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Cassazione Civile, Ordinanza n. 04636/2023 del 14/02/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (contribuente)

La controversia

Una società, dopo aver definito con adesione ai sensi dell'art. 5-bis del d.lgs. n. 218/1997 un precedente PVC relativo al medesimo periodo d'imposta, riceveva un successivo avviso di accertamento per l'anno 2006 con recupero di maggiore IRES e irrogazione di sanzioni. La contribuente contestava che l'Ufficio, a seguito della definizione dell'accertamento parziale, potesse riaprire la pretesa impositiva senza la sopravvenienza di nuovi elementi, limitandosi a una mera rivalutazione di fatti già noti, in violazione dei principi di imparzialità, buon andamento, collaborazione e buona fede e del legittimo affidamento. Con i motivi successivi deduceva inoltre l'erronea negazione della deducibilità dell'accantonamento per trattamento di fine mandato degli amministratori, la violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato per l'estensione della motivazione a profili ulteriori rispetto alla qualificazione fiscale dell'accantonamento, e l'omesso esame delle dedotte ragioni economiche extra-fiscali dell'operazione concernente una partecipazione sociale.

La decisione

La Corte ha accolto il primo motivo di ricorso, ritenendo che la sentenza di merito avesse ritenuto legittimo il successivo avviso di accertamento solo in ragione della natura parziale del precedente PVC e della sua definizione con adesione, senza verificare in concreto se l'ulteriore pretesa si fondasse su elementi nuovi o, invece, su una semplice riconsiderazione di dati già noti, con possibile lesione del legittimo affidamento e del principio di buona fede nei rapporti tra fisco e contribuente. I restanti motivi sono stati dichiarati assorbiti. La sentenza della CTR è stata quindi cassata con rinvio a diverso giudice di merito, affinché rivaluti la legittimità dell'avviso impugnato alla luce dei principi indicati.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In caso di accertamento parziale definito con adesione, l'amministrazione può emettere un successivo avviso per il medesimo periodo d'imposta solo se la nuova pretesa si fonda su elementi diversi o sopravvenuti, non già su una mera rivalutazione di fatti già noti e non contestati.
  • La legittimità del successivo accertamento non può essere affermata in astratto solo perché il precedente PVC era parziale: il giudice deve verificare in concreto se la seconda pretesa incida su un ambito già definito e se abbia leso il legittimo affidamento del contribuente.
  • Il principio di buona fede e collaborazione nei rapporti tributari opera come limite sostanziale all'azione accertatrice, imponendo una valutazione concreta dell'affidamento ingenerato dalla precedente definizione e non essendo riconducibile a schemi puramente formali di validità dell'atto.
  • L'accertamento parziale e l'accertamento integrativo sono istituti diversi: il primo non impedisce ulteriori controlli, ma questi non possono basarsi su fatti già integralmente emersi e non contestati, altrimenti si compromette il diritto di difesa unitaria del contribuente.
  • Se viene accolto il motivo che investe la legittimità complessiva dell'avviso di accertamento, gli ulteriori motivi relativi alla qualificazione delle singole riprese restano assorbiti.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
IstitutiBuona fede e correttezzaTutela del legittimo affidamentoOnere della prova

Testo integrale

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