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Sentenza

Sentenza del 03/08/2016 n. 16195 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava cartelle di pagamento relative a IVA, IRPEF, IRAP e ritenute non versate per gli anni d'imposta 2002, 2003 e 2004. La società sosteneva che le istanze di condono presentate ai sensi dell'art. 9-bis della legge n. 289 del 2002 fossero efficaci anche dopo il pagamento della sola prima rata. L'Agenzia delle Entrate contestava tale interpretazione, sostenendo che il condono previsto dall'art. 9-bis fosse subordinato all'integrale pagamento delle somme dovute. L'Agenzia deduceva inoltre l'omessa considerazione di un giudicato esterno relativo ad altre annualità, mentre la Curatela contestava, tra l'altro, la duplicazione di una cartella IRAP, il calcolo degli interessi e la debenza delle somme iscritte a ruolo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il terzo motivo del ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che il condono ex art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, avente natura clemenziale, produce effetti solo in caso di integrale pagamento dell'importo dovuto; il pagamento della sola prima rata non è sufficiente. Ha rigettato i primi due motivi dell'Agenzia, ritenendo non adeguatamente prodotti i provvedimenti invocati e comunque non configurabile un giudicato esterno, poiché riferito ad annualità e tributi diversi. Ha inoltre rigettato il ricorso incidentale della Curatela, in parte per errata qualificazione del vizio e in parte per difetto di autosufficienza. La sentenza d'appello è stata cassata e la Corte ha deciso nel merito, rigettando integralmente il ricorso originario della contribuente. Le spese dei gradi di merito sono state compensate, mentre la Curatela è stata condannata a pagare le spese del giudizio di Cassazione, liquidate in 20.000 euro oltre alle spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • Legge n. 289 del 2002, art. 9-bis

    Il condono è condizionato dall'integrale pagamento di quanto dovuto.

    La norma introduce un condono di natura clemenziale, destinato a ridurre o eliminare sanzioni e a consentire modalità agevolate di pagamento, senza modificare l'ammontare dell'obbligazione tributaria. L'efficacia della definizione è subordinata al pagamento integrale, anche quando il pagamento è effettuato a rate.

  • Codice civile, art. 2909

    Disciplina l'efficacia del giudicato, che opera entro i limiti oggettivi e soggettivi della decisione irrevocabile e non si estende automaticamente a diverse annualità d'imposta o a differenti istanze di condono.

  • Codice di procedura civile, artt. 324 e 366, n. 6

    Il giudicato deve essere specificamente indicato e documentato nel ricorso per Cassazione; non è sufficiente richiamare genericamente sentenze o depositare i fascicoli senza precisarne il contenuto rilevante.

  • Codice di procedura civile, art. 369, n. 4

    Gli atti e i documenti sui quali il ricorso si fonda devono essere prodotti secondo le modalità richieste, altrimenti la censura può essere dichiarata inammissibile.

  • Codice di procedura civile, art. 384, comma 2

    Quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di Cassazione può cassare la sentenza e decidere direttamente la causa nel merito.

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 36-bis

    Riguarda il controllo automatizzato delle dichiarazioni e l'iscrizione a ruolo delle somme dovute; nel caso concreto le questioni relative a tale disposizione sono rimaste assorbite, poiché è stata esclusa l'efficacia del condono.

  • D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 62

    Disciplina il ricorso per Cassazione nelle controversie tributarie e consente di far valere i vizi della sentenza d'appello nei limiti e con le forme previste dal giudizio di legittimità.

  • Codice di procedura civile, art. 112

    Impone al giudice di pronunciarsi sulle domande e sulle eccezioni ritualmente proposte; tuttavia, la censura per omessa pronuncia deve essere specificamente documentata e rispettare il principio di autosufficienza.

Massime di principio

  • Per il condono ex art. 9-bis della legge n. 289 del 2002, il pagamento della sola prima rata non perfeziona la definizione: è necessario pagare integralmente tutte le somme dovute, comprese le rate successive.
  • Non si devono confondere i condoni premiali, che possono incidere sull'accertamento o sulla determinazione del tributo, con i condoni clemenziali, che agevolano principalmente il pagamento o le sanzioni ma richiedono il pagamento integrale dell'importo definito.
  • L'efficacia di una decisione relativa a un'istanza di condono non si estende automaticamente ad altre annualità d'imposta: ogni istanza deve essere valutata autonomamente.
  • Chi invoca un giudicato esterno in Cassazione deve indicare con precisione la sentenza, il suo contenuto, la sua definitività e la sua rilevanza, producendo adeguatamente il documento; il semplice richiamo o deposito generico dei fascicoli non è sufficiente.
  • La denuncia di omessa pronuncia richiede la trascrizione o l'indicazione puntuale del motivo di appello ignorato dal giudice; in mancanza, il motivo può essere dichiarato inammissibile per difetto di autosufficienza.
  • Quando viene meno l'efficacia del condono per mancato pagamento integrale, l'amministrazione può procedere al recupero del debito tributario secondo le regole ordinarie, con le conseguenze previste per sanzioni e interessi.

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