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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5992/2024 del 06/03/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

La Consob impugnava la sentenza della Corte d'appello di Brescia che aveva annullato la delibera n.20666/2018 con cui erano state irrogate a Messedaglia una sanzione pecuniaria di €150.000 e una sanzione interdittiva di 10 mesi per aver, secondo la Consob, raccomandato l'acquisto di azioni Italcementi a sei clienti di Banca Esperia avendo a disposizione e utilizzando informazioni privilegiate. Il ricorso in Cassazione contesta la valutazione della prova indiziaria da parte della Corte d'appello, lamentando errore nella ricostruzione logica degli indizi, nell'applicazione del criterio della ragionevole probabilità, nell'omesso momento sintetico di valutazione degli indizi e l'erronea interpretazione della fattispecie di abuso (sul possesso dell'informazione privilegiata vs. sulla trasmissione della stessa).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei limiti espressi in motivazione, ha cassato la sentenza della Corte d'appello di Brescia e ha rinviato la causa alla stessa Corte d'appello di Brescia perché proceda a una nuova valutazione complessiva dei fatti secondari e degli elementi indiziari in conformità ai criteri richiamati dalla Cassazione (in particolare con riferimento all'art. 2729 c.c.), ordinando altresì la regolazione delle spese del giudizio di legittimità. In sostanza la Cassazione ha ritenuto errata la frammentazione degli indizi operata dal giudice di merito e ha richiamato l'obbligo di prima valutazione analitica e poi valutazione sintetica unitaria degli indizi.

Norme richiamate

  • art. 187-bis, comma 4, d.lgs. n. 58/1998 (TUF)

    art. 187-bis, comma 4 del d.lgs. n. 58 del 1998

    La fattispecie di trading secondario comprende il possesso dell'informazione privilegiata, la conoscenza o conoscibilità del suo carattere privilegiato e l'utilizzo dell'informazione per compiere operazioni o per comunicarla/raccomandarla. L'illecito può fondarsi sul semplice possesso della conoscenza, senza che sia necessario dimostrare il preciso passaggio causale dell'informazione da un informatore qualificato all'accipiens.

  • art. 106, comma 1, d.lgs. n. 58/1998 (TUF)

    art. 106, comma 1 TUF (riferito all'obbligo di OPA in caso di acquisto del controllo)

    Richiamato nel contesto della rilevanza del comunicato Italmobiliare che rendeva verosimile un'OPA e quindi un'informazione price-sensitive idonea a influenzare il prezzo delle azioni.

  • art. 6, d.lgs. n. 150/2011

    art. 6 del d.lgs. n. 150 del 2011

    Citato come parametro relativo alla formazione della prova nell'ambito della materia sanzionatoria amministrativa e al principio di corretta, ragionevole valutazione degli elementi probatori (standard di prova amministrativo).

  • art. 2727 c.c.

    Riferito alle regole generali sulle presunzioni e ai limiti della deduzione indiziaria; utilizzato dalla difesa per contestare la metodologia probatoria adottata dal giudice di merito.

  • art. 2729 c.c.

    Richiama i requisiti di gravità, precisione e concordanza degli indizi. La Cassazione chiarisce che gli indizi valutati singolarmente devono essere analizzati (fase negativa/di scarto) e poi valutati sinteticamente nel loro insieme per formare una convincente prova per presunzioni; non si esclude la combinazione di eventi coesistenti anche se diacronici quando concorrano unitariamente a un fatto composito.

  • art. 192, comma 2, c.p.p.

    Richiamato rispetto ai canoni della formazione della prova indiziaria e alla necessità che il giudizio fondato su indizi rispetti adeguati criteri di ragionevolezza e collegamento logico degli elementi; la Corte segnala che non si deve ricercare una 'ragionevole certezza' incompatibile con la natura del procedimento amministrativo-sanzionatorio.

  • art. 115 c.p.c.

    Invocato dalla difesa per lamentare l'omesso esame di fatti storici decisivi; la Cassazione richiama l'obbligo del giudice di merito di considerare e valutare tutte le prove rilevanti ai fini della decisione.

Massime di principio

  • Nelle fattispecie di abuso di informazioni privilegiate (art. 187-bis TUF) non è sempre necessario provare il preciso canale di trasmissione dell'informazione: il centro dell'illecito può essere il possesso e l'utilizzo (in operazioni o in raccomandazioni) dell'informazione stessa.
  • La prova per presunzioni richiede una doppia operazione: prima una valutazione analitica per scartare elementi del tutto irrilevanti o inconsistenti; poi una valutazione sintetica che consideri gli indizi residui nel loro insieme per verificarne la gravità, precisione e concordanza (art. 2729 c.c.).
  • Non è automaticamente applicabile il divieto della 'presunzione da presunzione' quando gli elementi indiziari riguardano un fatto composito coinvolgente più soggetti: gli accadimenti coesistenti possono essere valutati unitariamente e non necessariamente come una sequenza di presunzioni che si reggono l'una sull'altra.
  • Nel procedimento sanzionatorio amministrativo lo standard è quello della ragionevole probabilità (e non della certezza penale), ma ciò non esime il giudice dall'esigere una valutazione logica, coerente e non contraddittoria degli indizi.
  • In situazioni analoghe il giudice di merito deve esplicitare sia la selezione analitica degli indizi sia la sintesi dimostrativa che mostra come il loro combinarsi conduca, in modo plausibile e convincente, all'accertamento del fatto principale; in mancanza di tale motivazione la decisione è suscettibile di cassazione e rinvio.

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