Salta al contenuto
ordinanza_civile_lavoro

Cassazione Civile, Ordinanza n. 11556/2023 del 03/05/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (società)

La controversia

I ricorrenti, già dipendenti del gruppo elettrico o loro superstiti, chiedevano di accertare il diritto a continuare a fruire delle riduzioni tariffarie sulla fornitura di energia elettrica previste dalla disciplina collettiva applicabile nel rapporto di lavoro. La controversia nasce dalla disdetta comunicata da ENEL il 12 ottobre 2015 alla regolamentazione collettiva sulle agevolazioni tariffarie e dal successivo accordo aziendale del 27 novembre 2015, che prevedeva la cessazione del beneficio al 31 dicembre 2015 e, dal 1° gennaio 2016, una corresponsione una tantum subordinata a conciliazione. Con sei motivi i ricorrenti deducevano, in sintesi: errata interpretazione della disciplina collettiva e degli accordi succedutisi nel tempo; illegittimità dell’estensione della disdetta anche ai lavoratori assunti prima di determinate date; natura retributiva dell’agevolazione e sua qualificazione come diritto quesito già entrato nel patrimonio dei pensionati; difetto di rappresentanza delle organizzazioni sindacali rispetto agli ex dipendenti; violazione di buona fede e correttezza nella revoca; nullità o inefficacia della disdetta per assenza di una disciplina sostitutiva; impossibilità di scioglimento ante tempus senza giusta causa di un impegno a durata. Le società resistenti sostenevano la legittimità della disdetta e della successiva estinzione del beneficio.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto inammissibili le censure formulate anche ai sensi dell'art. 360, n. 5, c.p.c. perché proposte contro una sentenza di appello confermativa della decisione di primo grado (doppia conforme) e perché formulate in modo promiscuo con cumulo eterogeneo di violazioni di legge e vizi motivazionali. Nel merito, ha aderito ai precedenti già emessi sulla medesima vicenda, escludendo che l'agevolazione tariffaria avesse natura retributiva/corrispettiva, negando che i ricorrenti vantassero un diritto quesito al suo mantenimento e affermando che il recesso di ENEL dalla disciplina collettiva era legittimo, in assenza di una durata predeterminata del vincolo e di una clausola di salvaguardia. La Corte ha confermato la condanna dei ricorrenti alle spese e l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., n. 3

    È richiamato come base formale delle censure di violazione di legge, ma la Corte osserva che, nei limiti scrutinabili, i motivi sono infondati.

  • art. 360 c.p.c., n. 5

    Il vizio di omesso esame di fatti decisivi è dichiarato inammissibile perché dedotto avverso una pronuncia di appello confermativa della decisione di primo grado in ipotesi di doppia conforme.

  • art. 348-ter c.p.c., commi 4 e 5

    Preclude la deduzione del vizio di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c. in cassazione contro la sentenza d'appello che conferma integralmente la decisione di primo grado, salvo che il ricorrente indichi divergenze tra le rationes decidendi di primo e secondo grado.

  • art. 1362 c.c.

    Richiamato per l'interpretazione degli accordi collettivi; la Corte ricostruisce il significato della successione contrattuale in tema di agevolazione tariffaria.

  • art. 1372 c.c.

    Richiamato per affermare che il contratto collettivo a tempo indeterminato non vincola perpetuamente e può essere oggetto di recesso/disdetta.

  • art. 1373 c.c.

    Usato a sostegno della legittimità del recesso unilaterale da rapporti di durata non a termine.

  • art. 2119 c.c.

    Invocato dai ricorrenti per sostenere la necessità di una giusta causa di scioglimento anticipato; la Corte non accoglie tale impostazione.

  • art. 2074 c.c.

    Richiamato dai ricorrenti a supporto della tesi sulla durata e cessazione del vincolo collettivo; la Corte nega che osti alla disdetta nel caso concreto.

  • art. 1337 c.c.

    Richiamato in relazione alla dedotta violazione di buona fede nella fase delle trattative e nella revoca dell'agevolazione.

  • art. 1366 c.c.

    Invocato per la interpretazione secondo buona fede dei testi collettivi e degli accordi di disdetta.

