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Sentenza lavoro

Cassazione Civile, Sentenza n. 7178/2024 del 18/03/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Bonadonna affermava di aver collaborato con l'AUSL/ASP realizzando due sistemi software (Flow e Poly) su incarico degli organi aziendali e chiedeva il pagamento per indebito arricchimento e, in via subordinata, il risarcimento per responsabilità del direttore generale. Il Tribunale di Palermo aveva riconosciuto l'indebito arricchimento; la Corte d'appello di Palermo ha annullato tale pronuncia ritenendo che le prestazioni informatiche rientrassero nel preesistente rapporto di continuità assistenziale e che pertanto il rimedio fosse contrattuale (art. 1218 c.c. o disposizioni su invenzioni), mentre Bonadonna sosteneva che non vi era alcun contratto scritto con la P.A. che comprendesse la produzione dei software e che, per tale motivo, l'unico rimedio esperibile fosse l'azione di indebito arricchimento ai sensi degli artt. 2041 e 2042 c.c.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo (nullità per presunta valutazione 'nuova' in appello) e ha accolto il secondo motivo del ricorrente: ha ritenuto errata la ricostruzione della Corte d'appello che aveva ricondotto la creazione dei software al rapporto di continuità assistenziale. Ha affermato che, se il contratto con la P.A. è nullo per mancanza della forma scritta o per vizi della procedura di affidamento, l'ideatore del software può esperire l'azione di ingiustificato arricchimento; il giudice determina l'indennizzo in via equitativa, che deve ristorare i costi, gli esborsi e il sacrificio di tempo ed energie al netto della percentuale di guadagno e non può coincidere automaticamente con il compenso di mercato. Ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale di Iacolino e ha cassato la sentenza d'appello, rinviando la causa alla Corte d'appello di Palermo in diversa composizione per la decisione di merito e sulle spese di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 329 c.p.c.

    Richiamato dalla censura del ricorrente in ordine all'esame di questioni non dedotte in appello; la Corte ha ritenuto infondata la doglianza.

  • art. 342 c.p.c.

    Richiamato assieme agli altri artt. di procedura; citato nella critica circa la valutazione in appello.

  • art. 2909 c.c.

    Norma richiamata nel motivo di nullità; la Corte ha trattato la questione procedurale come infondata (rilievo che la sussidiarietà è rilevabile d'ufficio).

  • art. 2041 c.c.

    Fondamento dell'azione di indebito arricchimento; la Corte ha confermato che è esperibile quando il titolo contrattuale sia nullo o assente e non sia prevista un'azione tipica efficace.

  • art. 2042 c.c.

    Richiama la regola di sussidiarietà: l'azione di arricchimento è ammissibile se manca un'azione tipica; la Corte ha confermato che il requisito della sussidiarietà è sindacabile d'ufficio.

  • art. 1218 c.c.

    Norma sull'adempimento/ responsabilità contrattuale: la Corte ha escluso la possibilità di basare l'azione su obblighi contrattuali validi quando il titolo è nullo per forma o procedura.

  • art. 1453 c.c.

    Richiamato come modello dell'azione di adempimento che il ricorrente avrebbe dovuto esercitare se fosse esistito un contratto valido; la nullità del titolo ha impedito questa via.

  • art. 2043 c.c.

    Responsabilità extracontrattuale: la Corte distingue tale rimedio dall'azione di arricchimento, osservando che l'esistenza di un'azione risarcitoria teorica non esclude l'indebito arricchimento quando il titolo contrattuale è carente.

  • d.lgs. n. 30 del 2005, artt. 45 e 64

    Richiamati in relazione alla disciplina delle invenzioni e delle invenzioni di servizio: la Corte ha osservato che i software non sono invenzioni brevettabili (art. 45, comma 2, lett. b), quindi l'azione basata su invenzione di servizio (art. 64) non era applicabile per il software).

  • legge n. 633 del 1941 (diritto d'autore), artt. 1, 156, 158 e successive modifiche

    La Corte ha ricordato che il software è tutelato come opera d'autore e che, se provati originalità e violazione, sono esperibili rimedi ex legge sul diritto d'autore; tuttavia ciò non esclude l'azione di indebito arricchimento quando il titolo contrattuale è nullo e l'attore non abbia chiesto le specifiche tutele autorali.

  • d.lgs. n. 518 del 1992

    Richiamato come modificazione alla legge sul diritto d'autore che include i programmi per elaboratore tra le opere protette.

  • art. 12-bis legge 633/1941

    Deroga che attribuisce al datore di lavoro il diritto di utilizzazione esclusiva del software creato dal lavoratore dipendente in determinati casi; qui non applicabile perché il ricorrente non era lavoratore subordinato.

  • d.lgs. n.163/2006 (Codice dei contratti pubblici), art. 28

    Richiamato dall'ASP in relazione alle soglie comunitarie e alle procedure di evidenza pubblica: la Corte ha ritenuto che la nullità per vizi procedurali non equivale automaticamente all'illiceità che esclude l'azione di indebito arricchimento.

  • Massime di giurisprudenza della Corte di cassazione e Sezioni Unite (es. SU n.33954/2023; Cass. n.8694/2018; Cass. n.2350/2017 etc.)

    Ai fini della verifica del rispetto della regola di sussidiarietà di cui all'art. 2042 c.c., la domanda di arricchimento è proponibile ove la diversa azione, fondata sul contratto, su legge ovvero su clausole generali, si riveli carente ab origine del titolo giustificativo.

    La Corte ha applicato i principi di legittimità che ammesso l'uso dell'azione di arricchimento quando il titolo è invalido ab origine e ha confermato che la valutazione della sussidiarietà può essere svolta d'ufficio.

Massime di principio

  • Se un rapporto con la P.A. che giustificherebbe una prestazione non è formalizzato per iscritto o è invalido per vizi procedurali di affidamento, l'autore della prestazione (anche di software) può agire per indebito arricchimento contro la P.A.
  • L'azione di ingiustificato arricchimento è sussidiaria rispetto alle azioni tipiche; il requisito di sussidiarietà è valutabile d'ufficio e sussiste quando il titolo contrattuale è carente ab origine.
  • La determinazione dell'indennizzo per indebito arricchimento è equitativa: deve ristorare costi, esborsi e sacrificio di tempo ed energie al netto della percentuale di guadagno, e non corrisponde automaticamente al compenso di mercato o al prezzo richiesto dall'autore.
  • I software non sono invenzioni brevettabili; pertanto le tutele fondate su istituti brevettuali o di invenzione di servizio (d.lgs. 30/2005) sono generalmente inapplicabili al software, che è invece tutelato dal diritto d'autore.
  • La tutela autorale (legge 633/1941) può offrire rimedi specifici (inibitoria, risarcimento) ma non esclude automaticamente l'azione di indebito arricchimento quando il rimedio contrattuale è precluso per nullità del titolo.
  • La mera produzione di documentazione o la partecipazione a gruppi di lavoro non è di per sé sufficiente a dimostrare che una specifica prestazione complessa (es. creazione di software) rientri in un rapporto di continuità assistenziale, specialmente se il rapporto formale non menziona tale attività.
  • Le questioni relative alla competenza di valorizzare elementi nuovi in appello e il divieto di ius novorum sono comunque soggette al controllo: la corte di legittimità ammette che l'appello possa comportare un esame della sussidiarietà anche senza motivo specifico delle parti.

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