Cassazione Civile, Ordinanza n. 20389/2024 del 23/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (fornitore)
La controversia
Una cliente domestica aveva convenuto in giudizio il fornitore di energia elettrica chiedendo l’accertamento della non debenza di una somma fatturata per consumi riferiti a un periodo successivo alla sostituzione del vecchio contatore, sostenendo che non vi fosse certezza sull’effettivo consumo. Il tribunale aveva accolto la domanda, ma la corte d’appello aveva riformato la decisione, ritenendo dovuto l’importo indicato in fattura e condannando la cliente alla restituzione delle somme già recuperate e alle spese di entrambi i gradi. In cassazione la ricorrente deduceva: violazione del contraddittorio per mancata discussione orale in appello; erronea declaratoria di ammissibilità dell’appello nonostante asserita genericità dei motivi; difetto di legittimazione e di procura della società appellante in relazione alla vicenda societaria tra le società del gruppo elettrico; errata valutazione delle prove e dell’onere probatorio quanto al funzionamento del contatore e alla debenza dei consumi; violazione degli artt. 91 e 92 c.p.c. sulle spese.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi tre motivi, osservando che il contraddittorio non era stato violato perché il giudizio di appello era stato trattato in modalità cartolare per la disciplina emergenziale COVID; che l’appello era specifico ai sensi dell’art. 342 c.p.c. secondo l’orientamento delle Sezioni Unite; e che la società appellante era legittimata a proporre gravame per successione societaria/trasferimento del ramo d’azienda, mentre l’eccezione sulla procura era tardiva. Ha dichiarato inammissibile il quarto motivo perché diretto, nella sostanza, a ottenere una nuova valutazione del merito e della CTU; nel far ciò ha richiamato gli esiti della consulenza, ritenuti idonei a confermare la regolarità del misuratore e la coerenza dei consumi con l’uso storico dell’utenza, correggendo solo una parte della motivazione della corte territoriale nella quale si era affermato, in modo non condivisibile, un obbligo di preavviso o contraddittorio per la sostituzione del contatore. Il quinto motivo è stato dichiarato inammissibile perché formulato in modo ipotetico e condizionato all’accoglimento del ricorso. La ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio di cassazione e all’ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
La trattazione del ricorso è avvenuta in adunanza camerale secondo il rito speciale previsto dalla norma.
L’appello è ammissibile quando consente di individuare i punti contestati della decisione e le relative doglianze, anche senza formule sacramentali, purché vi siano parte volitiva e parte argomentativa.
È richiamato in relazione all’eccezione di inammissibilità del gravame, ritenuta infondata.
art. 360, comma 1, nn. 3, 4 e 5 c.p.c.
Sono i parametri formali invocati dalla ricorrente per i motivi di ricorso, ma la Corte ha qualificato alcune censure come inammissibili perché dirette al merito.
art. 83, comma 7, lett. h), d.l. n. 18 del 2020
Ha giustificato la trattazione cartolare delle udienze nel periodo emergenziale COVID-19.
Norma emergenziale richiamata per la celebrazione cartolare delle udienze.
Richiamato dalla ricorrente sull’onere della prova; la Corte ha ritenuto che la censura mirasse in realtà a una diversa valutazione dei fatti già compiuta in merito.
Richiamato dalla ricorrente sulla valutazione delle prove; la Corte ha escluso che vi fosse un vizio sindacabile, trattandosi di critica al merito.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
È stato applicato per dare atto dei presupposti del versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002
È il parametro di calcolo dell’ulteriore contributo unificato richiamato in dispositivo.
Massime di principio
- Nel giudizio di appello, l’atto è specifico se individua con sufficiente chiarezza i punti della sentenza impugnata contestati e le ragioni della critica, senza necessità di formule sacramentali.
- La legittimazione ad agire o a contraddire va distinta dalla titolarità sostanziale del rapporto: la prima è rilevabile d’ufficio, la seconda attiene al merito e deve essere dedotta e provata nei tempi processuali corretti.
- Le eccezioni sulla nullità della procura alle liti devono essere sollevate tempestivamente; se proposte tardivamente sono inammissibili.
- In cassazione non è consentito trasformare censure di violazione di legge in richieste di nuova valutazione del materiale probatorio o della consulenza tecnica d’ufficio.
- La sostituzione del misuratore da parte del gestore del servizio, di per sé, non implica un obbligo generalizzato di preavviso o di contraddittorio con l’utente, se non risulta previsto da specifiche norme applicabili; la debenza dei consumi può essere affermata in base agli elementi probatori acquisiti, inclusa la CTU.
- Quando la consulenza tecnica evidenzia consumi medi coerenti con l’uso storico dell’utenza e un contatore regolarmente funzionante, il giudice di merito può ritenere provata la debenza delle somme fatturate, salvo specifiche prove contrarie.
- Un motivo di ricorso formulato in modo meramente ipotetico o condizionato all’eventuale accoglimento di altri motivi non è autonomamente scrutinabile come mezzo di impugnazione.
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