Cassazione Civile, Ordinanza n. 20293/2024 del 23/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da tre verbali elevati per violazione dell'art. 7 c.d.s. per sosta in aree a pagamento senza esposizione del biglietto. L'opponente aveva sostenuto che la disciplina comunale sui parcheggi a pagamento fosse illegittima perché prevedeva un numero insufficiente di stalli liberi, in violazione dell'obbligo di riserva sancito dall'art. 7, comma 8, c.d.s., e chiedeva la disapplicazione della delibera comunale presupposta e l'annullamento dei verbali. Il Tribunale, in appello, aveva accolto l'impugnazione e annullato i verbali ritenendo la delibera comunale priva di motivazione sulla deroga all'obbligo di riserva. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: con il primo ha denunciato violazione dell'art. 7, comma 8, c.d.s. e dell'art. 2 del D.M. 1444/1968, sostenendo che le vie interessate ricadevano in zona A/centro storico, per la quale non opererebbe l'obbligo generale di predisporre parcheggi liberi in proporzione a quelli a pagamento; con il secondo ha denunciato violazione dell'art. 2697 c.c., lamentando l'inversione dell'onere della prova, poiché sarebbe spettato all'opponente dimostrare l'illegittimità della scelta amministrativa e l'assenza dei presupposti per la deroga, non al Comune provare la legittimità della delibera.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto fondati congiuntamente i due motivi, affermando che il giudice ordinario, nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa, può disapplicare l'atto amministrativo presupposto solo per vizi di legittimità rilevanti ai fini della pretesa sanzionatoria, ma deve comunque rispettare il corretto riparto dell'onere probatorio: a fronte della contestazione dell'opponente sulla mancanza di adeguati spazi di sosta libera, spetta all'amministrazione provare l'esistenza di delibere o presupposti idonei a esonerarla dall'obbligo ex art. 7, comma 8, c.d.s. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio al Tribunale di Catania in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.
Norme richiamate
art. 7, comma 8, d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada)
"ai sensi e per gli effetti dell’art. 17 legge 6 agosto 1967, n. 765"
L'obbligo di riservare aree adeguate di parcheggio libero può essere escluso solo in presenza dei presupposti normativi (zona storica/artistica o aree di particolare pregio ambientale, ovvero specifiche esigenze di traffico adeguatamente individuate e motivate).
art. 2 del D.M. 2 aprile 1968, n. 1444
È richiamato quale parametro per individuare le zone A/centro storico e le aree di particolare valore storico o pregio ambientale, rilevanti per l'esenzione dall'obbligo di parcheggi liberi.
Nel giudizio di opposizione a sanzione amministrativa l'amministrazione, pur essendo formalmente convenuta, assume la sostanza di attrice e deve provare gli elementi della violazione e i presupposti della legittimità del provvedimento; l'opponente prova i fatti impeditivi o estintivi.
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
Costituisce il parametro processuale per denunciare in cassazione la violazione di legge dedotta nei motivi di ricorso.
Massime di principio
- Nel giudizio di opposizione a verbale per sosta in area a pagamento, quando l'opponente contesti la mancata previsione di spazi di parcheggio libero, grava sull'autorità amministrativa opposta la prova dei presupposti che escludono l'obbligo di riserva previsto dall'art. 7, comma 8, c.d.s., inclusa l'esistenza di atti amministrativi idonei e adeguatamente motivati.
- Il giudice ordinario può disapplicare l'atto amministrativo presupposto dell'ordinanza-sanzione solo per vizi di legittimità rilevanti ai fini della pretesa sanzionatoria, ma non può sostituirsi alla discrezionalità amministrativa nelle valutazioni di merito.
- L'inclusione dell'area in zone storiche o di particolare pregio urbanistico può incidere sull'obbligo di predisporre parcheggi liberi, ma la relativa deroga deve risultare da un provvedimento amministrativo e da un'adeguata motivazione sui presupposti normativi e fattuali.
- Nel processo di opposizione a sanzione amministrativa, la struttura sostanziale dell'azione comporta che l'amministrazione sopporti l'onere di provare la legittimità del provvedimento sanzionatorio e i fatti costitutivi della violazione contestata.
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