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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22062/2026 del 15/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Cosenza che aveva rigettato la richiesta di dissequestro preventivo di una struttura balneare ad Acquappesa. Il ricorrente denunciava carenza e apparente motivazione (art. 606 comma 1 lett. b) ed e) cod.proc.pen.), omessa autonoma valutazione della copiosa documentazione difensiva (conformità al Piano Comunale di spiaggia, pareri di conferenza di servizi, continuità con precedenti titoli, pagamento dei canoni, relazione tecnica e fotografie attestanti la rimozione delle opere), e censurava la valutazione del periculum in mora (sostenendo che le opere erano in corso di adeguamento con permesso di costruire valido fino a maggio 2026 e che non sussisteva pericolo di aggravamento delle conseguenze del reato). Inoltre veniva contestata l'interpretazione e applicazione della L.R. Calabria n. 17/2005 (art. 9 comma 5 ter e art. 20 lett. b) e presunta travisazione normativa).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la correttezza dell'ordinanza del Tribunale del riesame. La Corte ha ritenuto presente e adeguata la motivazione: gli accertamenti tecnici hanno dimostrato che la struttura occupava circa 1800 m² contro una concessione demaniale di 510 m², con violazioni di vincoli pubblici (fascia di rispetto ferroviario, vincolo paesaggistico e rischio erosione) e realizzazione di volumetrie non previste e opere in cemento difformi dal progetto. Sussisteva pertanto il fumus commissi delicti e, per le dimensioni e la finalità turistico-ricettiva delle opere, il periculum in mora (rischio di aggravio dell'impatto urbanistico). La Corte ha condiviso l'applicazione dell'art. 20 comma 2 lett. b) della L.R. Calabria n. 17/2005 come causa di decadenza dalla concessione (inadempienza di obblighi derivanti dalla concessione, inclusa la maggiore occupazione e mancata acquisizione di pareri), rilevando che, ove sussista una causa di decadenza, la correttezza dell'iter amministrativo e la dedotta conformità delle opere al progetto non sono idonee a ricostituire i presupposti giuridici della concessione. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 44 lett. c) d.P.R. n. 380/2001

    Norma richiamata nell'imputazione relativa a illeciti edilizi; impiegata a descrivere la fattispecie oggetto di indagine

  • art. 95 d.P.R. n. 380/2001

    Richiamato come riferimento normativo nell'ambito delle violazioni urbanistico-edilizie contestate

  • art. 181 comma 1 d.lvo n. 42/2004

    Norma connessa a tutela paesaggistica/ambientale, citata rispetto ai vincoli ambientali sulla zona

  • art. 1161 Codice della Navigazione

    Richiamato nell'ambito delle norme sul demanio marittimo e sulla disciplina delle concessioni

  • art. 633 cod. pen.

    Articolo del codice penale richiamato nell'inquadramento dei reati per danneggiamento o altri illeciti connessi all'opera

  • art. 321 comma 1 cod. proc. pen.

    Norma procedurale che disciplina il decreto di sequestro preventivo e il relativo riesame

  • art. 606 comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.

    Richiamata dal ricorrente come vizio di motivazione e omissione di valutazione; la Corte ha precisato i limiti del sindacato in Cassazione e ha escluso la fondatezza delle censure

  • art. 322 bis e art. 325 cod. proc. pen.

    Norme richiamate per precisare che il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammesso soltanto per violazione di legge e che omissione assoluta o motivazione apparente legittimano il ricorso

  • art. 47 Codice della Navigazione

    Elenca le ipotesi di decadenza della concessione demaniale; la Corte ha richiamato tali ipotesi per ricostruire il quadro normativo in tema di decadenza

  • L.R. Calabria n. 17/2005, art. 20 comma 2 lett. b)

    Interpretazione centrale: prevede la dichiarazione obbligatoria di decadenza da parte del Comune per inadempienza di obblighi derivanti dalla concessione o imposti da norme, e nel caso concreto è stata ritenuta integrata (maggior occupazione e mancati adempimenti)

  • L.R. Calabria n. 17/2005, art. 9 comma 5 ter

    Citata nel ricorso; la Corte non ha ritenuto fondata la censura relativa alla sua violazione, avendo il Tribunale valutato le condizioni che giustificano la decadenza

  • art. 18 e 19 L.R. Calabria n. 17/2005

    Richiamati nel quadro della disciplina delle concessioni demaniali e delle cause di decadenza e determinazione dei canoni

Massime di principio

  • In materia di sequestro preventivo di opere demaniali, la presenza di accertamenti tecnici che evidenziano occupazioni superiori all'estensione concessa e la violazione di vincoli pubblici costituiscono elementi forti a sostegno del fumus commissi delicti.
  • La L.R. regionale che attribuisce al Comune il potere-dovere di dichiarare la decadenza dalla concessione (es. art. 20 L.R. Calabria n. 17/2005) può rendere irrilevante la regolarità formale dell'iter amministrativo se sussistono cause di decadenza previste dalla norma; in tali casi il titolo abilitativo perde efficacia come presupposto di legittimità dell'occupazione.
  • In Cassazione contro ordinanze su sequestri preventivi il sindacato è limitato: è ammessa la censura per omissione assoluta o motivazione meramente apparente, non un ampio riesame di merito; le doglianze sulla motivazione devono pertanto dimostrare la radicale insufficienza dell'apparato argomentativo.
  • La produzione difensiva deve essere specifica e puntuale: documenti generici o asserzioni non contrastano efficacemente accertamenti tecnici che attestano difformità di dimensioni, destinazione o violazioni di vincoli. Prove documentali decisive sono il pagamento degli indennizzi, i pareri autorizzativi richiesti e atti amministrativi di regolarizzazione.
  • Il fatto che sia in corso un permesso o un progetto di adeguamento non elimina automaticamente il periculum in mora; il giudice valuta l'immediata percepibilità della possibilità di regolarizzazione e l'eventuale aggravio dell'impatto urbanistico e paesaggistico.

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