Cassazione Civile, Sentenza n. 22642/2026 del 03/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (ente espropriante)
La controversia
La controversia origina dall'occupazione di due fondi, poi acquisiti mediante decreto ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001. I proprietari avevano chiesto il ristoro per l'occupazione e, dopo l'inerzia dell'ente, avevano ottenuto dal TAR un ordine di provvedere. L'ente aveva quindi emesso decreto di acquisizione sanante e liquidato un'indennità complessiva, non accettata dai proprietari, che avevano proposto opposizione alla stima davanti alla Corte d'appello. La Corte territoriale aveva ritenuto tempestiva l'opposizione, aveva qualificato i terreni come edificabili, liquidando il valore della perdita di proprietà, il danno non patrimoniale, l'indennità per l'occupazione legittima e quella per l'occupazione illegittima non prescritta, e aveva applicato interessi solo in parte. Il consorzio ricorreva per cassazione deducendo: 1) tardività/inammissibilità dell'opposizione per decorso del termine ex art. 29 d.lgs. n. 150/2011 e art. 54 d.P.R. n. 327/2001; 2) omesso esame del vincolo di destinazione a impianto di depurazione e della natura non edificabile o comunque vincolata delle aree; 3) violazione delle norme sull'indennità di esproprio per avere riconosciuto un valore da suoli edificabili. I proprietari resistevano e proponevano ricorso incidentale: 1) contestavano la detrazione degli oneri di urbanizzazione dal valore stimato, nonostante la stima comparativa; 2) in subordine lamentavano omessa motivazione sulla stessa questione; 3) censuravano la decorrenza degli interessi sull'indennità da occupazione legittima, sostenendo che dovessero decorrere dalla maturazione di ciascuna annualità; 4) contestavano la declaratoria di prescrizione dell'indennità per occupazione illegittima, sostenendo che si trattasse di diritto indennitario soggetto a prescrizione decennale e non quinquennale.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo del ricorso principale, ma ha accolto il secondo e il terzo motivo del ricorso principale e il primo, il terzo e il quarto motivo del ricorso incidentale, dichiarando assorbito il secondo motivo incidentale. Ha quindi cassato l'ordinanza impugnata e rinviato alla Corte d'appello di Potenza, in diversa composizione, anche per le spese. In particolare, ha affermato che il termine breve previsto per l'opposizione alla stima ex art. 54 d.P.R. n. 327/2001 e art. 29 d.lgs. n. 150/2011 non si applica al decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis, per cui l'azione resta soggetta al termine ordinario decennale; ha poi ritenuto erronea la valutazione di edificabilità delle aree senza verificare la concreta disciplina urbanistica e il vincolo di zona F, nonché le eventuali previsioni del piano consortile e del piano comunale. Ha inoltre stabilito che, quando la stima del valore venale è effettuata con metodo sintetico-comparativo, non vanno sottratti gli oneri di urbanizzazione, perché il mercato ne tiene già conto. Ha riconosciuto che, se viene liquidata anche l'indennità per occupazione legittima, gli interessi decorrono dal maturare di ciascuna annualità; infine, ha escluso la prescrizione quinquennale dell'indennità per occupazione illegittima in sede di acquisizione sanante, affermandone la natura indennitaria e la decorrenza del diritto solo dal decreto ex art. 42-bis.
Norme richiamate
art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001
Il decreto di acquisizione sanante ha effetto ex nunc e regola la liquidazione del pregiudizio patrimoniale e non patrimoniale, incluso il ristoro per l'occupazione senza titolo; il diritto collegato all'occupazione illegittima nasce con il decreto e non è azionabile prima di esso.
Il termine speciale per l'opposizione alla stima non è applicabile al diverso procedimento di acquisizione sanante ex art. 42-bis.
La disciplina del termine breve per l'opposizione alla stima non si estende al decreto di acquisizione sanante, mancando un espresso richiamo normativo.
La stima del bene espropriato deve essere fatta con riferimento alle sue caratteristiche al momento del decreto, tenendo conto dei vincoli non espropriativi e senza considerare gli effetti del vincolo preordinato all'esproprio.
La valutazione deve considerare le possibilità legali ed effettive di edificazione esistenti al momento del decreto di esproprio.
