Cassazione Civile, Sentenza n. 1507/2021 del 25/01/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il lavoratore Bougtaya aveva chiesto il riconoscimento dell'unicità del datore di lavoro tra Socim spa e Myday s.r.l., sostenendo che il licenziamento intimato il 17.3.2014 fosse invalido perché Myday era solo una intestazione formale. Il Tribunale di Brescia respinse la domanda; la Corte d'Appello riformò, accertando l'unicità del centro di imputazione e dichiarando illegittimo il licenziamento, condannando Socim e Myday al pagamento di un'indennità risarcitoria pari a 20 mensilità. Socim (e Myday con ricorso incidentale) impugnarono in cassazione denunciando, tra l'altro, omissione di esame di fatto decisivo (l'accordo transattivo del 14.1.2013), errata applicazione delle nozioni di gruppo societario e centro di imputazione, vizio nella determinazione dell'indennità e mancata valutazione dell'obbligo di repêchage e della crisi/ messa in liquidazione quale giustificazione del licenziamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Socim spa (principale) e di Myday s.r.l. (incidentale). Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi dedotti: la Corte d'appello aveva correttamente ritenuto la transazione del 14.1.2013 non impugnata e quindi priva di efficacia impeditiva (passata in giudicato); ha applicato correttamente i criteri per accertare l'unicità del centro di imputazione (struttura univoca, integrazione delle attività, coordinamento tecnico-amministrativo, utilizzazione simultanea della prestazione); ha giustificato la liquidazione dell'indennità ex art. 18 commi 5 e 7 St. lav. considerando l'intero periodo lavorativo nella valutazione equitativa; ha escluso la rilevanza del repêchage essendo stato accertato che il giustificato motivo oggettivo non sussisteva; ha inoltre affermato che la messa in liquidazione di Myday era formalmente priva di rilevanza dato che l'attività complessiva proseguiva sotto Socim. Condanna delle società ricorrenti alle spese di lite e liquidazione degli onorari come da dispositivo.
Norme richiamate
art. 18 Statuto dei Lavoratori (legge n. 300/1970), commi 5 e 7
La indennità risarcitoria prevista è onnicomprensiva (assorbe danni patrimoniali, non patrimoniali e previdenziali) e la sua determinazione è equitativa, tenendo conto dell'anzianità e del contesto lavorativo complessivo quando viene accertata l'unicità del centro di imputazione
art. 3 co. 2 legge n. 604/1966
Definisce il giustificato motivo oggettivo legato all'attività produttiva e organizzativa; la corte sottolinea che il giudice può verificare l'effettiva sussistenza della crisi o della cessazione dell'attività e non soltanto accettare una mera dichiarazione formale di liquidazione
art. 2359 e art. 2497 cod. civ.
Riferimenti alla disciplina di gruppo e controllo societario utilizzati dalle parti per sostenere l'esistenza di un'unitarietà; la Corte ha però applicato la giurisprudenza sul 'centro di imputazione' come criterio funzionale e fattuale
art. 360 c.p.c. (co. 1 nn. 3 e 5)
Norma sulla censura in cassazione per violazione di legge e per omesso esame di fatto decisivo; la Corte ha ritenuto inammissibili o infondati i profili denunciati alla luce della motivazione della Corte d'appello e della mancata impugnazione delle statuizioni di primo grado
D.I. 22.6.2012 n. 83 conv. in legge 7.8.2012 n. 134
art. 54 (riformulazione art. 360 c.p.c.)
Riformulazione che ha introdotto il vizio di omesso esame di fatto come motivo specifico di cassazione; la Corte ne ha ricordato l'ambito e i requisiti
Riferimento formale alla liquidazione del contributo unificato e adempimenti connessi; la Corte ne dà atto per gli effetti processuali e contributivi
Richiamata per le modifiche alla disciplina dell'art. 18 (riforma sulle tutele), la Corte applica i criteri previsti dopo la novella per la determinazione dell'indennità
Massime di principio
- Per accertare l'unicità del datore di lavoro (centro di imputazione) occorre valutare elementi fattuali: struttura organizzativa univoca, integrazione delle attività, coordinamento tecnico-amministrativo e utilizzazione contemporanea della prestazione lavorativa
- Una transazione o una statuizione non impugnata in primo grado può essere considerata passata in giudicato e quindi non ostativa a valutazioni successive, salvo che ne sia stata fatta impugnazione
- L'indennità ex art. 18 commi 5 e 7 è onnicomprensiva e la sua quantificazione è discrezionale/equitaria: quando è accertata l'unicità del datore di lavoro il periodo da considerare può essere l'intero arco lavorativo nel contesto delle società coinvolte
- La verifica del giustificato motivo oggettivo richiede accertamento sulle reali condizioni aziendali: la mera dichiarazione di crisi o di liquidazione formale non impedisce al giudice di accertare la concreta cessazione dell'attività ovvero la sua continuità sotto altre società
- L'obbligo di repêchage opera solo se viene riconosciuta la legittimità del licenziamento per ragioni organizzative; se il giustificato motivo oggettivo risulta insussistente, la questione del repêchage non è rilevante
- In sede di cassazione il sindacato sulle valutazioni probatorie e di merito è limitato: sono sindacabili errori di diritto o omissioni decisivi, non la valutazione discrezionale delle prove fatta dalla Corte d'appello
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