Cassazione Civile, Ordinanza n. 19297/2022 del 15/06/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La controversia nasce da un decreto prefettizio di espulsione emesso nei confronti di un cittadino marocchino ai sensi dell'art. 13, comma 2, lett. c), del d.lgs. 286/1998, sul presupposto della sua pericolosità sociale desunta da un precedente penale e da una segnalazione di polizia, oltre che dalla mancanza di documento di identità e passaporto. Il Giudice di Pace ha respinto l'opposizione. In cassazione il ricorrente ha dedotto quattro motivi: (1) violazione delle norme sull'espulsione e sulla pericolosità sociale per non avere il giudice di merito accertato la pericolosità in concreto, avendola tratta dal solo precedente penale, peraltro risalente; (2) omesso esame di fatti decisivi ex art. 360, n. 5, c.p.c., consistenti nell'inserimento sociale, nei legami familiari, nell'attività lavorativa e nella disponibilità di un datore di lavoro; (3) violazione dell'art. 8 CEDU per mancato bilanciamento tra pericolosità sociale e situazione familiare/lavorativa dello straniero; (4) violazione delle norme sulla traduzione del decreto di espulsione, per avere il giudice ritenuto provata la conoscenza della lingua italiana sulla base della risposta data a un questionario in italiano.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile il primo motivo perché la valutazione di pericolosità sociale era stata compiuta dal giudice di merito sulla base di plurimi elementi fattuali oggettivi e, quindi, non era sindacabile in cassazione come merito. Ha ritenuto infondati, e in parte inammissibili, il secondo e il terzo motivo: i fatti allegati dal ricorrente erano troppo generici per integrare una tutela ostativa all'espulsione fondata su legami familiari o umanitari; inoltre, per ottenere la tutela rafforzata prevista dal testo unico immigrazione occorre la concreta dimostrazione dell'effettività dei legami familiari, non essendo sufficiente invocare in astratto integrazione sociale o presenza di parenti. Ha infine dichiarato inammissibile il quarto motivo, ribadendo che la nullità del decreto di espulsione per mancata traduzione non sussiste quando lo straniero conosca la lingua italiana, circostanza accertabile anche presuntivamente e riservata al giudice di merito. Nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa delle amministrazioni intimate.
Norme richiamate
art. 13, comma 2, lett. c), d.lgs. 286/1998
L'espulsione può essere disposta nei confronti dello straniero ritenuto socialmente pericoloso sulla base di concreti elementi fattuali.
art. 13, comma 2-bis, d.lgs. 286/1998
La tutela rafforzata richiede una valutazione in concreto dell'effettività dei legami familiari e delle conseguenze dell'espulsione; non bastano allegazioni generiche su integrazione sociale o vincoli familiari.
Richiamato dalla parte ricorrente in relazione ai presupposti della pericolosità sociale.
Richiamato dalla parte ricorrente in relazione ai presupposti della pericolosità sociale.
Richiamato dalla parte ricorrente in relazione alla motivazione del provvedimento impugnato.
art. 111 Cost.
Richiamato come parametro di legittimità della motivazione e del controllo di cassazione.
art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.
È il vizio denunciabile per violazione o falsa applicazione di legge, ma non consente di sindacare l'apprezzamento di fatto compiuto dal giudice di merito.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
Il vizio è confinato all'omesso esame di fatti decisivi e non consente di rivalutare genericamente il merito o fatti non decisivi.
art. 8 CEDU
Il bilanciamento con l'interesse pubblico all'espulsione richiede una concreta valutazione della vita familiare effettiva e delle sue caratteristiche specifiche.
art. 13, comma 7, d.lgs. 286/1998
La nullità del decreto di espulsione per difetto di traduzione non sussiste se lo straniero conosce la lingua italiana o quella veicolare.
art. 19, comma 2-bis, d.lgs. 286/1998
Richiamato quale norma che consente l'espulsione anche in presenza di diritti fondamentali, purché si adottino modalità compatibili con la situazione personale.
art. 28, comma 1, d.lgs. 286/1998
Il diritto all'unità familiare opera alle condizioni previste dal testo unico.
art. 29, comma 3, d.lgs. 286/1998
Concorre a delineare le condizioni del diritto all'unità familiare.
Costituiscono i reati posti a base del precedente penale valorizzato ai fini della pericolosità sociale.
art. 189, commi 6 e 7, codice della strada
Costituiscono oggetto della segnalazione di polizia richiamata come indice di pericolosità.
Massime di principio
- Nel giudizio sull'espulsione amministrativa dello straniero, la pericolosità sociale può essere desunta dal giudice di merito da una pluralità di concreti indici fattuali; tale apprezzamento, se non irragionevole, è insindacabile in cassazione come valutazione di fatto.
- Il vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c. richiede l'omesso esame di un fatto storico decisivo e non consente di contestare in modo generico il mancato peso attribuito a circostanze non chiaramente idonee a impedire l'espulsione.
- Ai fini della tutela rafforzata contro l'espulsione per ragioni familiari o umanitarie, non è sufficiente allegare in astratto integrazione sociale, lavoro o presenza di parenti in Italia: occorre la prova concreta dell'effettività e della particolare intensità dei legami familiari e delle conseguenze dell'allontanamento.
- La traduzione del decreto di espulsione non è necessaria quando risulti che lo straniero conosce la lingua italiana o la lingua in cui l'atto è tradotto; tale accertamento può essere compiuto anche in via presuntiva ed è censurabile solo nei ristretti limiti del vizio di motivazione nei casi previsti dalla legge.
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