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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25422/2021 del 20/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (amministrazione finanziaria)

La controversia

Alcuni contribuenti avevano separatamente impugnato avvisi di accertamento e atti di contestazione di sanzioni relativi ai periodi d’imposta 2006 e 2008. L’Ufficio, sulla base di documentazione proveniente dalla c.d. "lista Falciani" trasmessa dall’amministrazione francese e riferita a rapporti presso la banca HSBC di Ginevra, aveva contestato la disponibilità di attività finanziarie estere, applicando la presunzione di redditività prevista dall’art. 4 d.l. n. 167/1990 e le sanzioni dell’art. 5 del medesimo decreto. La CTP aveva accolto i ricorsi ritenendo inutilizzabile la fonte probatoria perché acquisita illecitamente; la CTR aveva invece rigettato l’appello dell’Ufficio, ma non per inutilizzabilità in senso stretto, bensì perché la documentazione sarebbe stata solo un indizio non sufficiente, in mancanza di riscontri bancari ulteriori, e comunque non tale da provare la soggettività passiva dei contribuenti. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con tre motivi: 1) violazione degli artt. 2729 e 2697 c.c., sostenendo che la documentazione fosse idonea come indizio grave e che anche un solo indizio può fondare la prova presuntiva in materia tributaria; 2) omesso esame di fatti decisivi, perché la CTR non avrebbe valutato gli elementi specifici contenuti nella lista (importi, rendimento, qualità dell’investitore, rapporti tra intestatari); 3) violazione degli artt. 190 c.p.p. e 38, comma 3, d.P.R. n. 600/1973, assumendo che nel processo tributario non operi un generale principio di inutilizzabilità delle prove per le modalità di acquisizione, salvo specifiche previsioni di legge o violazione di diritti del contribuente.

La decisione

La Corte ha accolto il primo e il secondo motivo di ricorso, dichiarando assorbito il terzo. Ha cassato la sentenza impugnata e ha rinviato alla CTR della Lombardia, in diversa composizione, affinché valuti la portata indiziaria della documentazione prodotta dall’Ufficio e provveda anche sulle spese del giudizio di legittimità. La Corte ha affermato che la CTR non ha fatto corretta applicazione dei principi consolidati in materia di accertamento tributario basato su presunzioni e su elementi indiziari, perché ha escluso che la documentazione potesse fondare l’accertamento solo in ragione della sua origine, o perché non corroborata da ulteriori riscontri, mentre in materia tributaria può essere sufficiente anche un unico indizio preciso e grave, se idoneo secondo criteri di ragionevolezza e probabilità. Il terzo motivo è rimasto assorbito perché la sentenza impugnata aveva comunque deciso la controversia sul piano dell’insufficienza probatoria e non su una autonoma regola di inutilizzabilità.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia tributaria l’Amministrazione finanziaria può fondare l’accertamento anche su elementi meramente indiziari, purché non inutilizzabili per legge o per violazione di diritti del contribuente.
  • Ai fini della prova presuntiva ex art. 2729 c.c. non è necessario un concorso plurimo di indizi: anche un solo indizio può essere sufficiente se preciso, grave e logicamente idoneo a rendere probabile il fatto da provare.
  • La valutazione della prova indiziaria deve avvenire secondo criteri di ragionevolezza e probabilità, non di necessità assoluta.
  • Nel processo tributario non esiste un generale divieto di utilizzazione degli elementi acquisiti in sede amministrativa o investigativa, salvo che una specifica norma ne imponga l’inutilizzabilità o che l’acquisizione abbia violato un diritto del contribuente.
  • Quando la decisione di merito esclude la pretesa fiscale per insufficienza probatoria degli indizi, il giudice di legittimità può cassare la sentenza se la CTR non ha correttamente applicato il principio di sufficienza del singolo indizio grave e preciso.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioProveRicorso per cassazione
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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