Cassazione Civile, Ordinanza n. 29296/2022 del 07/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
L'ente previdenziale aveva chiesto il recupero di contributi dovuti in relazione all'iscrizione del resistente alla gestione separata. I giudici di merito avevano ritenuto prescritto il credito, individuando come dies a quo del termine prescrizionale la scadenza del termine per il versamento dei contributi. In cassazione l'ente ha denunciato violazione degli artt. 2935 e 2941, n. 8, c.c., in relazione alla disciplina della gestione separata e alle norme sul collegamento tra dichiarazione dei redditi e contribuzione, sostenendo che la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi avrebbe integrato una condotta dolosa di occultamento del debito contributivo, idonea a far operare la sospensione della prescrizione.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che il motivo si fondasse su una presunzione di occultamento doloso automaticamente desunta dall'omessa compilazione del Quadro RR, automatismo escluso dalla giurisprudenza di legittimità. L'accertamento dell'eventuale occultamento doloso del debito contributivo è valutazione di merito e può essere censurato in cassazione solo nei limiti del vizio motivazionale di cui all'art. 360, n. 5, c.p.c.; tale vizio non era stato ritualmente dedotto. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna dell'ente ricorrente alle spese e al versamento dell'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
È stato invocato per dedurre la violazione di norme di diritto, ma la censura è stata ritenuta inammissibile perché in realtà presupponeva una contestazione di merito sull'occultamento doloso.
Richiamato per sostenere la decorrenza della prescrizione dal momento in cui il diritto può essere fatto valere.
Richiamato per sostenere la sospensione della prescrizione in caso di occultamento doloso del debito.
art. 2, commi 26-31, L. n. 335 del 1995
Richiamato quale base normativa della gestione separata e degli obblighi contributivi correlati.
art. 18, comma 12, D.L. n. 98 del 2011, conv. in L. n. 111 del 2011
Richiamato nel quadro normativo relativo alla riscossione e al collegamento tra dichiarazione e contributi.
art. 1, D.Lgs. n. 462 del 1997
Richiamato nel sistema dei controlli automatizzati sulle dichiarazioni.
art. 10, comma 1, D.Lgs. n. 241 del 1997
Richiamato in relazione agli adempimenti dichiarativi e al versamento dei contributi.
art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.
La Corte afferma che l'eventuale accertamento dell'occultamento doloso è censurabile solo nei ristretti limiti del vizio motivazionale, non prospettato nel ricorso.
art. 13, comma 1-quater, D.P.R. n. 115 del 2002
La Corte dà atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
art. 1, comma 17, L. n. 228 del 2012
Norma che ha introdotto il meccanismo dell'ulteriore contributo unificato.
Massime di principio
- Non esiste un automatismo tra la mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione dei redditi e l'occultamento doloso del debito contributivo.
- Ai fini della sospensione della prescrizione per occultamento doloso del credito contributivo, occorre un accertamento in fatto rimesso al giudice di merito, non una mera presunzione legata a un'omissione dichiarativa.
- Quando la censura in cassazione contesta l'apprezzamento del giudice di merito sull'esistenza dell'occultamento doloso, essa è scrutinabile solo nei limiti del vizio motivazionale e non come semplice violazione di legge.
- La deduzione di violazione di norme sulla prescrizione non consente di trasformare in questione di diritto un accertamento fattuale circa la consapevole occultazione del debito.
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