Salta al contenuto
ordinanza_civile

Cassazione Civile, Ordinanza n. 34591/2025 del 29/12/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (concessionario riscossione)

La controversia

Il contribuente aveva impugnato un'ingiunzione di pagamento per TARSU 2013, deducendo originariamente l'inesistenza della notifica dell'avviso di accertamento presupposto e, quindi, la prescrizione del credito per decorso del termine quinquennale. Solo in appello, dopo la produzione della documentazione relativa alla notifica, aveva ulteriormente eccepito la nullità del procedimento notificatorio dell'atto presupposto, sostenendo che la notifica fosse stata eseguita a mezzo messo notificatore nelle mani di un familiare non convivente senza invio della raccomandata informativa ex art. 60, comma 1, lett. b-bis, d.P.R. n. 600/1973. Denunciava in cassazione la violazione degli artt. 24 e 57 d.lgs. n. 546/1992, assumendo che tale deduzione non introducesse una domanda nuova né ampliasse il thema decidendum, trattandosi di vizio rilevabile anche d'ufficio.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso. Ha confermato che, nel processo tributario, la contestazione dell'atto presupposto resta circoscritta ai vizi dedotti nel ricorso introduttivo; i motivi possono essere integrati solo con motivi aggiunti nei casi e nei termini previsti dall'art. 24 d.lgs. n. 546/1992, in presenza di documenti non conosciuti o prodotti per ordine della commissione. Poiché il contribuente aveva dedotto in primo grado solo l'inesistenza della notifica e non la nullità del procedimento notificatorio, e non aveva utilizzato i motivi aggiunti nonostante la disponibilità della documentazione, il giudice di appello non poteva esaminare per la prima volta tale eccezione. È stato quindi rigettato il ricorso; nessuna statuizione sulle spese per mancata costituzione della resistente. La Corte ha inoltre dato atto dei presupposti per l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    violazione di legge dedotta come motivo di ricorso

    usato come parametro formale del motivo di cassazione, ma il vizio denunciato è stato ritenuto infondato

  • art. 24 d.lgs. n. 546/1992

    consente l'integrazione dei motivi di ricorso nel processo tributario solo nei casi e termini previsti, in particolare quando emergano documenti non conosciuti o prodotti per ordine della commissione

  • art. 57 d.lgs. n. 546/1992

    divieto di nuove eccezioni in appello

    richiamato dal ricorrente; la Corte lo coordina con la preclusione alla proposizione in appello di un vizio non dedotto in primo grado

  • art. 24 d.lgs. n. 546/1992

    deposito di documenti non conosciuti ad opera delle altre parti o per ordine della commissione

    la possibilità di ampliare il thema decidendum è condizionata a tali presupposti, qui non ricorrenti per mancato uso dei motivi aggiunti

  • art. 19 d.lgs. n. 546/1992

    delimita il perimetro dell'impugnazione dell'atto prodromico non notificato e, correlativamente, il thema decidendum del processo tributario

  • art. 112 c.p.c.

    il giudice non può pronunciarsi oltre la domanda, altrimenti incorre in ultrapetizione

  • art. 60, comma 1, lett. b-bis, d.P.R. n. 600/1973

    norma richiamata per denunciare il vizio della notifica eseguita a mani di familiare non convivente senza raccomandata informativa

  • art. 2948 n. 4 c.c.

    richiamato dal ricorrente per sostenere la prescrizione quinquennale del credito TARSU

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    applicato per dare atto dell'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato

Massime di principio

  • Nel processo tributario l'oggetto del giudizio è delimitato dai vizi specificamente dedotti nel ricorso introduttivo contro l'atto impugnato; non è consentito introdurre in appello un nuovo vizio dell'atto presupposto che non sia stato fatto valere in primo grado.
  • La mera produzione in giudizio della documentazione relativa alla notifica non consente, di per sé, di ampliare automaticamente il thema decidendum: per dedurre ulteriori profili di invalidità occorre utilizzare tempestivamente i motivi aggiunti nei casi previsti dall'art. 24 d.lgs. n. 546/1992.
  • Nel processo tributario il rilievo d'ufficio dei vizi dell'atto presupposto incontra il limite della struttura impugnatoria del giudizio e del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato; il giudice non può spingersi oltre le contestazioni introdotte dalla parte.
  • La distinzione tra inesistenza della notifica e nullità del procedimento notificatorio rileva sul piano processuale solo se il diverso vizio sia stato ritualmente dedotto nei termini consentiti; altrimenti resta precluso lo scrutinio del relativo motivo.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.