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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 3963/2024 del 13/02/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Controversia tributaria relativa alla deducibilità, quantificazione e ricalcolo di una minusvalenza dichiarata per l'anno d'imposta 1997 a seguito di svalutazione e successiva cessione di una partecipazione (Milupa S.A.). L'Ufficio contestava la svalutazione e negava la minusvalenza; in primo grado la CTP annullò la ripresa a tassazione e demandò all'Ufficio il ricalcolo dell'ammontare della minusvalenza. Successivi gradi hanno fornito interpretazioni contrastanti sul contenuto del rinvio al ricalcolo e sono sorte contestazioni anche sulla correttezza della motivazione della cartella esattoriale e sulla normativa applicabile al calcolo degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo (applicazione del testo anteriore o successivo alla riforma del 1999). La Agenzia impugna la sentenza d'appello per contraddizione fra motivazione e dispositivo e per errata applicazione della normativa sugli interessi; Nutricia propone controricorso e ricorsi incidentali concernenti la motivazione della cartella esattoriale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate ritenendo fondato il motivo per contrasto insanabile tra motivazione e dispositivo della sentenza impugnata (contraddizione sull'esistenza o meno dell'obbligo dell'Ufficio di procedere al ricalcolo della minusvalenza), e altresì fondato il motivo relativo all'errata applicazione della normativa sugli interessi (la CTR ha applicato norme non pertinenti rispetto al momento genetico rilevante). Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata e rinviata alla CTR Lombardia in diversa composizione perché accerti l'esatta portata della precedente pronuncia della CTP di Varese n.354/2001 e il relativo passaggio in giudicato, nonché per riesaminare le questioni rimaste aperte. I ricorsi incidentali proposti dalla società sono stati dichiarati inammissibili. La Corte ha disposto che la Corte di merito di rinvio provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.c.

    Richiamato nel contesto della censura per contraddizione tra motivazione e dispositivo: la correttezza formale e sostanziale della motivazione è valutata ai fini della validità della pronuncia.

  • art. 2909 c.c.

    Richiamato unitamente all'art.132 c.p.c. in relazione all'individuazione del contenuto del comando giudiziale e degli effetti della sentenza.

  • art. 360 c.p.c. nn. 3 e 4

    Norme di riferimento per i motivi di cassazione: il n.3 (violazione di legge) e il n.4 (contraddittorietà della motivazione rispetto al dispositivo) sono stati evocati per dedurre vizi rilevanti della sentenza impugnata.

  • art. 20 DPR n. 602/1973

    Norma sulla disciplina degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo; la Corte ha esaminato quale testo applicare ratione temporis e ha ritenuto errata l'applicazione del testo anteriore alla riforma quando l'evento rilevante è avvenuto successivamente.

  • d.lgs. 46/1999 (art. 36 e art. 39)

    Richiamato per la decorrenza delle modifiche alla disciplina degli interessi (entrata in vigore dal 1° luglio 1999 e norme transitorie fino al 30.9.1999): utile a determinare quale testo normativo si applica in funzione del momento genetico che fa sorgere il diritto agli interessi.

  • art. 366 c.p.c. n.6

    Disposizione sul contenuto del ricorso per cassazione e sull'obbligo di autoconsistenza: la Corte ricorda l'orientamento delle Sezioni Unite (SU 8950/2022) che attenua il formalismo, consentendo l'esame del ricorso se i riferimenti agli atti di merito sono sufficientemente specificati.

  • legge n. 212/2000 art. 7

    Norma sul diritto di informazione e motivazione degli atti impositivi; evocata nei ricorsi incidentali relativi alla presunta carenza di motivazione della cartella esattoriale.

  • legge n. 241/1990 art. 3

    Richiamata con riferimento al principio generale della motivazione degli atti amministrativi, invocata per censurare la motivazione della cartella esattoriale.

Massime di principio

  • La contraddizione insanabile tra motivazione e dispositivo di una sentenza determina la nullità della decisione e giustifica la cassazione con rinvio: il giudice del rinvio dovrà chiarire il contenuto effettivo del precedente provvedimento.
  • Nel calcolo degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo occorre individuare il 'momento genetico' che fa sorgere il diritto agli interessi; la normativa applicabile si individua rispetto a quel momento (non meramente alla data dell'iscrizione se il fatto generatore è diverso).
  • Le modifiche normative sopravvenute possono regolare gli effetti accessori (es. interessi) di obbligazioni già sorte, quando il fatto generatore degli interessi perdura e la nuova legge disciplina gli effetti successivi.
  • Il requisito di autosufficienza del ricorso per cassazione (art. 366 c.p.c.) non va interpretato in modo eccessivamente formalistico: è ammissibile il ricorso che indica in modo specifico il contenuto degli atti di merito richiamati, secondo il principio affermato dalle Sezioni Unite (SU 8950/2022).
  • Il ricorso incidentale condizionato è inammissibile quando la parte sia risultata integralmente vittoriosa in appello (manca la soccombenza). Tali censure possono essere riproposte nel giudizio di rinvio se l'annullamento rende necessario un nuovo esame.
  • Se il giudice di merito demanda all'amministrazione il ricalcolo di importi fiscali, la pronuncia deve essere chiara nel definire il perimetro del mandato; in caso di ambiguità il vizio motivazionale può portare all'annullamento.
  • Le cartelle esattoriali devono contenere motivazione e chiara indicazione delle modalità di calcolo della pretesa: la carenza di tale motivazione può essere oggetto di doglianza nei gradi di merito e, se non esaminata, può essere riproposta dopo eventuale annullamento.

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