Cassazione Civile, Sentenza n. 3783/2021 del 15/02/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Delcuratolo ha chiesto, con ricorso ex art. 447-bis c.p.c., l'accertamento della natura locatizia di un rapporto contrattuale qualificato come comodato relativo a un immobile di proprietà della Diaz Bustamante, deducendo che il contratto, della durata di 25 anni, prevedeva pagamenti (8.000 euro quali corrispettivo, 15.000 euro anticipati per spese condominiali e canone mensile di 400 euro) tali da dimostrare una locazione simulata. Il Foglia è intervenuto sostenendo la natura di comodato non opponibile alla procedura esecutiva di cui era aggiudicatario.
La decisione
Il Tribunale di Rimini rigettò la domanda del Delcuratolo e dichiarò che il contratto era un comodato non opponibile all'esecuzione, condannandolo inoltre a rifondere le spese e una somma ex art. 96 c.p.c. La Corte d'Appello di Bologna, pur dichiarando tardivo l'intervento di Foglia, confermò il mancato accertamento della simulazione e dunque la natura di comodato. La Corte di Cassazione ha rigettato i primi tre motivi di ricorso del Delcuratolo e ha parzialmente accolto il quarto in relazione alle spese: ha cassato la statuizione che aveva posto a carico del Delcuratolo il rimborso delle spese e la condanna ex art. 96 c.p.c. in favore di Foglia (terzo intervenuto tardivo), ha disposto l'integrale compensazione delle spese dei giudizi di primo e secondo grado e ha revocato la condanna ex art. 96 c.p.c.; per il resto ha confermato che non è stata provata la simulazione e quindi è rimasta ferma la qualificazione del rapporto come comodato.
Norme richiamate
Norma processuale speciale invocata dal ricorrente per chiedere l'accertamento della natura del rapporto contrattuale; nello specifico lo strumento procedurale utilizzato per domandare che il comodato fosse qualificato come locazione.
Richiamato in rapporto alla sollecitazione del contraddittorio su questioni rilevate d'ufficio; la Corte ha chiarito che la sollecitazione serve a non sorprendere le parti ma non vincola il giudice nella decisione finale.
Norma sanzionatoria sulle spese per lite temeraria o comportamenti processuali; la Corte ha annullato la condanna ex art. 96 disposta in favore del terzo intervenuto tardivo, ritenendola inammissibile.
Norma relativa all'intervento volontario; utilizzata nel quadro della valutazione dell'intervento di Foglia.
Disciplina dell'intervento nel processo; la Corte ha valutato l'inammissibilità per tardività dell'intervento di Foglia sulla base delle norme sull'intervento.
Richiamato a supporto delle censure in tema di omesso esame di fatti decisivi; usato come riferimento procedurale ma senza produrre modifica del giudizio di merito.
Richiamati in relazione al giudizio sulle prove e sugli atti istruttori; la Corte ha ritenuto che non vi sia stato omesso esame di fatti decisivi nella motivazione di merito.
Principio sull'onere della prova; evincibile la conferma che grava su chi aleggia la simulazione l'onere di provarla.
Norme sull'interpretazione delle dichiarazioni e sui criteri interpretativi del consenso; richiamate nelle censure sulla qualificazione del negozio ma la Corte non ha ritenuto fondate le doglianze.
Norme del codice civile richiamate in tema di negozio, simulazione e nullità/annullabilità; utilizzate nelle doglianze ma la Corte ha ritenuto che non sia stata provata la simulazione.
Richiamato in relazione alla efficacia dell'iscrizione e dei diritti reali sull'immobile; contestualizzato nella discussione sulla opponibilità del comodato alla procedura esecutiva.
Normativa in materia di locazioni abitative richiamata dal ricorrente; la Corte non ha ritenuto che la documentazione prodotta provasse l'applicabilità delle norme come prova della locazione.
Richiamata in tema di disciplina delle locazioni, ma senza effetto sul risultato perché la simulazione non è stata provata.
Richiamato nei motivi del ricorso relativi alla disciplina delle locazioni; la Corte non ha accolto le censure fondate su detta normativa.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, co. 1-quater
Norma sul contributo unificato/processuali; la Corte ha ritenuto che, per il parziale accoglimento del ricorso, non sussistessero le condizioni per la sua applicazione.
Massime di principio
- La qualificazione formale data al contratto (il 'nome' del negozio) non è decisiva: la parte che invoca la simulazione deve provare in modo concreto che la volontà reale era diversa dalla forma apparente.
- L'onere della prova della simulazione grava su chi la allega; ricevute di pagamento e pagamenti non costituiscono automaticamente prova della locazione se non accompagnati da elementi ulteriori come controdichiarazioni univoche.
- La sollecitazione del contraddittorio ex art. 101 co.2 c.p.c. serve a non sorprendere le parti ma non vincola il giudice a limitare la decisione ai soli temi indicati nel provvedimento di rimessione.
- L'intervento volontario tardivo è inammissibile e non può efficacemente determinare profili di soccombenza a carico della parte resistente né giustificare condanne alle spese a favore del terzo intervenuto.
- Le condanne ex art. 96 c.p.c. sono escluse se il beneficiario della condanna (ad esempio un terzo intervenuto) ha agito in modo inammissibile o tardivo; i giudici superiori possono revocare tali statuizioni e disporre la compensazione delle spese in caso di esiti alterni nei gradi di merito.
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