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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 7980/2022 del 11/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Imposizione ICI per l'anno 2008 su diversi immobili della Congregazione; il Comune ha negato l'esenzione prevista dall'art. 7 d.lgs. n. 504/1992 ritenendo gli immobili adibiti ad alloggi per i religiosi e non destinati ad attività di culto. Questione processuale secondaria: validità dell'avviso di accertamento per mancata sottoscrizione autografa del responsabile (art. 1, co. 87, L. 549/1995 e problematiche di provenienza dell'atto).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato le censure relative al vizio di sottoscrizione (primo e secondo motivo) e ha invece accolto i terzo, quarto e quinto motivi, ritenendo che la CTR non abbia valutato adeguatamente in concreto il corredo probatorio circa la destinazione e l'effettivo svolgimento di attività di religione/culto o attività assimilate negli immobili contestati. Ha cassato la sentenza impugnata e rinviato la causa al giudice di merito per nuovo esame (con demandata la liquidazione delle spese). Le restanti censure sono state dichiarate assorbite.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 504/1992, art. 7

    Disciplina l'esenzione ICI per immobili destinati ad attività di religione, culto e attività assimilate; l'esenzione presuppone una valutazione concreta dell'effettivo svolgimento dell'attività non commerciale nell'immobile.

  • legge 28 dicembre 1995, n. 549, art. 1, comma 87

    la firma autografa prevista dalle norme che disciplinano i tributi regionali e locali sugli atti di liquidazione e accertamento è sostituita dall'indicazione a stampa del nominativo del soggetto responsabile, nel caso in cui gli atti medesimi siano prodotti da sistemi informativi automatizzati

    La sostituzione della firma autografa con l'indicazione a stampa è norma speciale tuttora efficace; la mancata firma autografa non invalida automaticamente l'atto se la provenienza dall'ufficio responsabile è dimostrata.

  • codice civile, art. 2697

    Stabilisce l'onere della prova: incombe sul soggetto che deduce fatti per provare la sussistenza dei requisiti esentativi; occorre valutazione concreta delle prove offerte.

  • d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 87

    Richiamato per definire il requisito soggettivo dell'esenzione (enti che non hanno come oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali).

  • codice di procedura civile, art. 112

    Obbligo del giudice di pronunciare su tutte le questioni dedotte; l'omessa valutazione di profili essenziali può giustificare la cassazione e il rinvio.

  • d.lgs. n. 546/1992, art. 36, n. 4

    Norma processuale tributaria richiamata nelle doglianze sui vizi di motivazione e altri profili di legittimità del provvedimento impugnato.

Massime di principio

  • La mancanza della firma autografa sull'avviso di accertamento non comporta automaticamente l'invalidità dell'atto: è rilevante che l'atto provenga in modo comprovabile dall'ufficio competente e che vi siano elementi che ne individuino la provenienza e la responsabilità.
  • La mera destinazione catastale o la qualificazione degli immobili come 'alloggi' non esaurisce la verifica sull'esenzione: il giudice deve accertare in concreto l'effettivo svolgimento, nella specifica annualità, di attività di religione, culto, assistenziali o recettive non svolte con modalità commerciali.
  • L'onere della prova circa il requisito oggettivo dell'esenzione grava sulla parte che ne deduce la sussistenza (il contribuente): occorre produrre e far valutare elementi probatori concreti (non solo allegazioni o visure catastali).
  • Se il giudice di merito non compie una valutazione motivata e puntuale del corredo probatorio relativo alla destinazione e all'uso concreto degli immobili, la sentenza può essere cassata e la causa rimessa al giudice di rinvio per nuovo esame.
  • La delega della firma e l'apposizione del nome a stampa sono istituti praticabili nell'amministrazione: contestazioni formali sulla legittimazione della sottoscrizione richiedono prova dell'effettivo difetto di competenza o provenienza dell'atto.
  • In sede di ricorso per cassazione è necessario fornire elementi autosufficienti che consentano alla Corte di verificare le censure senza accedere agli atti: l'assenza di ricostruzione processuale sufficientemente autosufficiente può determinare l'inammissibilità di alcune doglianze.
  • La qualificazione di immobili come 'pertinenze' o la loro collocazione nelle adiacenze della sede principale possono rilevare ai fini dell'esenzione, ma vanno valutate unitamente all'effettivo utilizzo e alle caratteristiche dell'attività svolta (formativa, ricettiva, assistenziale, religiosa) e alla concreta esclusività di tale destinazione.

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