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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12260/2023 del 09/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (concessionario tributi)

La controversia

La lite riguarda un avviso di accertamento TARSU per l'anno 2005 emesso su diversi immobili ad uso industriale e su uffici contigui siti nel Comune di Ancona. La società contribuente contestava l'imposizione sulla porzione destinata a laboratorio per la produzione dolciaria, sostenendo che in tale area si formassero rifiuti speciali non soggetti a tassazione, mentre per altre porzioni dell'immobile la destinazione era a magazzino, ufficio o area scoperta. La CTR aveva respinto l'appello della concessionaria ritenendo non provata da quest'ultima la natura non speciale dei rifiuti prodotti. Con il ricorso per cassazione la concessionaria ha dedotto: omesso esame di fatti decisivi sulla natura dei rifiuti prodotti; errata considerazione dell'invarianza dei luoghi e della comunicazione delle superfici tassabili; errato rilievo dato alle ricevute di smaltimento presso AnconAmbiente, riferite secondo la ricorrente a rifiuti diversi; violazione degli artt. 115 e 116 c.p.c. e dell'art. 2967 c.c. per avere la CTR invertito l'onere della prova in tema di esenzione TARSU; violazione della disciplina sui rifiuti e sull'assimilazione ai rifiuti urbani per avere riconosciuto l'esenzione senza considerare la delibera comunale di assimilazione e la normativa applicabile.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, rilevando che la CTR ha invertito l'onere della prova: in tema di TARSU, quando il contribuente invoca l'esenzione o la riduzione per locali inidonei a produrre rifiuti o per produzione di rifiuti speciali smaltiti a proprie spese, è il contribuente a dover dimostrare i presupposti dell'agevolazione. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado per le Marche, in diversa composizione, affinché riesamini la controversia, valuti la delibera comunale di assimilazione e determini l'importo dovuto per la sola area laboratorio sulla base dell'esatta superficie imponibile.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In materia di TARSU, il presupposto impositivo è l'occupazione o detenzione di locali e aree scoperte, mentre l'esenzione o riduzione per aree inidonee a produrre rifiuti o per produzione di rifiuti speciali da smaltire a cura del produttore costituisce un'eccezione che deve essere provata dal contribuente.
  • L'onere di dimostrare la sussistenza dei requisiti per fruire dell'esenzione o riduzione dal tributo sui rifiuti non grava sull'ente impositore, ma sul soggetto che invoca il beneficio.
  • La prova dello smaltimento di rifiuti presso un soggetto terzo non è, da sola, sufficiente a dimostrare che quei rifiuti siano speciali non assimilabili; occorre prova specifica della natura dei rifiuti oggetto di smaltimento.
  • Nel giudizio di appello, la sentenza del giudice di secondo grado sostituisce quella di primo grado: ai fini del ricorso per cassazione rileva la ratio decidendi espressa dal giudice d'appello, non quella della decisione riformata o confermata di primo grado.
  • Quando la decisione impugnata si fonda su un'erronea qualificazione giuridica del fatto principale, il giudice di rinvio deve riesaminare anche le questioni rimaste assorbite, compresa la correttezza dell'atto impositivo e dell'eventuale delibera comunale di assimilazione dei rifiuti.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

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