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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 7928/2022 del 11/03/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente contestava l'accertamento fiscale che aveva valorizzato l'area come "edificabile" ai fini della determinazione della base imponibile (ICI/IMU). Sosteneva l'inutilizzabilità di motivazioni postume fornite dall'amministrazione solo in sede di merito e lamentava omessa pronuncia del giudice d'appello su vari motivi, nonché violazione dell'art.112 c.p.c.; inoltre deduceva che l'area non avrebbe dovuto essere considerata edificabile in mancanza di strumenti urbanistici attuativi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato il principio consolidato secondo cui, ai fini della determinazione del valore venale dell'area, l'edificabilità si desume dalla qualificazione attribuita nello strumento urbanistico generale (piano regolatore generale/PUC), indipendentemente dalla esistenza di piani attuativi o particolari. Ha inoltre dichiarato inammissibili varie censure per difetto del principio di autosufficienza del ricorso (mancata trascrizione/produzione degli atti e dei passi rilevanti), ritenendo che non fosse dato esaminare vizi non adeguatamente documentati. Pertanto il ricorso è stato respinto; non essendosi costituito il Comune non si è provveduto sulle spese. La sentenza rileva inoltre l'applicabilità dell'art.23 L.R. Campania n.16/2004 (PUC) al caso concreto e richiama l'orientamento secondo cui l'inizio del procedimento di trasformazione urbanistica fa aumentare il valore venale, con effetti periodici sulla tassazione ma non necessariamente con diritto a rimborsi per anni pregressi.

Norme richiamate

  • art. 36, co. 2, d.l. 223/2006 (conv. dalla legge n. 248/2006)

    Richiamato come norma interpretativa che consente di desumere l'edificabilità dall'adozione dello strumento urbanistico generale ai fini ICI/IMU; contribuisce all'orientamento secondo cui non è necessaria l'approvazione regionale o strumenti attuativi

  • art. 11-quaterdecies, comma 16, d.l. 30/9/2005 n.203 (conv. con modificazioni dalla legge 2/12/2005 n.248)

    Richiamato insieme all'art.36 d.l.223/06 per l'interpretazione autentica dell'art.2 d.lgs. n.504/1992 in tema di edificabilità ai fini fiscali

  • art. 2, comma 1, lettera b), d.lgs. 30/12/1992 n.504

    Norma sostanziale sul criterio di determinazione della base imponibile (valore venale) la cui interpretazione autentica è stata richiamata per stabilire che l'edificabilità si rileva dal piano generale

  • Sez. Unite Cass. n. 25506/2006

    "L'inizio del procedimento di trasformazione urbanistica è infatti sufficiente a far lievitare il valore venale dell'immobile, ... senza che ciò comporti il diritto al rimborso per gli anni pregressi..."

    Principio per cui l'avvio del procedimento urbanistico incrementa il valore venale dell'area con effetti sulla tassazione periodica, senza automatica spettanza di rimborsi per anni precedenti

  • Cass. 5 novembre 2018, n. 28175; Cass. 27 gennaio 2017, n. 2109; Cass. 19 ottobre 2016, n. 21156; Cass. 21 maggio 2014, n. 11182

    Giurisprudenza di legittimità consolidata che conferma l'orientamento secondo cui l'edificabilità ai fini del valore venale si desume dal piano regolatore generale anche in assenza di strumenti attuativi

  • art. 23 L.R. Campania n.16/2004 (PUC)

    "Il piano urbanistico comunale - Puc - è lo strumento urbanistico generale del Comune e disciplina la tutela ambientale, le trasformazioni urbanistiche ed edilizie dell'intero territorio comunale, anche mediante disposizioni a contenuto conformativo del diritto di proprietà..."

    Il PUC è lo strumento generale che può individuare e attribuire natura edificabile alle aree; la sua approvazione costituisce titolo per desumere l'edificabilità ai fini fiscali

  • art. 112 c.p.c.

    Richiamato in relazione al principio dell'omessa pronuncia del giudice su deduzioni di parte; la Corte ha ritenuto inammissibili alcune doglianze per difetto di autosufficienza del ricorso

  • Cass. n. 28072/2021

    Richiamata per il principio secondo cui il ricorso per cassazione deve essere autosufficiente: se non riporta integralmente i motivi o non trascrive/alleghi gli atti contestati, la Corte non può esaminare le doglianze

  • art. 59, comma primo, lettera f), d.lgs. 15 dicembre 1997, n.446

    Citato come possibile (ma non automatico) fondamento per il riconoscimento di rimborsi da parte del Comune in ipotesi di variazioni del prelievo per oscillazioni del valore venale

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n.115/2002

    Richiamato in ordine all'obbligo, in caso di rigetto del ricorso, del versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto

Massime di principio

  • Se uno strumento urbanistico generale (piano regolatore, PUC) qualifica un'area come edificabile, questa qualificazione è sufficiente per considerarne l'edificabilità ai fini della determinazione del valore venale e della base imponibile, anche in assenza di strumenti attuativi
  • L'avvio del procedimento di trasformazione urbanistica può incrementare il valore venale dell'immobile; tale incremento incide sulla tassazione nel periodo d'imposta ma non dà automaticamente diritto a rimborsi per anni precedenti
  • In materia processuale, i motivi di gravame e gli atti rilevanti devono essere integralmente riportati o allegati nel ricorso per cassazione (principio di autosufficienza): la mancata produzione provoca inammissibilità delle censure
  • Le censure sulla motivazione postuma dell'atto impositivo devono essere adeguatamente documentate fin dalle fasi processuali; le deduzioni nuove o non correttamente riportate non possono essere esaminate in cassazione
  • Il Comune, se lo ritiene, può riconoscere rimborsi o variazioni di prelievo ai sensi delle norme vigenti, ma non vi è un obbligo automatico di rimborso per periodi precedenti in caso di variazioni del valore venale

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