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Cassazione Civile, Ordinanza n. 07778/2023 del 17/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

L'Amministrazione finanziaria ha notificato a una società bancaria una cartella di pagamento per Ires 2005, oltre accessori e sanzioni, a seguito di controllo automatizzato su dichiarazione dei redditi in cui era stata omessa la compilazione del quadro RN. L'Ufficio ha recuperato imposta relativa a redditi da controllata estera (CFC), applicando l'aliquota ordinaria del 33% anziché quella minima del 27%, ritenendo irrilevante il fatto che la controllante non avesse prodotto utili propri nell'anno. La società ha impugnato la cartella deducendo, da un lato, l'illegittimità del controllo automatizzato e la necessità di ordinario avviso di accertamento ex art. 42 d.P.R. n. 600/1973, dall'altro l'erroneità dell'aliquota applicata perché, essendo in perdita e quindi priva di aliquota media, avrebbe dovuto operare l'aliquota minima. In ricorso incidentale ha anche contestato l'irrogazione delle sanzioni, invocando buona fede e obiettiva incertezza normativa.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate, affermando che, in materia di CFC, quando il soggetto controllante residente è privo di imponibile proprio o di un'aliquota media calcolabile, i redditi esteri imputati per trasparenza sono assoggettati all'aliquota ordinaria vigente ratione temporis (33%), non potendosi applicare l'aliquota minima del 27%. Ha quindi cassato la decisione impugnata e, decidendo nel merito, ha rigettato l'originario ricorso della contribuente sul tributo. Ha invece respinto la censura della società relativa alla validità del controllo automatizzato, ritenendo che l'errore nell'indicazione dell'articolo applicato fosse materiale e che la procedura ex art. 36-bis fosse legittima anche in presenza di questioni interpretative, purché fosse stato instaurato il contraddittorio endoprocedimentale. Ha accolto solo la doglianza relativa alle sanzioni, annullando la cartella limitatamente a esse per l'obiettiva incertezza della normativa all'epoca e la conseguente non irrogabilità delle sanzioni. Le spese sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 167 d.P.R. n. 600/1973

    La disciplina CFC richiede, per l'applicazione dell'aliquota minima del 27%, la possibilità di calcolare un'aliquota media del contribuente; se il controllante è privo di imponibile proprio o di aliquota media, si applica l'aliquota ordinaria.

  • art. 36-bis d.P.R. n. 600/1973

    La procedura automatizzata è utilizzabile per il controllo cartolare della dichiarazione; la presenza di incertezze su aspetti rilevanti non ne esclude l'impiego, ma impone il contraddittorio prima dell'iscrizione a ruolo.

  • art. 36-ter d.P.R. n. 600/1973

    Richiamato dalla cartella, ma ritenuto un mero errore materiale nell'indicazione della norma applicata.

  • art. 42 d.P.R. n. 600/1973

    Invocato dalla contribuente per sostenere la necessità dell'avviso di accertamento ordinario, ma la Corte ha ritenuto corretta la procedura automatizzata ex art. 36-bis nel caso di specie.

  • art. 6 L. n. 212/2000

    In combinato con l'art. 36-bis, la Corte ha affermato che le incertezze dichiarative non impediscono il controllo automatizzato, purché vi sia contraddittorio preventivo.

  • art. 384, comma 2, c.p.c.

    La Corte ha deciso nel merito senza rinvio, ritenendo non necessari ulteriori accertamenti di fatto.

  • art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c.

    Base formale dei motivi di ricorso per violazione di legge dedotti da entrambe le parti.

  • art. 1, comma 1, L. n. 241/1990

    Richiamato dalla contribuente nel ricorso incidentale per sostenere l'illegittimità dell'azione amministrativa.

  • art. 97 Cost.

    Richiamato dalla contribuente nel ricorso incidentale, in relazione ai principi di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione.

  • art. 77 d.P.R. n. 917/1986

    Nel testo è richiamato come norma fiscale applicabile ratione temporis alla tassazione dei redditi CFC, che conduce all'applicazione dell'aliquota ordinaria.

Massime di principio

  • In materia di Controlled Foreign Companies, i redditi della controllata estera sono imputati per trasparenza al controllante residente e assoggettati all'aliquota interna ordinaria vigente, quando il controllante non disponga di un'aliquota media propria utilizzabile come parametro di confronto.
  • L'aliquota minima prevista dalla disciplina CFC opera solo come soglia della aliquota media del contribuente e non come aliquota sostitutiva da applicare in mancanza di redditi o di media calcolabile.
  • La procedura di controllo automatizzato sulla dichiarazione dei redditi è legittima anche quando la questione coinvolga profili interpretativi, purché il controllo resti cartolare e sia garantito il contraddittorio preventivo prima dell'iscrizione a ruolo.
  • Un errore materiale nell'indicazione della disposizione richiamata nell'atto impositivo non invalida l'atto se la motivazione complessiva consente di individuare con chiarezza la pretesa fiscale e la contribuente ha potuto difendersi.
  • Le sanzioni tributarie non sono irrogabili quando la violazione dipende da obiettiva incertezza della normativa applicabile, specie se l'interpretazione seguita dal contribuente trovava supporto nelle istruzioni amministrative dell'epoca.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioAccertamento
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

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