È richiamato nel contesto della disciplina dell'indennità relativa all'occupazione e del procedimento espropriativo.
Richiamato dai ricorrenti incidentali per la decorrenza degli interessi sull'indennità di occupazione legittima.
Richiamato per la spettanza degli interessi sull'indennità dovuta per l'occupazione legittima.
Richiamato per la decorrenza automatica degli interessi sulle somme liquide ed esigibili, per ciascuna annualità dell'indennità di occupazione legittima.
La Corte esclude la prescrizione quinquennale e ricostruisce il diritto come soggetto, in questa sede, alla prescrizione ordinaria decennale.
Richiamato dai ricorrenti incidentali, ma la Corte qualifica il ristoro per occupazione illegittima nell'ambito dell'acquisizione sanante come diritto indennitario collegato al decreto.
Richiamato dai ricorrenti incidentali per sostenere la prescrizione breve, ma la Corte lo ritiene non pertinente alla fattispecie indennitaria esaminata.
Utilizzato per le censure di violazione di legge sui profili sostanziali esaminati in cassazione.
Utilizzato per le censure di omesso esame di fatti decisivi e per il vizio motivazionale sulla stima e sulla qualificazione urbanistica.
Invocato in via subordinata nel ricorso incidentale per vizi processuali della motivazione.
Richiamato per la trattazione in udienza pubblica in Cassazione.
art. 142, primo comma, lett. c), d.lgs. n. 42/2004
Richiamato dal ricorrente per sostenere la presenza di vincolo paesaggistico sulle aree.
artt. 50-56 d.P.R. 6 marzo 1978 n. 218
Indicano la disciplina dei consorzi per lo sviluppo industriale, rilevante per la pianificazione consortile.
art. 51 d.P.R. 6 marzo 1978 n. 218
I piani regolatori delle aree e dei nuclei di sviluppo industriale sono redatti dai consorzi e, una volta approvati, producono gli effetti giuridici del piano territoriale di coordinamento.
art. 7 L.R. Basilicata n. 41/1998
Ha contenuto sostanzialmente analogo alla disciplina statale sui piani consortili e sui loro effetti urbanistici.
I Comuni devono uniformare il proprio strumento urbanistico generale alle direttive del piano consortile, ma fino alla modifica resta efficace il piano comunale.
art. 5, secondo comma, L. n. 1150/1942
Richiamato come criterio per la redazione dei piani consortili.
art. 2 d.m. 2 aprile 1968 n. 1444
Le zone F sono aree per attrezzature e impianti di interesse generale, di regola non edificabili per iniziativa privata se non è prevista una sottozona con possibilità edificatoria promiscua o privata.
Richiamato per affermare che il diritto relativo all'occupazione illegittima, nella logica dell'acquisizione sanante, sorge con il provvedimento e non prima.
Massime di principio
- Il termine breve previsto per l'opposizione alla stima dell'indennità di esproprio non si applica automaticamente al decreto di acquisizione sanante ex art. 42-bis, in assenza di un espresso richiamo normativo; in tale ipotesi opera il termine ordinario decennale.
- Nella determinazione dell'indennità di esproprio il giudice deve accertare in concreto la capacità legale ed effettiva di edificazione del suolo alla data del decreto, coordinando piano comunale, eventuali piani consortili e vincoli di destinazione; l'inserimento in una zona F non rende di per sé il bene edificabile.
- Le zone urbanistiche destinate ad attrezzature e impianti di interesse generale escludono, di regola, l'edificabilità privata, salvo che la disciplina pianificatoria preveda specifiche possibilità edificatorie promiscue o mediante iniziativa privata convenzionata.
- Quando il valore venale del bene espropriato è determinato con metodo sintetico-comparativo, non è corretto detrarre a parte gli oneri di urbanizzazione, perché il prezzo di mercato li considera già.
- Se il provvedimento ex art. 42-bis liquida anche l'indennità per occupazione legittima, su ciascuna annualità maturata decorrono gli interessi dal momento in cui la singola annualità diventa esigibile.
- Nel regime dell'acquisizione sanante, il ristoro per l'occupazione illegittima ha natura indennitaria collegata al decreto e il relativo diritto non può dirsi prescritto per il periodo anteriore alla sua emanazione, perché sorge solo con tale provvedimento.
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