Cassazione Civile, Ordinanza n. 18196/2025 del 03/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)
La controversia
La controversia nasce da un avviso di accertamento per IRAP, IVA e altre imposte relativo all'anno 2010. In primo grado il ricorso del contribuente era stato respinto; in appello la CTR del Lazio aveva accolto il gravame, ritenendo, tra l'altro, che l'ufficio territorialmente competente non fosse quello di Roma ma quello di Milano, perché l'atto avrebbe dovuto riguardare la posizione personale del contribuente, qualificato come socio di fatto di una società di fatto (in origine cooperativa ritenuta fittizia), con domicilio fiscale in provincia di Milano. L'Agenzia ricorre per cassazione deducendo un unico motivo: violazione e falsa applicazione degli artt. 31 e 58 del d.P.R. n. 600 del 1973, sostenendo che la CTR avrebbe confuso la competenza dell'ufficio per l'accertamento del reddito della società con quella relativa ai redditi di partecipazione dei soci, mentre l'avviso era diretto ad accertare il reddito della cooperativa Airservice, con domicilio fiscale a Roma, poi riqualificata come società di fatto e tassata per trasparenza ai soci. La Corte, però, rileva d'ufficio un vizio preliminare e assorbente: la controversia, coinvolgendo la configurabilità di una società di fatto e l'imposizione IRAP e reddituale correlata, avrebbe richiesto la partecipazione necessaria di tutti i soci/soggetti interessati; il giudizio si è svolto invece senza contraddittorio integro.
La decisione
La Corte ha dichiarato la nullità dei giudizi di merito per violazione del litisconsorzio necessario, ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla Corte di giustizia tributaria di primo grado di Roma, in diversa composizione, per la rinnovazione del giudizio con integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti i litisconsorti necessari. Il motivo di ricorso dell'Agenzia è rimasto assorbito. Le spese dell'intero giudizio sono state compensate, trattandosi di decisione fondata su rilievo d'ufficio.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. n. 600 del 1973
richiamato dalla ricorrente per sostenere la competenza dell'ufficio finanziario sull'accertamento del reddito della società; la Corte non decide nel merito della questione perché assorbe il ricorso il vizio di litisconsorzio necessario.
art. 58 d.P.R. n. 600 del 1973
invocato dalla ricorrente in tema di competenza territoriale dell'ufficio; resta assorbito dalla declaratoria di nullità del processo per contraddittorio non integro.
richiamato per affermare l'imputazione per trasparenza ai soci del maggior reddito accertato in capo alla società riqualificata come società di persone/società di fatto.
art. 17, comma 1, d.lgs. n. 446 del 1997
richiamato per descrivere la natura dell'IRAP ai fini dell'affermazione del litisconsorzio necessario dei soci anche nel giudizio relativo all'imposta dovuta dalla società.
art. 44 d.lgs. n. 446 del 1997
citato insieme all'art. 17 d.lgs. n. 446 del 1997 per qualificare l'IRAP come imposta rilevante ai fini del contraddittorio necessario.
art. 14 d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
norma processuale tributaria sulla necessaria partecipazione di tutti i litisconsorti; il giudizio celebrato senza tutti i soggetti necessari è nullo.
richiamato per disporre la cassazione con rinvio al giudice di primo grado quando la nullità del giudizio di merito deriva da contraddittorio non integro.
Massime di principio
- Nel processo tributario, quando la controversia investe la configurabilità di una società di fatto, sussiste litisconsorzio necessario tra tutti i soggetti che ne sarebbero soci, poiché la decisione deve essere resa nei confronti di tutti i partecipanti al rapporto comune.
- La mancata partecipazione di tutti i litisconsorti necessari determina la nullità assoluta del giudizio, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado, con conseguente cassazione della sentenza e rinvio al primo giudice per la rinnovazione del contraddittorio.
- Il litisconsorzio necessario opera anche se uno o più soggetti non abbiano impugnato l'atto impositivo o anche se nei loro confronti non sia stato emesso alcun atto, quando la struttura del rapporto dedotto imponga una decisione unitaria.
- Anche per l'IRAP, quando l'imposizione è collegata a una società di fatto e alla trasparenza verso i soci, il giudizio sull'an debeatur richiede la presenza di tutti i soci, analogamente a quanto avviene per le imposte sui redditi imputate per trasparenza.
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