Cassazione Civile, Ordinanza n. 15197/2026 del 20/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce da un atto di recupero con cui l'Amministrazione finanziaria ha contestato alla società l'indebita compensazione di un credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno, per l'anno 2020, con richieste di imposta, interessi e sanzioni. La società aveva presentato due comunicazioni per la fruizione del bonus e l'Ufficio aveva ritenuto che il superamento della soglia di euro 150.000 imponesse il controllo antimafia e che, sopravvenuta una informativa/interdittiva antimafia e il successivo diniego di rinnovo della white list, fosse maturata la condizione risolutiva che legittimava il recupero. In primo grado il ricorso era stato accolto; in appello l'Amministrazione aveva ottenuto riforma della decisione. In Cassazione la società ha dedotto, con il primo motivo, omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360 n. 5 c.p.c., perché la CTR non aveva considerato la sentenza del Consiglio di Stato n. 552/2024, tempestivamente prodotta, che aveva annullato definitivamente il diniego di iscrizione/rinnovo nella white list; con il secondo motivo ha denunciato violazione degli artt. 67, comma 1, lett. g), e 92, commi 2 e 3, d.lgs. 159/2011, sostenendo che al momento della richiesta del beneficio e dell'utilizzo in compensazione la società non era destinataria di interdittiva, era già in controllo giudiziario, era stata iscritta nella white list e, comunque, la condizione risolutiva non si era verificata in modo definitivo poiché il diniego amministrativo era stato annullato.
La decisione
La Corte ha accolto entrambi i motivi nei termini indicati, rilevando che il giudice di appello aveva omesso di esaminare una pronuncia amministrativa decisiva e che, in diritto, il credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno rientra tra le erogazioni soggette alla disciplina antimafia. Ha affermato che, nel caso di erogazione sotto condizione risolutiva, il recupero è possibile solo se si verifica l'evento risolutivo, identificato nella specie con la definitività del diniego di rinnovo della white list; poiché tale diniego era stato impugnato e poi annullato dal Consiglio di Stato, la condizione non si era avverata. La sentenza impugnata è stata quindi cassata e, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte ha deciso nel merito accogliendo l'originario ricorso della società contribuente. Spese compensate per la peculiarità e novità delle questioni.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 5 c.p.c.
omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio
La mancata considerazione di una sentenza amministrativa sopravvenuta e tempestivamente prodotta, potenzialmente decisiva sulla sorte del recupero del credito, integra il vizio denunciato.
art. 67, comma 1, lett. g), d.lgs. n. 159/2011
contributi, finanziamenti o mutui agevolati ed altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate
I crediti d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno sono ricompresi in tale categoria e richiedono verifica antimafia.
art. 92, commi 2 e 3, d.lgs. n. 159/2011
La disciplina antimafia si coordina con l'erogazione del beneficio, consentendo che l'amministrazione operi in presenza di presupposti e controlli previsti dal codice antimafia.
art. 88, comma 4-bis, d.lgs. n. 159/2011
L'amministrazione può corrispondere contributi ed erogazioni sotto condizione risolutiva in mancanza della documentazione liberatoria.
art. 88, comma 4-quater, d.lgs. n. 159/2011
In caso di mancato rilascio nel termine ordinatorio, l'amministrazione può sospendere il versamento fino alla documentazione liberatoria.
art. 1, commi 52-56, l. n. 190/2012
L'iscrizione nelle white list è istituto che tiene luogo della comunicazione e dell'informazione antimafia liberatoria per i settori sensibili.
art. 1, commi 98-108, l. n. 208/2015
Disciplina istitutiva del credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno.
art. 7-quater, d.l. n. 243/2016, conv. in l. n. 18/2017
Modifica la disciplina del credito d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno.
art. 58, comma 2, d.lgs. n. 546/1992
Nel regime ratione temporis richiamato, era consentita in appello la produzione senza limiti di nuovi documenti, oltre alla producibilità del documento sopravvenuto.
La Corte, esclusi ulteriori accertamenti di fatto, può cassare e decidere nel merito.
Norma invocata dalla contribuente per la sospensione del processo tributario e degli effetti esecutivi dell'atto.
art. 13, comma 5, d.lgs. n. 471/1997
Richiamato per la disciplina sanzionatoria dell'utilizzo in compensazione di crediti inesistenti.
Massime di principio
- I crediti d'imposta agevolativi possono rientrare, per funzione economica, tra le erogazioni soggette alla disciplina antimafia quando la legge richiede la verifica dell'assenza di cause ostative e l'acquisizione della documentazione liberatoria.
- L'iscrizione nelle white list, per i settori individuati dalla legge, svolge funzione equiparabile alla comunicazione/informazione antimafia liberatoria ai fini dell'accesso al beneficio.
- Quando il beneficio è riconosciuto sotto condizione risolutiva, il recupero da parte dell'Amministrazione presuppone l'effettivo avveramento della condizione; se l'atto antimafia presupposto è impugnato e poi annullato con decisione definitiva, la condizione risolutiva non si perfeziona.
- Nel giudizio tributario devono essere esaminati i documenti sopravvenuti o tempestivamente prodotti che incidono in modo diretto sul fatto costitutivo o sull'evento risolutivo posto a base dell'atto impugnato.
- Se non occorrono ulteriori accertamenti in fatto, la Corte di cassazione può accogliere il ricorso, cassare la sentenza e decidere la causa nel merito.
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