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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21979/2026 del 15/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario per cassazione per errore di fatto: si contestava la corretta applicazione del regime di inutilizzabilità delle dichiarazioni rese dal coimputato Coco Davide, escusso inizialmente come "persona informata sui fatti" dalla Polizia giudiziaria e non come indagato con le garanzie di cui all'art. 63, comma 2, c.p.p. Il ricorrente sosteneva che tali dichiarazioni fossero palesemente inutilizzabili e che, escluse dal compendio probatorio, le sole dichiarazioni residue (di altro imputato) non fossero sufficienti a fondare la condanna. Inoltre si contestava l'interpretazione secondo cui la richiesta di giudizio abbreviato proposta in udienza preliminare (art. 438, comma 6-bis c.p.p.) sanerebbe l'inutilizzabilità, eccezion fatta per le violazioni di divieti probatori, pretendendo che rientrassero in tali divieti anche le escussioni come persona informata sui fatti che avrebbero dovuto avvenire come escussioni da indagato ai sensi dell'art. 63, comma 2, c.p.p.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato manifestamente infondato e quindi inammissibile. La Corte ha ritenuto che l'art. 625-bis c.p.p. consenta il rimedio solo per un "errore di fatto" in senso stretto (errore percettivo, svista o equivoco nella lettura degli atti di legittimità che abbia determinato la volontà), mentre non rientrano in tale figura gli errori di valutazione o di interpretazione giuridica richiesti dal ricorrente. La Corte ha considerato la questione già ampiamente e congruamente motivata nella sentenza impugnata e ha escluso che si tratti di un errore percettivo eliminabile con il ricorso straordinario. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, cpv., cod. pen. e art. 110 cod. pen.; d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (norma sostanziale contestata)

    Richiamate per identificare il reato oggetto del giudizio di merito; non oggetto di valutazione specifica nel ricorso straordinario qui esaminato

  • art. 63, comma 2, cod. proc. pen.

    Norma sulle garanzie da fornire quando si escute un indagato; il ricorrente ha sostenuto che la mancata applicazione di tali garanzie alle escussioni del coimputato avrebbe determinato inutilizzabilità delle dichiarazioni

  • art. 438, comma 6-bis, cod. proc. pen.

    Prevede che la richiesta di giudizio abbreviato proposta in udienza preliminare determina la sanatoria di nullità e la non rilevabilità di alcune inutilizzabilità, salvo le violazioni che integrino un divieto probatorio; la Corte ha ritenuto applicabile la disciplina e ha escluso l'annullamento automatico della decisione per le censure prospettate

  • art. 625-bis, cod. proc. pen.

    Regola il ricorso straordinario per cassazione per errore materiale o di fatto; la Corte ha interpretato restrittivamente la nozione di "errore di fatto" come errore percettivo (svista/quivoco) riconducibile all'art. 395, n. 4, c.p.c., escludendo che il rimedio possa essere usato per rimettere in discussione valutazioni di diritto o di merito

  • art. 391-bis e art. 395, n. 4, cod. proc. civ.

    Richiamati come parametri di riferimento per la nozione di errore di fatto: l'errore deve consistere nella decisione fondata su una supposizione di fatto la cui falsità è incontrovertibile o sulla supposta inesistenza di un fatto la cui verità è positivamente accertata

  • Corte Cost., sent. n. 186/2000

    Richiamata in relazione al mancato riconoscimento di ragioni di esonero dal pagamento della somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per cassazione ex art. 625-bis c.p.p. per "errore di fatto" è uno strumento molto limitato: tutela solo errori percettivi (svista o equivoco) nella lettura degli atti di legittimità e non consente la rinnovazione del sindacato sulla valutazione del merito o sull'interpretazione del diritto
  • Le doglianze che mirano a rimettere in discussione la correttezza dell'applicazione di norme processuali o la valutazione probatoria svolta in sede di legittimità vanno normalmente presentate nei gradi di merito o con i rimedi ordinari; non sono ammissibili come presunti "errori di fatto" nel ricorso straordinario
  • La distinzione tra nullità e inutilizzabilità e l'eccezione dei "divieti probatori" (art. 438, comma 6-bis c.p.p.) è centrale: la richiesta di abbreviato proposta in udienza preliminare può produrre effetti sananti su certe nullità, ma non necessariamente su tutte le violazioni che integrino un vero e proprio divieto di acquisizione probatoria; l'eventuale carattere costituzionale o sovranazionale della garanzia violata può, tuttavia, assumere rilievo
  • Se si ritiene che dichiarazioni rese a una persona informata sui fatti siano indebitamente utilizzate perché l'interessato avrebbe dovuto essere trattato come indagato, occorre sollevare tempestivamente l'inutilizzabilità nei gradi processuali in cui la prova è valutata e, se del caso, proporre rimedi incidentali o eccepire la questione nelle sedi opportune, anche valutando la strada della questione di legittimità costituzionale quando ricorra una lesione di diritti costituzionali
  • In casi simili, prima di tentare un ricorso straordinario per "errore di fatto", verificare se la censura costituisca effettivamente un errore percettivo incontrovertibile (es. palese omissione di un documento probatorio negli atti) oppure una diversa valutazione giuridica o probatoria, che rende il ricorso inammissibile

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