Cassazione Civile, Sentenza n. 6002/2024 del 06/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti impugnano la qualificazione dei contratti di garanzia (firme apocrife in alcuni contratti) come "contratti autonomi di garanzia" anziché fideiussioni, deducendo la falsità di alcune sottoscrizioni (accertata in CTU) e la conseguente violazione del dovere di buona fede e correttezza della società finanziatrice, nonché l'inerzia e la condotta colposa del creditore nel recupero dei beni. Hanno dedotto violazioni di norme civilistiche (in particolare art.1362 e ss. c.c., artt.1175 e 1375 c.c., art.1227 c.c., art.1957 e 1955 c.c., art.2041 c.c.) e censurato la motivazione della Corte d'appello che aveva ritenuto validi, per il resto, i contratti e confermato la natura autonoma delle garanzie.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei termini esaminati (in particolare per i motivi relativi alla qualificazione contrattuale e alla buona fede del creditore), rilevando che il giudice di merito deve valutare l'operazione negoziale complessiva e la meritevolezza della tutela alla luce della falsità di alcune firme e della conoscibilità, con ordinaria diligenza, di tali falsità da parte della società finanziatrice. La decisione della Corte d'appello è stata cassata e la causa rinviata al giudice di merito per una nuova valutazione complessiva (soprattutto sulla buona fede del creditore, sulla qualificazione dei contratti e sulle conseguenze della falsità delle sottoscrizioni). Il ricorso è stato quindi accolto in parte (secondo e quarto motivo ritenuti fondati e gli altri assorbiti).
Norme richiamate
art. 1362 e ss. c.c.
Richiamati in relazione alla qualificazione e interpretazione del contratto: la Corte ha evidenziato che va ricostruita la volontà delle parti e l'operazione negoziale complessiva, non limitandosi a epurare parzialmente contratti viziati dalle firme false
art. 1227 c.c.
Richiamato dai ricorrenti per prospettare responsabilità del creditore per comportamento colposo/inerzia; la Corte ha ritenuto che la valutazione della responsabilità deve avvenire nel contesto dell'operazione complessiva e della buona fede del creditore
art. 1957 c.c.
Invocato come possibile limite alla responsabilità del garante; la Corte ha indicato che, se qualificato come fideiussione, l'inerzia del creditore va valutata anche rispetto a questa norma nel contesto complessivo
art. 1955 c.c.
Riferito alla rinuncia, da parte dei garanti, ad eccepire determinate questioni; la Corte ha comunque richiamato la necessità di valutare la validità e la meritevolezza dell'operazione complessiva
art. 1175 c.c. e art. 1375 c.c.
Richiamati con riguardo ai doveri di diligenza, correttezza e buona fede: la Corte ha ritenuto essenziale valutare se la società finanziatrice abbia agito in buona fede e con la diligenza richiesta
art. 2041 c.c.
Censurato dai ricorrenti in ordine all'eventuale arricchimento senza causa del soggetto utilizzatore del bene; la questione è stata rimessa al nuovo esame del giudice di merito nell'ambito della valutazione complessiva
art. 360 n. 3 c.p.c.
Fondamento della censura per vizio di motivazione e falsa applicazione di norme di diritto: la Corte di Cassazione ha valutato la corretta valutazione giurisdizionale della qualificazione contrattuale e della buona fede
Massime di principio
- Quando in una pluralità di contratti collegati a una stessa operazione negoziale emergono firme false su alcuni atti, il giudice deve valutare l'operazione complessiva e non limitarsi a separare e convalidare le parti apparentemente valide: la meritevolezza della tutela va esaminata sul piano unitario.
- La qualificazione del rapporto (fideiussione vs contratto autonomo di garanzia) incide sulle eccezioni opponibili dal garante; tuttavia, la presenza di falsità documentali e la condotta del creditore possono incidere sulla legittimità di far valere la garanzia anche se formalmente autonoma.
- La buona fede e la diligenza del creditore sono fattori decisivi: se il creditore sapeva o avrebbe dovuto sapere, con ordinaria diligenza, della falsità delle sottoscrizioni, ciò può comportare la revisione della operabilità delle garanzie contro i garanti.
- Le questioni relative a firme apocrife, specialmente se emerse con CTU calligrafica, devono essere tempestivamente dedotte e valutate in merito; tuttavia, se sono state esaminate in appello, la Cassazione ne può comunque verificare la corretta valutazione giuridica.
- La mera presenza di clausole che limitano eccezioni del garante non esclude automaticamente la verifica della meritevolezza dell'intera operazione: clausole vessatorie o deroga a norme non possono sempre prevalere sulla valutazione complessiva della correttezza negoziale.
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