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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 21588/2025 del 27/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La controversia riguarda due cartelle di pagamento per imposta unica sulle scommesse relative agli anni 2014 e 2015. Tierre aveva chiesto la rateizzazione del debito che l'Amministrazione non ha concesso perché subordinata alla prestazione o all'adeguamento di una garanzia fideiussoria ritenuta necessaria. La CTR aveva accolto l'appello di Tierre ritenendo che, dopo la modifica normativa del 2011 all'art. 3‑bis del d.lgs. n. 462/1997, non fosse più richiesta la garanzia per rateizzazioni oltre 50.000 euro e quindi avendo annullato le cartelle. ADM ha proposto ricorso per cassazione sostenendo (i) l'inammissibilità dell'appello per divieto di nova; (ii) che il concessionario (Tierre) è agente contabile vincolato dalla convenzione ad una garanzia che deve coprire gli obblighi e quindi l'art. 3‑bis non può dispensarlo dall'obbligo di garanzia; (iii) omessa motivazione sulla obbligatorietà convenzionale della garanzia.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo (inammissibilità dell'appello) e ha accolto il secondo motivo, ritenendo che la modifica dell'art. 3‑bis per la generalità dei contribuenti non abbia eliminato l'obbligo, per i concessionari abilitati alla raccolta delle scommesse, di avere una fideiussione capiente per coprire debiti rateizzati ai sensi dell'art. 24 del d.l. n. 98/2011. Ha pertanto cassato la sentenza della CTR nella parte impugnata e ha rinviato la causa alla CTR di secondo grado, in diversa composizione, perché verifichi l'effettiva capienza della garanzia fideiussoria prestata da Tierre e, se necessario, disponga gli adeguamenti. Il terzo motivo è stato assorbito. Sono state ordinate le spese del procedimento.

Norme richiamate

  • d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 462, art. 3‑bis

    Le somme dovute ai sensi dell'articolo 2, comma 2, e dell'articolo 3, comma 1, possono essere versate in un numero massimo di sei rate trimestrali di pari importo, ovvero, se superiori a cinquemila euro, in un numero massimo di venti rate trimestrali di pari importo. Se l'importo complessivo delle rate successive alla prima è superiore a cinquantamila euro, il contribuente è tenuto a prestare idonea garanzia (…)

    La Corte rileva che la precedente previsione di garanzia è stata modificata per la generalità dei contribuenti, ma tale abrogazione non si estende a mutare le specifiche esigenze del regime dei concessionari delle scommesse, il cui obbligo di garanzia (in termini di capienza) permane.

  • d.l. 6 luglio 2011, n. 98 (conv. l. 15 luglio 2011, n. 111), art. 24 (commi 1,2,4,6,7)

    Le somme da questi dovute per le imposte sul gioco possono essere rateizzate a norma dell’art. 3 bis del d.lgs. n. 462 del 1997. In questo caso, le garanzie previste dal predetto articolo 3‑bis del decreto legislativo n. 462 del 1997 non sono dovute nel caso in cui l'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato verifichi che la fideiussione già presentata dal soggetto passivo di imposta, a garanzia degli adempimenti dell'imposta unica, sia di importo superiore rispetto alla somma da rateizzare.

    L'art. 24 valorizza un regime speciale per i concessionari: pur richiamando l'art. 3‑bis per la rateizzazione, preserva l'importanza della fideiussione prevista dalla convenzione e richiede che essa sia capiente per coprire l'eventuale debito rateizzato; la garanzia prevista dal comma 6 resta rilevante e, se insufficiente, va adeguata.

  • d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, artt. 49, 56, 57

    Norme procedurali richiamate da ADM per censurare la decisione di secondo grado (presunta violazione del divieto di nova e della disciplina dell'appello). La Corte di cassazione riconosce la discrezionalità della CTR nell'interpretare l'oggetto dell'impugnazione e non dà seguito alla censura sull'inammissibilità.

  • codice di procedura civile, art. 360, primo comma, n. 3, 4, 5

    Articoli invocati come mezzi di impugnazione in cassazione (vizi di motivazione, violazione di norme e omesso esame di fatti decisivi). La Corte li utilizza per delimitare i motivi e per accogliere il motivo relativo all'errata interpretazione della disciplina della garanzia del concessionario.

  • codice civile, art. 1372

    Richiamato da ADM in relazione alla rilevanza della convenzione di concessione come fonte obbligatoria; la Corte riconosce il valore della clausola convenzionale ma sottolinea che essa si inserisce nel quadro normativo che mantiene l'esigenza di una fideiussione capiente.

Massime di principio

  • La soppressione, per la generalità dei contribuenti, dell'obbligo di prestare garanzia per la rateizzazione (art. 3‑bis) non implica automaticamente l'eliminazione dell'obbligo di garanzia per i concessionari che operano nel settore del gioco: questi ultimi devono comunque avere una fideiussione capiente ai sensi dell'art. 24 del d.l. n. 98/2011.
  • Per i concessionari (agenti contabili), la garanzia fideiussoria ha funzione generale di tutela dell'entrata e deve coprire l'importo del debito per tutta la durata della rateizzazione; se la fideiussione è incapiente, l'Amministrazione può chiedere l'adeguamento o rifiutare la rateizzazione.
  • Il diniego di una istanza di rateizzazione non necessariamente impedisce al contribuente di contestare successivamente l'atto impositivo; la mancata impugnazione immediata del diniego non costituisce sempre un giudicato preclusivo rispetto alla contestazione della cartella di pagamento.
  • In sede di appello la valutazione sulla novità delle questioni e sull'oggetto del gravame spetta al giudice d'appello; le parti in cassazione devono documentare compiutamente la loro interpretazione degli atti del primo grado se intendono fondare censura sulla inammissibilità dell'appello.
  • Se la Corte di legittimità cassando la decisione rimette la causa al giudice di merito, quest'ultimo dovrà verificare fattualmente la capienza della garanzia e, se necessario, disporre misure per adeguarla prima di riconoscere il diritto alla rateizzazione.
  • Nelle controversie tributarie connesse a rapporti concessori, occorre sempre verificare l'interazione tra norme generali (rateizzazione fiscale) e norme speciali (discipline concessionarie): prevalgono le esigenze di tutela dell'entrata pubblica e la specifica disciplina del settore.

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