  • art. 1375 c.c.

    Richiamato per sostenere la censura di contrarietà a correttezza e buona fede della revoca; la Corte esclude la violazione.

  • art. 1387 c.c.

    Richiamato nel motivo sulla legittimazione delle organizzazioni sindacali a ricevere la disdetta.

  • art. 1388 c.c.

    Richiamato nel medesimo contesto relativo ai poteri rappresentativi delle OO.SS.

  • art. 1392 c.c.

    Richiamato nel motivo sul difetto di rappresentanza delle OO.SS.

  • art. 1393 c.c.

    Richiamato nel motivo sul potere di rappresentanza e sulla validità della disdetta.

  • art. 1398 c.c.

    Richiamato nel motivo sul difetto di rappresentanza delle OO.SS.

  • art. 1399 c.c.

    Richiamato nel motivo sul difetto di rappresentanza e sugli effetti della ratifica.

  • art. 420-bis c.p.c.

    Richiamato dai ricorrenti nella censura di interpretazione della disciplina collettiva.

  • art. 23-quater l. n. 331/1980

    Richiamato dai ricorrenti nel tentativo di qualificare l'agevolazione tariffaria come elemento tutelato del rapporto.

  • art. 27 l. n. 155/1981

    Richiamato dai ricorrenti a sostegno della tesi sulla natura del beneficio.

  • art. 27 d.l. n. 91/2014 conv. in l. n. 116/2014

    Richiamato nel motivo sulla correttezza e buona fede della revoca del beneficio.

  • art. 15 d.l. n. 333/1992 conv. in l. n. 359/1992

    Citato nella ricostruzione storica per evidenziare la trasformazione di ENEL da ente pubblico economico a società per azioni.

  • d.lgs. n. 79/1999

    Richiamato per il processo di liberalizzazione del mercato elettrico, valorizzato dalla Corte come contesto che ha reso anacronistico il beneficio.

  • direttiva 96/92/CE

    Citata come fonte europea del processo di liberalizzazione del mercato elettrico.

  • d.l. n. 73/2007 conv. in l. n. 125/2007

    Richiamato per indicare il completamento della liberalizzazione del mercato elettrico.

  • delibera AEEG 29 dicembre 2007

    Richiamata per mostrare l'intervento dell'autorità volto a sollecitare il riassorbimento degli sconti sui consumi elettrici.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Applicato per dare atto dell'obbligo dei ricorrenti di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

  • art. 1, comma 17, l. n. 228/2012

    Richiamato come norma che ha introdotto la disciplina dell'ulteriore contributo unificato.

  • art. 118 disp. att. c.p.c.

    Richiamato a sostegno del rinvio ai precedenti di legittimità già consolidati sulla medesima vicenda.

Massime di principio

  • Le clausole collettive che attribuiscono un'agevolazione non collegata alla quantità o qualità della prestazione lavorativa non hanno natura retributiva/corrispettiva e non sono soggette, per ciò solo, alla tutela propria della retribuzione.
  • In presenza di successione di contratti collettivi, le previgenti clausole più favorevoli non si incorporano automaticamente nel contratto individuale: il lavoratore conserva solo le posizioni già entrate nel patrimonio, mentre le mere aspettative restano modificabili dalle parti collettive o cessano con la nuova disciplina.
  • Un contratto collettivo a tempo indeterminato non può vincolare perpetuamente le parti: il recesso unilaterale è ammissibile quale causa estintiva ordinaria del rapporto di durata, purché esercitato nel rispetto di buona fede e correttezza.
  • Il vizio di omesso esame di fatti decisivi non è deducibile in cassazione contro una sentenza d'appello confermativa della decisione di primo grado, salvo specifica dimostrazione della diversità delle basi fattuali delle due decisioni.
  • È inammissibile il motivo di ricorso per cassazione che cumuli in modo promiscuo censure eterogenee di violazione di legge e vizi motivazionali, senza consentire una chiara individuazione della questione devoluta al giudice di legittimità.

Come è indicizzato

MaterieRetribuzione e TFRImpugnazioni
RamiLavoroProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza giuslavoristica, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.