Cassazione Civile, Sentenza n. 21598/2025 del 27/07/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione di un avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA relativo al 2013 basato sull'omessa registrazione e contabilizzazione di fatture emesse da fornitori ungheresi. La ricorrente contestava la mancata produzione in giudizio delle fatture e di altra documentazione richiamata nel processo verbale di constatazione e nelle motivazioni dell'Ufficio, il riconoscimento probatorio di copie di fatture non prodotte e disconosciute, l'erroneità del ricarico del 100% applicato dall'Amministrazione e la mancata considerazione dei costi; deduceva inoltre un presunto giudicato penale favorevole ad un soggetto collegato
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto inammissibili o infondati i vari motivi di censura, osservando che la CTR si era fondata non soltanto sulle fatture contestate ma anche su documentazione ufficiale proveniente da autorità straniere (Ungheria e Slovenia) che, per la loro coerenza, superavano la mera valenza indiziaria; ha escluso l'effetto vincolante del giudicato penale richiamato poiché riferito a soggetto e società diversi; ha confermato che, in un accertamento analitico-induttivo, grava sul contribuente l'onere di provare l'esistenza dei costi dedotti e che non è assolvibile tale onere mediante percentuali forfettarie (salvo casi particolari di accertamento bancario). La ricorrente è stata condannata alle spese di lite e destinataria delle conseguenze previste dall'art.13 d.P.R. 115/2002 e dalla legge n.228/2012 relative al contributo unificato
Norme richiamate
art. 360 cod. proc. civ. (motivi di ricorso per cassazione)
La Corte ha valutato l'ammissibilità e il merito dei motivi ex art.360, ritenendo molte censure inammissibili perché attaccavano il convincimento di fatto del giudice di merito o non coglievano la ratio decidendi
artt. 115 e 116 cod. proc. civ. (onere della prova e valutazione della prova)
Richiamati in relazione alla valutazione delle prove documentali: il giudice di merito può basare la decisione su documentazione ritenuta attendibile anche se non tutte le copie sono state prodotte dalla parte, quando l'Amministrazione ha acquisito documenti ufficiali da autorità estere
La Corte ha rilevato che il semplice disconoscimento stragiudiziale di timbri e firme non è sufficiente, se l'insieme probatorio fornito dall'Ufficio (anche tramite documentazione estera) è coerente e supera la mera indizialità
art. 53 d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 (decreto IVA), presunzione di cessione
La presunzione prevista dall'art.53 può trovare fondamento quando l'Ufficio produce documentazione idonea a ricostruire la disponibilità di beni; documenti ufficiali di autorità straniere possono rafforzare l'impianto probatorio
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36, comma 2, n. 4
Richiamato in relazione ai requisiti della motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione della CTR logica e comprensibile, escludendo vizio di motivazione apparente o contraddittoria
d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 32 (accertamenti bancari)
Richiamato per distinzione: la Corte ha precisato che il riconoscimento forfettario dei costi disposto dalla giurisprudenza costituzionale riguarda specificamente gli accertamenti bancari e non si estende automaticamente a tutti gli accertamenti analitico-induttivi
d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), artt. 1 e 109, comma 4
Rilevanti in tema di determinazione del reddito: la Corte ha ribadito che in accertamenti analitico-induttivi incombe sul contribuente la prova dei costi dedotti
legge 24 dicembre 2012, n. 228 (art. 1, comma 17) e d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 (art.13, comma 1 quater)
Predisposizioni procedurali sul contributo unificato: la Corte ha disposto, essendo il ricorso proposto dopo il 30/01/2013 e rigettato, l'applicabilità delle disposizioni che prevedono l'eventuale ulteriore versamento del contributo unificato
Massime di principio
- In accertamenti tributari fondati su fatture estere, documentazione ufficiale acquisita dall'Amministrazione pubblica (anche da autorità straniere) può essere sufficiente a superare la mera valenza indiziaria anche se il contribuente disconosce firme o timbri
- Il semplice disconoscimento stragiudiziale di timbri o firme sulle fatture non è di per sé decisivo; occorre una versione alternativa plausibile e prove contrarie concrete
- Nei procedimenti analitico-induttivi grava sul contribuente l'onere di provare l'effettiva sussistenza dei costi dedotti; non è automaticamente consentito determinare i costi tramite percentuali forfettarie, salvo casi specifici (es. accertamenti bancari)
- Le censure che mettono in discussione il libero convincimento del giudice di merito su valutazioni di fatto sono spesso inammissibili in cassazione; il controllo di legittimità è limitato agli vizî di diritto
- Un giudicato penale favorevole a soggetti diversi o a fatti non coincidenti non ostacola automaticamente un accertamento tributario: occorre identità di fatto e di parti per l'effetto preclusivo
- Per ottenere l'annullamento in Cassazione per motivazione apparente o contraddittoria è necessario che il vizio emerga dal testo della decisione e renda impossibile comprendere l'iter logico seguito dal giudice
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