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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10250/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Torino con vari motivi: Yasin contesta la qualifica di associazione per delinquere e l'applicazione dell'aggravante relativa all'immigrazione clandestina, nonché presunte violazioni di norme probatorie e di motivazione; Esmayel contesta che la sostanza fosse destinata alla cessione e non al consumo personale; Gemal e Abukadir deducono violazioni connesse all'applicazione dell'art. 599-bis c.p.p.; Warsame contesta la sussistenza dell'attività bancaria/finanziaria abusiva, il diniego della sospensione condizionale e la confisca della somma di euro 29.000. Alcuni ricorsi inoltre sollevano vizi di motivazione, travisamento della prova e inosservanza di norme di diritto processuale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di Mohamed Gemal e Osman Ali Abukadir perché proposti personalmente in violazione dell'art. 613 c.p.p.; ha dichiarato inammissibile il ricorso di Yasin per carenza di specificità dei motivi; ha dichiarato inammissibile il ricorso di Warsame per adesione all'accordo ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p. che preclude censure sui punti rinunciati; ha rigettato il ricorso di Esmayel sul merito ritenendo congrua la valutazione che la sostanza era destinata alla cessione a terzi. Tutti i ricorrenti inammissibili sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende; Esmayel è rigettato con condanna alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen.

    Disciplina il reato di associazione per delinquere; la Corte d'appello ha ritenuto sussistente una struttura anche minima organizzativa finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e la Cassazione ha richiesto motivazione specifica per contestare tale valutazione

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    Regola l'accordo sulle modalità e sulla determinazione della pena in appello; l'adesione all'accordo preclude la proponibilità in Cassazione di censure relative ai punti sui quali si è rinunciato, salvo illegittimità della pena

  • art. 613, comma 1, cod. proc. pen.

    Dopo la modifica normativa (L. 23/6/2017, n.103) non è ammessa la presentazione personale del ricorso per Cassazione dai condannati; i ricorsi personali sono dichiarati inammissibili

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sul possesso di sostanze stupefacenti per la cessione; la Corte ha distinto tra consumo personale e destinazione alla vendita in base a elementi fattuali (confezionamento, peso, prezzi, conversazioni intercettate)

  • art. 12 d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286

    Prevede reati connessi all'immigrazione clandestina; la Corte d'appello ha ritenuto applicabili aggravanti e circostanze connesse all'illecito favoreggiamento

  • artt. 3 e 4 L. 16 marzo 2006, n. 146

    Norme che aggravano i reati con finalità di discriminazione/odio o connessi a immigrazione; utilizzate per determinare aggravanti in relazione ai fatti di favoreggiamento

  • art. 81, comma secondo, e art. 110 cod. pen.

    Determinazione del concorso di reati e dell'applicazione delle pene per i reati commessi in concorso; richiamati per le condanne risultanti

  • art. 131-ter d.lgs. 1 settembre 1993, n. 385

    Riguarda le pene per l'esercizio abusivo di attività bancaria o finanziaria; Warsame contestava l'applicazione ma la Cassazione ha ritenuto inammissibile il motivo per rinuncia o carenza di specificità

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma sul valore probatorio della confessione e delle prove; evocata nei motivi di Yasin per contestare la valutazione probatoria, ma la Cassazione ha rilevato genericità delle censure

  • art. 240 cod. pen.

    Disciplina la responsabilità per il profitto del reato e la confisca; Warsame contestava la confisca dei 29.000 euro lamentando mancanza di prova che si trattasse di provento del reato

Massime di principio

  • I ricorsi per Cassazione devono indicare con specificità i vizi di diritto o di motivazione; censure generiche sono dichiarate inammissibili
  • Dopo la modifica normativa del 2017 (art. 613 c.p.p.) il ricorso personale del condannato è inammissibile: gli appelli devono essere proposti tramite difensore
  • L'adesione all'accordo di cui all'art. 599-bis c.p.p. (patteggiamento in appello) preclude la possibilità di impugnare in Cassazione i punti oggetto di rinuncia nell'accordo, salvo questioni di illegittimità della pena
  • Per distinguere consumo personale da destinazione alla cessione, il giudice valuta elementi concreti come confezionamento, peso, prezzi, conversazioni intercettate e riconoscimenti; tali elementi possono giustificare la qualificazione come spaccio
  • Per ottenere l'annullamento o la revisione delle valutazioni probatorie occorre dimostrare in modo puntuale e obiettivo l'errore o il travisamento dei fatti, non basta una critica generica
  • La confisca dei beni richiede prova che siano profitto o provento del reato; contestazioni vaghe sulla provenienza del denaro rischiano l'inammissibilità se non corredate da elementi probatori
  • Le aggravanti connesse all'immigrazione e ad attività organizzate sono valutate sulla base della struttura e della ripetizione delle condotte: è necessaria una motivazione circostanziata per affermarne la sussistenza o l'inesistenza

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