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Cassazione Civile, Ordinanza n. 18843/2023 del 04/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Il proprietario di un immobile ubicato in prossimità del torrente aveva lamentato che, a seguito di dissesti della ripa e di eventi metereologici eccezionali, erano crollate porzioni di opere di contenimento e parte del terreno era scivolata nell’alveo insieme a gabbioni e materiale lapideo. Il Comune aveva emanato un’ordinanza di demolizione/rimozione delle opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi, poi convalidata con successiva ordinanza sindacale contingibile e urgente, su impulso e parere della Regione. Nel ricorso per cassazione il proprietario censurava la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche deducendo: travisamento dei fatti e omessa/insufficiente motivazione sulla sua responsabilità nel dissesto; insussistenza dei presupposti per l’ordinanza contingibile e urgente ex artt. 50 e 54 d.lgs. 267/2000; illegittimità dell’ordine ripristinatorio perché rivolto a lui nonostante l’alveo appartenesse al demanio idrico e perché il materiale era finito in alveo per cause naturali; mancata istruttoria sulla concreta eseguibilità dell’ordine; omessa comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 l. 241/1990.

La decisione

La Corte di cassazione a Sezioni Unite ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le censure, pur formalmente prospettate come violazioni di legge, omesso esame e difetto di motivazione, mirassero in realtà a sollecitare una rivalutazione del merito e dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Ha inoltre affermato che la sentenza del TSAP era adeguatamente motivata nel ritenere la responsabilità del ricorrente per aver realizzato opere spondali e interventi in alveo senza i necessari titoli edilizi e idraulici, e nel riconoscere la legittimità sia dell’ordinanza ripristinatoria sia di quella contingibile e urgente, emesse per rimuovere un pericolo per il deflusso delle acque e l’incolumità pubblica. Confermata anche l’insussistenza dell’obbligo di previo avviso di procedimento per l’ordinanza contingibile e urgente. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento dell’ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 360 c.p.c., n. 5

    Il sindacato di legittimità sulla motivazione è circoscritto ai soli casi di motivazione inesistente, apparente o costituzionalmente rilevante; non è consentita la rivalutazione della sufficienza o razionalità della motivazione rispetto alle risultanze di causa.

  • art. 111 Cost.

    Il vizio motivazionale è scrutinabile solo quando si traduca in una violazione costituzionalmente rilevante del dovere di motivazione.

  • art. 31 d.P.R. n. 380 del 2001

    Giustifica l’ordine di rimozione/demolizione delle opere abusive e di ripristino dello stato dei luoghi in presenza di un illecito edilizio.

  • art. 32 d.P.R. n. 380 del 2001

    Concorre a fondare il potere ripristinatorio in caso di opere realizzate senza titolo.

  • art. 50 d.lgs. n. 267 del 2000

    Richiamato quale base del potere sindacale contingibile e urgente finalizzato alla tutela di interessi pubblici in presenza di situazioni eccezionali.

  • art. 54 d.lgs. n. 267 del 2000

    Consente ordinanze contingibili e urgenti non solo per sicurezza pubblica ma anche per prevenire ed eliminare gravi pericoli per l’incolumità pubblica.

  • art. 96, lett. f), r.d. n. 523 del 1904

    Serve a evidenziare la necessità dell’autorizzazione idraulica per opere eseguite in alveo o in sponda.

  • art. 7 l. n. 241 del 1990

    Non è necessario l’avviso di avvio del procedimento quando l’urgenza dell’ordinanza contingibile e urgente renderebbe incompatibile il previo contraddittorio.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Fondamento per l’ulteriore contributo unificato in caso di inammissibilità del ricorso.

  • d.lgs. n. 40 del 2006

    Rileva ratione temporis per l’impugnabilità delle decisioni del TSAP in cassazione.

  • d.l. n. 83 del 2012, conv. in l. n. 134 del 2012

    Ha ridotto il sindacato di legittimità sulla motivazione, limitandolo ai casi di anomalia rilevante ai sensi dell’art. 360 c.p.c., n. 5.

Massime di principio

  • Nelle impugnazioni contro decisioni del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, il vizio di motivazione è deducibile in cassazione solo nei limiti della motivazione inesistente, apparente o costituzionalmente rilevante; è invece inammissibile la richiesta di una nuova valutazione del materiale probatorio.
  • È legittimo cumulare un ordine ripristinatorio per abuso edilizio/idraulico e un’ordinanza contingibile e urgente quando i due provvedimenti perseguano finalità diverse ma complementari, entrambe orientate alla rimozione della situazione di pericolo e al ripristino della funzionalità del bene pubblico interessato.
  • Il potere di ordinanza contingibile e urgente del sindaco può essere esercitato anche per prevenire o eliminare gravi pericoli per l’incolumità pubblica e non richiede il ricorso preventivo agli strumenti ordinari quando la situazione sia eccezionale, imprevedibile e necessiti di intervento immediato.
  • In presenza di opere realizzate senza i necessari titoli edilizi e idraulici, il proprietario responsabile dell’intervento illecito può essere destinatario dell’ordine di demolizione/rimozione e di ripristino dello stato dei luoghi, anche se l’evento naturale abbia aggravato la situazione.
  • Per le ordinanze contingibili e urgenti non è richiesto, di regola, il previo avviso di avvio del procedimento, poiché il contraddittorio preventivo sarebbe incompatibile con la rapidità e l’effettività dell’intervento richiesto dall’urgenza.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniConformità urbanistica e catastaleProprietà
RamiProcesso civileImmobiliareDiritti reali
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

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