Cassazione Civile, Sentenza n. 30445/2023 del 02/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il Ministero ha convenuto in giudizio la Petronca per l'occupazione abusiva di un terreno nel Comune di Cagnano Varano, ritenuto demanio pubblico (ramo marittimo), chiedendone il rilascio, il ripristino dello stato dei luoghi e il pagamento di indennità per illegittima occupazione. La convenuta ha chiesto il rigetto e, in riconvenzionale, il riconoscimento della proprietà per usucapione ultraventennale. Tribunale e Corte d'Appello hanno ritenuto il bene appartenente al demanio marittimo, hanno rigettato la domanda di usucapione e hanno condannato la Petronca al rilascio e al pagamento delle indennità. La ricorrente ha impugnato in Cassazione sollevando quattro motivi: errata qualificazione del bene come demaniale, omissione di un fatto storico decisivo (relazione tecnica), errata valutazione delle prove e errata applicazione della maggiorazione prevista dall'art. 8 del DL 400/1993.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibili o infondati i motivi: non è ammessa la rinnovata valutazione del fatto in sede di legittimità; la presunta omissione di fatto è preclusa dalla 'doppia conforme' e la relazione tecnica di altri giudizi è risultata irrilevante per il caso; la valutazione delle prove è materia di merito e non censurabile in Cassazione salvo specifici profili non emergenti; la maggiorazione del 200% prevista dall'art. 8 DL 400/1993 si applica automaticamente in caso di utilizzazione senza titolo di bene demaniale marittimo. Ha confermato che la sdemanializzazione non può essere tacita ma richiede decreto ministeriale (art. 35 cod. nav.), che il possesso privato non produce effetto nei confronti dello Stato e che la sentenza penale di applicazione della pena ex art. 444 c.p.p. costituisce elemento di prova rilevante. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di Cassazione (compensi liquidati in Euro 5.000,00) e obbligo, ove dovuto, del versamento di un ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
Codice della Navigazione (cod. nav.), art. 35
La sdemanializzazione dei beni demaniali marittimi non può avvenire tacitamente: richiede un decreto ministeriale costitutivo che attesti la non utilizzabilità per pubblici usi del mare.
Codice della Navigazione (cod. nav.), art. 28
Richiamato in relazione alla disciplina dei beni demaniali marittimi e alla loro natura giuridica.
Codice Civile, artt. 822, 826, 829
Norme richiamate in relazione alla demanialità e alle modalità di acquisto dei beni; la pronuncia conferma che l'usucapione non può acquistare la proprietà di un bene appartenente al demanio marittimo in assenza di formale sdemanializzazione.
Codice Civile, art. 1145, comma 1
Il possesso di fatto da parte del privato è improduttivo di effetti nei confronti della pubblica amministrazione per i beni demaniali.
Decreto-Legge 400/1993, art. 8 (conv. L. 494/1993)
La maggiorazione del 200% per l'utilizzazione senza titolo di beni demaniali marittimi si applica automaticamente una volta accertata la demanialità, senza discrezionalità del giudice.
Codice di Procedura Civile, art. 360, co.1, nn. 3 e 5
Regole sui motivi di ricorso per cassazione: non consentono la semplice rinnovata valutazione del fatto; il vizio per omesso esame di fatto decisivo richiede il rispetto dei limiti processuali, specie in presenza di doppia conforme.
Codice di Procedura Civile, art. 348-ter
In presenza di 'doppia conforme' tra primo grado e appello, limita la possibilità di proporre in Cassazione motivi ex art. 360, comma 1, n. 5 salvo che la parte indichi le ragioni di fatto diverse poste a base delle due decisioni.
Codice di Procedura Penale, art. 444
La sentenza di applicazione della pena mediante patteggiamento costituisce ammissione di responsabilità che può avere valore probatorio nel processo civile, salvo che il giudice motivi diversamente.
D.P.R. n. 115/2002, art. 13, co. 1-quater
Norma richiamata in relazione all'eventuale obbligo di versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
Massime di principio
- In Cassazione non è possibile ottenere una riesamina dei fatti e delle valutazioni probatorie svolte dal giudice di merito: i motivi devono essere di diritto o, se riguardano la prova, rientrare nei limiti stretti previsti dalla legge.
- Se Tribunale e Corte d'Appello si pronunciano concordemente (doppia conforme), i motivi per omesso esame di fatti decisivi sono fortemente limitati: occorre indicare espressamente le differenze tra le decisioni di primo grado e quella di appello.
- La sdemanializzazione di un bene demaniale marittimo non si presume: serve un provvedimento amministrativo formale (decreto ministeriale) per rendere il bene disponibile e rendere possibile l'acquisizione della proprietà da parte di privati.
- Il possesso e l'utilizzo privato prolungato di un bene appartenente al demanio non producono usucapione o sdemanializzazione tacita nei confronti dello Stato.
- La sentenza penale di applicazione della pena (patteggiamento, art. 444 c.p.p.) può essere utilizzata come elemento probatorio nel processo civile e, se il giudice civile non intende attribuirle rilievo, deve motivarlo esplicitamente.
- Le consulenze tecniche o relazioni prodotte in procedimenti diversi hanno valore probatorio solo se direttamente riferibili allo stesso bene e alla stessa questione: altrimenti possono essere giudicate irrilevanti dal giudice di merito.
- Una volta accertata la demanialità marittima, l'applicazione della maggiorazione prevista dall'art. 8 DL 400/1993 per l'utilizzazione senza titolo è automatica e non discrezionale.
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