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Cassazione Civile, Ordinanza n. 30707/2021 del 29/10/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il secondo motivo di ricorso, dichiarando che la giurisdizione spetta al giudice ordinario, ha rigettato il primo motivo, ha dichiarato assorbiti il terzo e il quarto motivo, ha annullato la sentenza impugnata e ha rimesso le parti davanti al Tribunale di Napoli per il giudizio di merito. Ha inoltre condannato il resistente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità.

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (società)

La controversia

La controversia trae origine da un'ingiunzione di pagamento relativa al canone di fognatura e depurazione delle acque reflue per l'annualità 2001, riferito a un insediamento industriale. La società destinataria dell'ingiunzione, incorporante di altra società, aveva riassunto il giudizio dopo un precedente rinvio disposto dalla Cassazione. In sede di riassunzione e poi in cassazione contestava: 1) la nullità della sentenza d'appello per contraddittorietà tra dispositivo e motivazione, poiché il dispositivo rigettava l'appello nonostante il giudizio fosse stato riassunto dalla contribuente; 2) il difetto di giurisdizione del giudice tributario, sostenendo che, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 39/2010, le controversie sul canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue a partire dal 3 ottobre 2000 spettano al giudice ordinario; 3) l'erroneità dell'accertamento sulla sussistenza di un impianto centralizzato di depurazione, fondato secondo la ricorrente su documentazione insufficiente; 4) l'omessa pronuncia sull'erronea individuazione del soggetto passivo e sulla carenza di motivazione dell'atto di ingiunzione quanto ai criteri di quantificazione della tariffa. La CTR aveva rigettato l'appello ritenendo, tra l'altro, che il canone avesse natura tariffaria e che la giurisdizione appartenesse al giudice ordinario, ma aveva anche affermato la presenza di un giudicato implicito sul punto. La ricorrente ha quindi chiesto la cassazione della decisione.

Norme richiamate

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità, il contrasto tra dispositivo e motivazione non determina nullità quando il contenuto decisorio complessivo della sentenza consenta comunque di individuare senza ambiguità il comando giudiziale; in tal caso il vizio può integrare un errore materiale emendabile.
  • La giurisdizione sulle controversie relative al canone per lo scarico e la depurazione delle acque reflue, per le annualità successive al 3 ottobre 2000, appartiene al giudice ordinario, poiché tale pretesa ha natura di corrispettivo di una prestazione commerciale complessa e non di tributo.
  • La declaratoria di illegittimità costituzionale che espunge la giurisdizione tributaria su rapporti non tributari impedisce di fondare un giudicato implicito sul punto quando la questione non era stata ancora definita dalla Corte costituzionale al momento della precedente decisione.
  • Quando una questione di giurisdizione risulta assorbente, le ulteriori censure relative al merito della pretesa o alla valutazione delle prove restano assorbite e non richiedono esame.
  • Nei casi in cui il giudice si sia pronunciato sulla giurisdizione in senso errato, la cassazione deve dichiarare la giurisdizione del giudice competente e rimettere le parti al giudice di merito per la prosecuzione del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributi
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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