Cassazione Civile, Sentenza n. 39596/2021 del 13/12/2021
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla proprietà del complesso monumentale "Palazzo Palagonia": l'ARNAS sosteneva che l'immobile fosse ricompreso nella dotazione patrimoniale attribuita alle Aziende ospedaliere in attuazione del d.lgs. 502/1992 e degli atti regionali; il Comune contestava la legittimità della retrocessione sostenendo che il palazzo all'epoca era destinato ad usi non sanitari e chiedeva in via riconvenzionale l'accertamento dell'usucapione ventennale e, in subordine, il rimborso delle spese di restauro sostenute (circa € 3.615.198,29).
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune confermando la decisione della Corte d'appello e del Tribunale: ha ritenuto applicabile l'art. 5 del d.lgs. 502/1992 ai beni provenienti dai soppressi enti ospedalieri transitati nel patrimonio comunale con vincolo di destinazione e ha condiviso l'interpretazione secondo cui il criterio dell'utilizzo, previsto da atti regionali (Decreto Assessore 28/4/1995), distingue solo quale ente (Azienda ospedaliera o ASL) debba ricevere il bene e non esclude il bene dalla retrocessione; ha escluso l'usucapione per il vincolo di destinazione ex L. 833/1978 e ha respinto la domanda di rimborso (anche perché i lavori erano stati eseguiti mentre il Comune era formalmente titolare/disponibile dell'immobile e perché il d.lgs. 502/1992 non prevede rimborso per tali spese). Il Comune è stato condannato alle spese di lite.
Norme richiamate
Nel rispetto della normativa regionale vigente, il patrimonio delle unita' sanitarie locali e delle aziende ospedaliere e' costituito da tutti i beni mobili ed immobili ad esse appartenenti, ivi compresi quelli da trasferire o trasferiti loro dallo Stato o da altri enti pubblici, in virtu' di leggi o di provvedimenti amministrativi, nonche' da tutti i beni comunque acquisiti nell'esercizio della propria attivita' o a seguito di atti di liberalita'.
La norma riguarda, senza distinzione, tutti i beni appartenuti ai soppressi enti ospedalieri e transitati nel patrimonio dei Comuni con vincolo di destinazione: costituisce la base normativa della "retrocessione" dei beni alle Aziende ospedaliere/Aziende sanitarie locali e non prevede un meccanismo generale di rimborso per le spese sostenute dal Comune
Legge 30/12/1978 n. 833 (L. 833/1978), artt. 39, 40, 65, 66
Ha disposto il trasferimento di beni al patrimonio comunale con vincolo di destinazione alle U.S.L.; i beni soggetti a tale vincolo non sono acquisibili per usucapione salvo rimozione formale del vincolo tramite le procedure previste dalla legge
Legge Regione Sicilia n. 30/1993, art. 55
Ha delegato all'Assessore regionale e al Presidente della Regione l'adozione dei criteri e delle disposizioni per individuare e trasferire i beni: interpretata come coerente con l'art. 5 del d.lgs. 502/1992 e non idonea a escludere beni dalla retrocessione in assenza di previsione normativa esplicita
Decreto dell'Assessore Regionale alla Sanità 28/4/1995
Ha fissato il criterio dell'utilizzo come criterio operativo per stabilire a quale soggetto trasferire il bene (Azienda ospedaliera o ASL); secondo la Corte questo criterio serve a distinguere l'ente destinatario e non ad escludere il bene dalla retrocessione generale
Decreto del Presidente della Regione Sicilia 18/12/1998 e altri decreti regionali (es. D.P.R. n.38/2011, D.P.R. 16/5/1996 cit.)
Atti amministrativi richiamati nella controversia per la descrizione della dotazione patrimoniale; la loro disapplicazione richiesta dal Comune è stata ritenuta infondata dalla giurisprudenza di merito confermata in cassazione
Codice Civile, artt. 1140, 1141, 1147, 1150, 1158, 2041
Norme richiamate dal Comune a fondamento delle domande di rimborso e di usucapione; la Corte ha ritenuto che l'usucapione non può realizzarsi per i beni vincolati e ha escluso il rimborso perché le opere sono state eseguite mentre il Comune era formalmente titolare/disponibile dell'immobile e manca titolo per l'azione di arricchimento
Cod. proc. civ., art. 360, comma 1 (motivi di cassazione)
Norma processuale citata per inquadrare i motivi di ricorso in cassazione (violazione di legge e vizio di motivazione); la Corte ha ritenuto infondate le doglianze principali sul punto
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater
Norma relativa al contributo unificato per le impugnazioni: la Corte dichiara la sussistenza dei presupposti per l'eventuale versamento da parte del ricorrente
Massime di principio
- I beni trasferiti ai Comuni con vincolo di destinazione in applicazione della L. 833/1978 restano sottoposti a vincolo e non sono acquisibili per usucapione finché il vincolo non venga formalmente rimosso con le procedure previste dalla legge.
- L'art. 5 del d.lgs. 502/1992, nelle sue linee generali, può comportare la retrocessione ai nuovi enti (Aziende ospedaliere/Aziende sanitarie locali) di tutti i beni riconducibili ai soppressi enti ospedalieri transitati al patrimonio comunale con vincolo di destinazione, salvo diversa e chiara previsione normativa regionale.
- I criteri regionali che individuano il "criterio dell'utilizzo" hanno funzione operativa: servono a determinare a quale soggetto (Azienda ospedaliera o ASL) attribuire il bene, non ad escludere automaticamente il bene dalla retrocessione generale ove manchi una norma esplicita in tal senso.
- Spese per restauri e lavori eseguiti dal Comune mentre era formalmente titolare/disponibile dell'immobile non danno di per sé diritto a rimborso salvo provarsi l'assenza di titolo giuridico del soggetto che ha beneficiato delle opere e l'esistenza di un titolo che impone il rimborso; la norma che ha determinato la retrocessione potrebbe escludere espressamente il rimborso.
- Quando la controversia verte su titolo di proprietà derivante da norme di legge che hanno operato trasferimenti patrimoniali, la giurisdizione e la competenza vanno valutate in base alla natura della domanda (di diritto privato sulla proprietà e usucapione la competenza ordinaria), mentre eventuali censure sulla legittimità di atti amministrativi devono essere tempestivamente esperite in sede amministrativa ove richiesto dalla disciplina.
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