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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 39521/2021 del 13/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

4M s.p.a. aveva chiesto la restituzione dell'imposta sostitutiva (19%) versata in occasione della rivalutazione di un marchio, ritenuta poi non dovuta per l'assenza del requisito dell'iscrizione in bilancio al 31/12/2000. L'Agenzia rifiutò il rimborso eccependo la decadenza ex art. 38 DPR 602/1973 (48 mesi dal versamento). In primo grado il rifiuto fu confermato; in appello la CTR accolse 4M ritenendo che il dies a quo della decadenza fosse successivo (dopo l'incontro conciliativo) e che sussistesse il legittimo affidamento della società. L'Agenzia ricorse in Cassazione denunciando la violazione dell'art. 38 e contestando l'operare del principio dell'affidamento e l'effetto del presunto "riconoscimento" dell'Ufficio. 4M proponeva, in via subordinata, ricorso incidentale per omessa pronuncia su questioni alternative (applicabilità dell'art. 2033 c.c. e diverso dies a quo).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia e rigettato il ricorso incidentale di 4M. Ha ritenuto applicabile alla fattispecie il regime speciale dei rimborsi previsto dall'art. 38 del DPR 602/1973 (richiamato dal comma 10 dell'art. 3 legge 448/2001) e ha stabilito che, in caso di pagamento ab origine non dovuto, il diritto al rimborso nasce dal momento del versamento: quindi il dies a quo della decadenza è la data del versamento. La CTR ha errato nel fissare il dies a quo al momento successivo all'incontro conciliativo e nel ritenere sussistente un legittimo affidamento derivante dal mero "riconoscimento" di un credito d'imposta nei verbali amministrativi. Per tali ragioni la sentenza impugnata è cassata e la causa è decisa nel merito: rigetto del ricorso di 4M e dichiarazione di decadenza della richiesta di rimborso (istanza del 11/04/2008 è oltre i 48 mesi dai versamenti del 2002/2003). Condanna di 4M al pagamento in favore dell'Agenzia delle entrate delle spese di legittimità (liquidate in € 5.000,00) e compensazione delle spese dei giudizi di merito.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 10, legge 28 dicembre 2001, n. 448

    Il comma rinvia per riscossione, rimborsi e contenzioso alle disposizioni previste per le imposte sui redditi; la Corte ne trae la conseguenza che per il rimborso dell'imposta sostitutiva si applica la disciplina speciale dei rimborsi (art. 38 DPR 602/1973).

  • art. 38, d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602

    "termine decadenziale di quarantotto mesi dalla data del versamento"

    Disciplina il rimborso dei versamenti diretti (errori, duplicazioni, inesistenza dell'obbligo). La Corte interpreta che, per un pagamento ab origine non dovuto, il diritto al rimborso nasce al momento del versamento e quindi il dies a quo della decadenza decorre dalla data del versamento.

  • art. 2033 cod. civ.

    Norma sull'indebito oggettivo del diritto comune (prescrizione decennale). La Corte esclude la sua applicabilità quando il legislatore tributario ha previsto un regime specifico di decadenza per i rimborsi (come art. 38 DPR 602/1973).

  • art. 21, comma 2, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546

    Si applica quando il diritto alla restituzione sia sorto successivamente al pagamento; la Corte esclude la sua applicabilità nel caso di pagamento non dovuto fin dall'origine.

  • art. 10, legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto del contribuente)

    Stabilisce il principio della tutela del legittimo affidamento. La Corte chiarisce che l'affidamento tutelabile richiede un'attività amministrativa chiara, coerente e non contraddittoria che crei un'aspettativa fondata; un mero riconoscimento di un credito d'imposta nei verbali non è sufficiente a far sorgere un affidamento che impedisca la decadenza.

  • art. 2935 cod. civ.

    Principio generale secondo cui il diritto si esercita finché non è prescritta la facoltà; la Corte lo richiama per affermare che il diritto al rimborso poteva essere fatto valere sin dal versamento.

  • art. 2966 cod. civ.

    Norma sull'effetto del riconoscimento ai fini della decadenza; la Corte osserva che essa opera solo per diritti disponibili e non si applica ai diritti del fisco nei confronti del contribuente.

  • art. 384, secondo comma, cod. proc. civ.

    Consente alla Corte di cassazione, se non necessari ulteriori accertamenti di fatto, di decidere la causa nel merito; qui impiegato per decidere il rigetto del ricorso di 4M dopo la cassazione.

  • art. 327, primo comma, cod. proc. civ.

    Riferito al termine annuale per proporre ricorso per cassazione; la Corte ha verificato la tempestività del ricorso dell'Agenzia considerando anche la sospensione feriale.

  • art. 91, primo comma, cod. proc. civ.

    Norma sulle spese di giudizio che la Corte applica per condannare la parte soccombente al pagamento delle spese di legittimità.

Massime di principio

  • Quando il legislatore tributario prevede un regime speciale per i rimborsi (es. art. 38 DPR 602/1973 richiamato da legge speciale), questo prevale sulla disciplina civile dell'indebito (art. 2033 c.c.); non si applica la prescrizione decennale dell'indebito comune.
  • Per pagamenti tributari "ab origine" non dovuti, il diritto al rimborso nasce dal momento del versamento: il dies a quo della decadenza prevista dalla norma tributaria decorre dalla data del versamento.
  • Il mero 'riconoscimento' da parte dell'amministrazione di un credito d'imposta nei verbali amministrativi non equivale a un impegno automatico di rimborso né costituisce, di per sé, un'attività amministrativa idonea a fondare un legittimo affidamento tutelabile ai sensi dello Statuto del contribuente.
  • Il principio del legittimo affidamento richiede atti amministrativi chiari, coerenti e non contraddittori che inducano un'aspettativa fondata nel contribuente; dichiarazioni interlocutorie o limitate non bastano a sospendere o impedire la decorrenza dei termini decadenziali.
  • In caso di rimborsi tributari soggetti a termini decadenziali specifici, è essenziale calcolare i termini a partire da ciascun pagamento (se plurimo) e presentare l'istanza di rimborso entro il termine previsto dalla norma speciale.

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