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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10486/2024 del 13/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Comune ha impugnato la sentenza d'appello che, pur dichiarando estinto per prescrizione il reato a carico di Longo Antonio, aveva confermato la condanna in solido di Longo e del Comune al risarcimento del danno. Il Comune ha contestato: 1) la qualificazione e la competenza sulla strada (sosteneva che il tratto era extraurbano provinciale trasferito all'ANAS, escludendo la responsabilità comunale); 2) la ricostruzione dinamica dell'incidente e l'omessa considerazione di un possibile concorso di colpa della vittima; 3) la mancata applicazione della normativa sui poteri del Sindaco e sui limiti della sua competenza per provvedimenti urgenti su strade di terzi; 4) l'omessa decisione sulla richiesta di consulenza tecnica (perizia) per dirimere il contrasto tra le consulenze; 5) istanza di sospensione dell'esecuzione della condanna alle provvisionali per gravi motivi finanziari del piccolo Comune.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato il ricorso inammissibile per tardività: la sentenza d'appello era stata depositata entro i 90 giorni, ma il termine per impugnare (45 giorni) è stato correttamente calcolato tenendo conto della sospensione estiva, con dies a quo utile dal 1° settembre 2023 e scadenza il 15 ottobre 2023; il ricorso è stato depositato il 18 ottobre 2023 e dunque è fuori termine. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato inammissibile, il ricorrente condannato alle spese processuali, al versamento di euro 1.000,00 alla Cassa delle ammende e alla rifusione delle spese delle parti civili (liquidate in complessivi euro 4.800,00 oltre accessori). È stata inoltre disposta la correzione di un errore materiale nel nome della persona offesa nella sentenza impugnata. Non è stata esaminata la questione di merito sulla responsabilità civile del Comune.

Norme richiamate

  • art. 589 c.p.

    Norma che disciplina l'omicidio colposo; richiamata in quanto il reato ascritto a Longo era di natura colposa con esito mortale. La sentenza d'appello ha dichiarato il procedimento estinto per prescrizione rispetto a tale fattispecie.

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della Strada) artt. 2,3,4,6,14,37,38

    Richiamati per definire la classificazione della strada, i requisiti del centro abitato, e le competenze di custodia/gestione della rete viaria; il Comune sosteneva che il tratto fosse extraurbano e trasferito all'ANAS, con conseguente esclusione della responsabilità comunale per la manutenzione.

  • art. 1227 c.c.

    Norma sul concorso di colpa della vittima nella liquidazione del danno (riduzione del risarcimento). Il Comune ha invocato la possibilità che la condotta della vittima abbia inciso sulla causalità e sull'entità del risarcimento.

  • art. 2051 c.c.

    Responsabilità per danno cagionato da cose in custodia; rilevante nella valutazione della responsabilità del custode della strada per le condizioni pericolose del manto stradale.

  • art. 50 e ss. d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267

    Norme sulle funzioni del Sindaco e competenze dell'ente locale; invocate per sostenere i limiti dei poteri comunali di intervento su strade di terzi e la impossibilità di adottare provvedimenti urgenti sulla strada gestita dall'ANAS.

  • art. 603 c.p.p.

    Norma procedurale in tema di mezzi di prova e istruttoria; richiamata dal Comune in relazione all'omessa decisione sulla richiesta di consulenza tecnica (perizia) a fronte di contrasti peritali.

  • art. 544, comma 3 c.p.p.

    Disciplina il termine di novanta giorni per il deposito della sentenza di appello; utilizzata per il calcolo dei termini processuali relativi all'impugnazione in Cassazione.

  • art. 585, comma 1, lett. c) e comma 2 c.p.p.

    Stabilisce il termine di 45 giorni per proporre ricorso per cassazione e le regole sulla decorrenza in caso di sospensione feriale; la Corte ha applicato queste norme per dichiarare la tardività del ricorso.

  • art. 172, comma 4 c.p.p.

    Norma sulla computazione dei termini processuali in relazione al periodo di sospensione estiva; impiegata per determinare il dies a quo dell'impugnazione (rilevanza del 31 agosto e successivo 1° settembre).

  • art. 612 c.p.p.

    Norma che disciplina la sospensione dell'esecuzione; richiamata nella richiesta del Comune di sospendere l'esecuzione della condanna alle provvisionali per motivi di grave danno economico.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000

    Richiamata in tema di condanna alla Cassa delle ammende per ricorso inammissibile; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi per escludere la colpa del ricorrente nella determinazione della cause di inammissibilità.

Massime di principio

  • I termini per proporre ricorso in Cassazione sono perentori: il calcolo deve tener conto del deposito della sentenza e della sospensione estiva; un deposito oltre il termine comporta l'inammissibilità e conseguenti condanne alle spese.
  • La dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione non impedisce la prosecuzione dell'azione civile: la responsabilità civile può essere confermata anche se il procedimento penale è estinto.
  • La contestazione della responsabilità del custode della strada (Comune vs ANAS) richiede documentazione chiara sulla titolarità, gestione e trasferimento delle competenze sulla tratta stradale; l'onere probatorio grava su chi deduce l'esonero.
  • Il concorso di colpa della vittima, quando plausibile, deve essere valutato e può ridurre il risarcimento (art. 1227 c.c.); i giudici devono motivare l'apprezzamento delle perizie tecniche e l'eventuale esclusione del concorso di colpa.
  • La richiesta di consulenza tecnica (perizia) deve essere tempestiva e fondata sul contrasto probatorio: l'omessa nomina o decisione sulla perizia può essere dedotta in impugnazione, ma rischia di non essere esaminata se il gravame è inammissibile per altre ragioni procedurali.
  • Le istanze di sospensione dell'esecuzione di provvisionali per gravi ragioni finanziarie dell'ente sono valutate restrittivamente; il semplice stato di difficoltà finanziaria non garantisce automaticamente la sospensione.

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