenza della CTR di Sicilia che aveva annullato gli avvisi di accertamento relativi all'anno 1999 (IVA e imposte dirette) emessi contro la società Corredi/Settecasi e i soci, in cui l'Ufficio aveva ricalcolato redditi e IVA in presenza di discrepanze tra giacenze fisiche e risultanze contabili. L'Agenzia deduceva numerosi motivi di cassazione tra cui la errata valutazione delle prove da parte della CTR, la rilevanza delle minori giacenze come presunzione di cessione ai sensi della normativa IVA, e la corretta applicazione delle regole di riparto dell'onere della prova. Nel corso del giudizio alcuni soci (Settecasi Stefano, Daniele e Spadaro) avevano ottenuto la definizione agevolata ex art. 6, comma 10, d.l. n. 119/2018, chiedendo la sospensione e la definizione della controversia.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il controricorso della Corredi Srl per intervenuta estinzione della società. Ha dichiarato estinto il giudizio nei confronti dei soci che hanno perfezionato la definizione agevolata (Settecasi Stefano Giuseppe, Settecasi Daniele e Spadaro Giuseppa). Quanto a Settecasi Massimo (anche in qualità di successore della società), la Corte ha accolto i motivi terzo e quarto del ricorso dell'Agenzia (riguardanti il valore probatorio delle minori giacenze di magazzino e l'insufficienza delle meri asserzioni difensive circa saldi e sconti), mentre ha rigettato o ritenuto infondati altri motivi; ha quindi cassato la decisione della CTR con rinvio ad altra composizione per nuovo esame, anche per le spese.
Norme richiamate
art. 6, comma 10, d.l. n. 119 del 2018
Prevede la possibilità di definizione agevolata e sospensione del giudizio; la Corte ha ritenuto valida e perfezionata la procedura per i soci che hanno rispettato i termini, determinando l'estinzione del processo per essi
art. 6, comma 14, d.l. n. 119 del 2018
«La definizione perfezionata dal coobbligato giova in favore degli altri, inclusi quelli per i quali la controversia non sia più pendente, [...]»
La norma prevede che la definizione possa giovare anche ad altri coobbligati, ma la Corte precisa che tra società e soci le posizioni fiscali sono autonome e il beneficio non si estende automaticamente ai soci che non hanno aderito
art. 16, comma 10, d.l. n. 289 del 2002 (richiamato)
«La definizione di cui al comma 1 effettuata da parte di uno dei coobbligati esplica efficacia a favore degli altri, inclusi quelli per i quali la lite non sia più pendente, [...]»
La Corte richiama la giurisprudenza formata su questa disposizione per affermare che la definizione da parte di una società non estende automaticamente i suoi effetti ai singoli soci
art. 39, primo comma, lett. d), d.P.R. n. 600 del 1973
Richiamato nelle censure dell'Agenzia in ordine ai criteri di rettifica e agli oneri probatori; la Corte ha valutato la corretta applicazione delle norme fiscali relative all'accertamento
art. 54, secondo comma, d.P.R. n. 633 del 1972
Riferito in relazione alla normativa IVA sulle presunzioni di cessione e sulle rettifiche a seguito di verifica
d.P.R. n. 441 del 1997, artt. 1 e 2
Stabilisce le modalità e condizioni per la prova contraria alla presunzione di cessione derivante dalle discordanze di giacenze; la Corte ha ricordato che il contribuente deve fornire prova documentale secondo questi articoli, non semplici allegazioni
Norme sul valore probatorio dei documenti e delle presunzioni; richiamate nell'ambito della discussione sull'onere e riparto della prova
Norma processuale richiamata nelle censure per violazione delle regole sulla decisione delle questioni introdotte dalle parti (es.: eccezione di giudicato)
Regola l'onere della prova; richiamata nelle doglianze sulla valutazione probatoria delle discordanze di giacenze
art. 42, secondo comma, d.P.R. n. 600 del 1973 e art. 56, quinto comma, d.P.R. n. 633 del 1972
Norme menzionate nel motivo relativo all'annullamento dell'avviso verso Spadaro; la Corte ha però dichiarato il motivo inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse dovuta alla definizione agevolata
Massime di principio
- La definizione agevolata ex art. 6 d.l. 119/2018 estingue il giudizio solo rispetto a chi vi aderisce e perfeziona la procedura; non estingue automaticamente le pretese nei confronti di coobbligati o soci non aderenti
- La discordanza tra giacenze fisiche e risultanze contabili costituisce, in materia di IVA, una presunzione di cessione che il contribuente può efficacemente contrastare solo mediante la prova contraria secondo le modalità e limiti previsti dal d.P.R. 441/1997 (artt. 1 e 2); semplici asserzioni non sono sufficienti
- La regolarità apparente della contabilità non prevale automaticamente sulle risultanze di verifica: la presenza di discrepanze rilevanti legittima l'accertamento analitico e il ricalcolo dei redditi, ove il contribuente non provi adeguatamente la correttezza dei libri
- Le annualità d'imposta sono autonome: accertamenti o pronunce su un anno non impediscono automaticamente l'attività di accertamento su annualità diverse se fondati su elementi specifici e contingenti
- Un controricorso proposto da un soggetto estinto è inammissibile: la mancanza del mandante rende inesistente la procura e invalida l'atto processuale
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