Sentenza del 15/01/2020 n. 553 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'avviso di accertamento ICI per gli anni 2006-2007 relativo a immobili nel porto franco di Trieste. La ricorrente sosteneva che i beni erano funzionalmente strumentali al traffico marittimo (stazioni per servizi di trasporto) e dovevano essere classificati in categoria E, con conseguente esenzione o diversa imposizione, nonché deduceva profili relativi a vigenza normativa speciale del porto franco e vizi nell'attribuzione della rendita catastale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della R. & C. s.p.a. rilevando che la CTR ha motivatamente escluso la qualifica automatica in categoria E sulla base della destinazione d'uso e del fatto che gli immobili risultavano accatastati (rendita attribuita) nelle categorie A/10, C/2, D/7, D/8 per il periodo controverso; la determinazione della rendita catastale e del classamento, divenuti incontestabili per le annualità impugnate, vincolano l'imposizione comunale e dovevano essere contestati con ricorso contro l'Agenzia del territorio o con procedimento catastale. Il ricorso incidentale del Comune è stato ritenuto inammissibile per carenza di interesse. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
D.Lgs. n. 504/1992, art. 7, comma 1, lett. B)
Definisce le fattispecie riconducibili alla categoria E (stazioni e servizi di trasporto). La Corte ha ritenuto che l'iscrizione catastale e la destinazione d'uso effettiva, non la sola ubicazione nel porto, determinano l'appartenenza alla categoria.
D.L. n. 262/2006, art. 2, commi 40 e ss.
Norme richiamate dalla ricorrente in relazione a questioni di qualificazione fiscale; il giudice ha però fondato la decisione sulla incontestabilità della rendita catastale per le annualità dedotte.
L. n. 84/1994, artt. 6, 16 e 18
Norme sul regime delle concessioni portuali e sulle limitazioni d'uso: possono qualificare la destinazione pubblica/portuale, ma non sostituiscono automaticamente il classamento catastale delle singole unità.
Trattato di pace di Parigi 10 febbraio 1947, all. VIII e norme attuative (es. decreto del Commissario Generale n. 29/1955)
Invocate dalla ricorrente per escludere imposizioni nell'area del porto franco; la Corte non ha ritenuto che tali richiamate norme impedissero l'imposizione comunale sulla base della rendita catastale vigente per le annualità in contestazione.
D.Lgs. n. 29/1959, art. 7
Richiamato dalla ricorrente nell'argomentazione sulla specialità normativa per Trieste; non è risultato determinante per ribaltare la decisione basata sul classamento e sulla rendita catastale.
L. n. 296/2006, art. 1, commi 162 e 173
Norme fiscali citate in rapporto alla determinazione della rendita presunta e a presunte nullità dell'applicazione; il giudice non ha ritenuto tali contestazioni idonee a superare l'effetto vincolante della rendita catastale accertata per gli anni dedotti.
Statuto del Contribuente, art. 7
Richiesta dalla ricorrente come vizio di motivazione/omessa indicazione normativa; la Corte ha ritenuto le doglianze insufficienti a dimostrare violazione idonea a incidere sulla decisione.
Norma sul principio di motivazione delle sentenze; richiamata dal Comune nell'atto incidentale per contestare omissioni della CTR, ma la Cassazione ha ritenuto il ricorso incidentale privo di interesse in mancanza di soccombenza.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, comma 1-quater
Norma sul contributo unificato: la Corte ha annotato l'applicabilità degli ulteriori importi eventualmente dovuti ai sensi della disposizione.
Massime di principio
- La collocazione di un immobile nel porto franco non determina automaticamente il classamento catastale in categoria E: è necessario dimostrare la strumentalità effettiva e la destinazione d'uso concreta alle attività di traffico marittimo.
- La rendita catastale risultante da visure e da provvedimenti di classamento anteriori al periodo impositivo vincola l'ente impositore; eventuali contestazioni sulla rendita o sul classamento devono essere proposte entro il corretto procedimento (Agenzia del territorio o procedimento catastale) e non possono essere efficacemente sollevate, in punto di fatto, in un giudizio sull'avviso comunale.
- I titoli concessori e le autorizzazioni amministrative sono elementi rilevanti per dimostrare la destinazione d'uso, ma non sostituiscono né annullano automaticamente il classamento catastale delle singole unità quando la valutazione della natura dell'attività (industriale/commerciale vs. stazione di trasporto) è questione di fatto.
- La Corte di legittimità non riesamina le valutazioni di fatto e le risultanze probatorie svolte dal giudice del merito se non sono prospettati vizi di diritto puntuali e specifici; le censure che implicano nuova valutazione delle prove sono, di norma, inammissibili in Cassazione.
- Una pronuncia catastale o di classamento divenuta definitiva incide sugli anni d'imposta successivi solo se tempestivamente collegata al periodo impositivo; variazioni o pronunce posteriori non cancellano automaticamente obbligazioni tributarie già determinate sulla base della rendita allora vigente.
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