Cassazione Penale, Sentenza n. 20842/2024 del 28/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti impugnano la sentenza di appello: (1) contestano la valutazione di una sopraelevazione dell'immobile (si sostiene che l'innalzamento di circa 80 cm fosse calcolato prima della fine dei lavori e che la sistemazione finale avrebbe riportato l'opera in conformità, richiamando anche il regolamento comunale sul calcolo dei volumi); (2) chiedono il riconoscimento della speciale tenuità del fatto ai sensi dell'art. 131‑bis c.p. e una rivalutazione sotto il profilo soggettivo; (3) censurano il trattamento sanzionatorio (pena ritenuta sproporzionata) e la subordinazione della sospensione condizionale della pena alla demolizione delle opere abusive, nonché la quantificazione della sanzione pecuniaria alla luce dell'incremento previsto dal D.L. 269/2003.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Sul merito dei profili tecnici, ha ritenuto che la Corte d'appello abbia motivato in modo coerente e dettagliato la conclusione circa la realizzazione di una sopraelevazione (circa un metro) rispetto al consentito, escludendo che la contestata variazione fosse solo prospettica o sanabile con le rifiniture. Il motivo relativo alla speciale tenuità è stato considerato inammissibile perché nuovo in sede di Cassazione (non previamente dedotto in appello). Le censure sul trattamento sanzionatorio sono state ritenute generiche e prive di specifica argomentazione idonea a determinare un vizio motivazionale. Conseguentemente i ricorsi sono dichiarati inammissibili, le ricorrenti sono condannate alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e al versamento in favore della Cassa delle Ammende di euro 3.000,00 in via equitativa.
Norme richiamate
Richiamato in relazione al concorso di persone nel reato: la norma è utilizzata per qualificare la partecipazione plurima agli illeciti contestati.
Norma richiamata come titolo di reato connesso alla tutela paesaggistica/beni culturali; nei fatti la Corte d'appello ha ritenuto per un capo l'assenza del fatto (assoluzione).
DPR 380/2001, art. 44 (lett. b)
Norma che sanziona le opere edilizie abusive e le relative sanzioni pecuniarie; è stata la principale disposizione applicata per valutare la diversa sagoma dell'opera e la maggiore cubatura.
Codice penale, art. 131‑bis c.p.
Norma sulla speciale tenuità del fatto: il motivo è stato ritenuto nuovo in Cassazione (non prospettato in appello) e quindi inammissibile.
Norma relativa alla determinazione della pena: richiamata dalle ricorrenti in combinazione con l'art. 131‑bis; la Corte ha ritenuto le argomentazioni generiche e non idonee a fondare il ricorso.
Norma relativa alla sospensione condizionale della pena: la Corte ha valutato che l'eccezione sulla subordinazione del beneficio alla demolizione fosse stata formulata in modo generico e priva di motivazione richiedente risposta.
D.L. 30 settembre 2003, n. 269, art. 32, comma 47 (conv. L. 24 novembre 2003, n. 326)
Prevede l'incremento del 100% delle sanzioni pecuniarie di cui all'art. 44 DPR 380/2001; la Corte ha osservato che tale incremento è stato tenuto in considerazione nella quantificazione della pena pecuniaria.
Codice di procedura penale, art. 616 c.p.p.
Norma che disciplina la condanna alle spese nel caso di ricorso dichiarato inammissibile; invocata per condannare le ricorrenti al pagamento delle spese processuali.
Corte costituzionale, sentenza n. 186 del 13 giugno 2000
Richiamata in relazione al principio che consente l'irrogazione di una somma equitativa alla Cassa delle Ammende salvo responsabilità dolosa o colposa nella determinazione della causa di inammissibilità; la Corte di Cassazione ha disposto il versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa.
Massime di principio
- Le questioni tecniche e di fatto (es. misurazioni edilizie, stato dei luoghi, piani e progetti) sono valutate in appello con ampia discrezionalità e la Cassazione verifica principalmente l'eventuale presenza di vizi motivazionali manifesti, non riedita il libero convincimento: per contestare tali valutazioni occorre dimostrare vizi logico‑giuridici evidenti.
- In Cassazione non sono ammissibili questioni che vengono sollevate per la prima volta: se un argomento non è stato specificamente dedotto in sede di appello (es. speciale tenuità del fatto), sarà considerato nuovo e quindi inammissibile.
- Eccezioni generiche (ad es. 'pena sproporzionata' senza una specifica articolazione giuridica e fattuale) non obbligano il giudice a una risposta motivata e non reggono in sede di ricorso per Cassazione; le censure devono essere formulate con precisione e supportate da argomentazione normativa e fattuale.
- La subordinazione della sospensione condizionale della pena a misure come la demolizione può essere confermata se l'imputato non prospetta e documenta adeguatamente ragioni contrarie; per impugnare tale condizione è necessario argomentare specificamente il motivo per cui la sua applicazione sarebbe illegittima.
- Le maggiorazioni legislative delle sanzioni pecuniarie (es. incrementi previsti da norme straordinarie) devono essere tenute in conto nella determinazione della multa; il ricorrente deve eccepire espressamente eventuali vizi nella loro applicazione e con adeguata motivazione.
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